Corriere dello Spettacolo

Verbi difettivi

I verbi difettivi sono così chiamati perché mancano di alcuni modi, tempi e persone verbali. Nell’italiano contemporaneo ce ne sono ormai pochi, vediamo quali sono e “come si comportano “.

Ecco alcuni esempi:

I verbi vigere, prudere, urgere e vertere presentano la 3a persona singolare e plurale dei tempi semplici, ma non hanno i tempi composti.

Inoltre, voci verbali come competere, concernere, convergere, dirimere, discernere, esimere, incombere, inerire, soccombere, splendere, transigere non hanno il participio passato, quindi non possono formare i tempi composti.

Infine, delinquere e tangere, che significa toccare, si usano quasi esclusivamente nelle forme del participio presente.

La rubrica Rispettiamo l’Italiano vi dà appuntamento a giovedì prossimo con altre curiosità riguardanti la nostra lingua.

Martina Naccarato

Exit mobile version