Corriere dello Spettacolo

Atleti olimpici nel dopo Rio. Giovanni Pellielo, quattro medaglie che “riposano”

Ha iniziato a 18 anni a tirare, accompagnato per la prima volta al campo da sua madre, poi non ha più smesso e già quattro anni dopo partecipava alle sue prime Olimpiadi. Oggi Giovanni Pellielo ha 46 anni e ha collezionato ben quattro medaglie olimpiche nel tiro a volo, tre argenti e un bronzo. L’ultimo argento l’ha preso alle Olimpiadi di Rio, un’altra grande soddisfazione per la sua carriera…

Ciao Giovanni, innanzitutto vorrei sapere se è più l’amarezza per non avere preso l’oro oppure se è più la felicità per avere ottenuto l’argento…

Non c’è nessuna amarezza per non avere ottenuto l’oro, sono molto felice per la medaglia vinta, nessun rimpianto.

E per quanto riguarda l’atmosfera di Rio, cosa mi dici?

Bell’atmosfera, piacevole, festosa, molto bella. Certo, rispetto a Londra c’erano altri problemi legati alle favelas, in ogni caso tutto è andato come meglio non si poteva.

Hai vinto molte medaglie nell’arco della tua carriera olimpica, ce n’è una che ti è rimasta più impressa di altre?

Quest’ultima, perché l’ho vissuta a 46 anni e non credevo che sarei riuscito ad arrivare a gareggiare a questa età per vincere.

Vedremo se ci sarai anche per la prossima allora.

Vediamo, farò di tutto per esserci anche a 50 anni!

E queste medaglie dove le tieni? Dove le hai appese?

Non le ho appese, le ho tutte insieme in uno zainetto… perché “devono riposare”.

A chi la dedichi questa medaglia?

La medaglia la dedico a tutti quelli mi vogliono bene e che hanno creduto in me.

C’è qualcosa in particolare che ti è rimasto impresso di Rio?

Mi è rimasto impresso il calore del tifo brasiliano, ho trovato una certa simpatia verso gli italiani, tanto è vero che in finale tutti tifavano per me!

Prima di essere un giornale di sport, lo siamo di cultura e di spettacolo, quindi vorrei sapere da te se leggi, ascolti musica, vai a teatro?

Leggo molto e mi piace molto la musica, sopra a tutte amo le grandi icone, come Mariah Carey, Whitney Houston e Beyoncé. Tra gli scrittori mi piacciono molto Wilbur Smith e Paulo Coelho.

Ormai abbiamo saputo che non ci saranno le Olimpiadi a Roma, ti dispiace?

Sì, mi dispiace, un’Olimpiade in Italia mi sarebbe piaciuta, speriamo nel futuro!

Sai, a volte è brutto sentire in giro che ci sono persone che considerano certi sport, come il tuo, minori.. tu che ne pensi?

Io mi preoccupo molto di quello che provo io, se gli altri pensano che il nostro sia minore li rispetto, però credo che alle Olimpiadi il tiro porta molto felicità agli italiani e so che la mia gara è stata addirittura la più seguita. Io credo che non siamo né minori né maggiori, ognuno fa il suo e basta. Ci sono sport che hanno più visibilità, ma non è la visibilità che fa l’importanza di uno sport.

Stefano Duranti Poccetti

 

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