Roma, Teatro della Cometa. Dal 19 aprile al 7 maggio 2017
Non etichettabile. Un concetto che salta fuori più volte nel dialogo tra lo stravagante attore scomparso da cinque anni e il giovane che si trova davanti l’opportunità di un’intervista scoop, probabile foriera di un futuro brillante nel campo della scrittura. Alessandro Benvenuti debutta a Roma, al Teatro della Cometa, con il suo Chi è di scena, e il concetto di cui sopra balza agli occhi con prepotenza. Per nostra fortuna, perché il suo teatro è qualcosa di assolutamente sorprendente, insolito, intelligentemente sarcastico e raffinato, da tenere il pubblico assorto, ipnotizzato dal suo eloquio surreale e dalla situazione in scena che sembra avviarsi verso un noir, per poi sorprendere, spiazzare, e ancora commuovere profondamente. La magia del teatro direte voi. La magia del teatro di Benvenuti, aggiungo io, che è così diversa da tutte le altre e che, in questo caso, entusiasma dopo averci portato in sentieri difficili da seguire senza porsi domande su quanto si sta ammirando sul palcoscenico. Una drammaturgia che è un toboga di ironia (anche sul mondo del teatro stesso), mistero, surrealismo, apparente thrilling e immediata, successiva, comica dissacrazione. Tutto quel che appare non è, ma anche quel che è non è detto che sia proprio così. Geniale, il tutto offerto al pubblico sul vassoio di una scrittura drammaturgica originale e intensissima, che gioca con un vortice di parole. In scena con Benvenuti ci sono Paolo Cioni e Maria Vittoria Argenti, i cui personaggi sono a loro volta parte integrante del caleidoscopio di colpi di scena. Suggestive luci e musiche.
Paolo Leone
