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“Eu te amo”: omaggio a Tom Jobim

Data:

Umbria Jazz, Perugia. Sabato 20 luglio 2019

Umbria Jazz riserva tradizionalmente un’attenzione speciale allo sterminato e meraviglioso panorama della musica brasiliana, e anche questa edizione 2019 non ha fatto eccezione. Dopo il doveroso ricordo di João Gilberto (prima dell’inizio dei concerti all’Arena i maxischermi trasmettono sempre la sua indimenticabile versione di Estate), scomparso lo scorso 6 luglio, il bandoneonista Daniele Di Bonaventura e  il pianista Giovanni Ceccarelli hanno reso omaggio a un altro gigante del paese carioca, forse il musicista sudamericano più importante del ventesimo secolo insieme all’argentino Astor Piazzolla: Tom Jobim.

Antonio Carlos Jobim (1927-1994), conosciuto dal grande pubblico come uno dei padri fondatori della bossa nova – genere musicale nato dal magico incontro tra il jazz nordamericano e la musica brasiliana -, è stato, oltre che cantante e pianista, anche compositore di notevole spessore. E’ proprio a quest’ultima veste di Jobim, senz’altro la meno nota, che i due jazzisti italiani hanno dedicato il loro ultimo progetto discografico Eu te amo (The Music of Tom Jobim), presentato a Umbria Jazz 19 con la collaborazione di un ospite d’eccezione: il violoncellista e compositore brasiliano Jacques Morelenbaum, musicista di livello assoluto e tra i più grandi virtuosi al mondo di questo strumento.

Una proposta cameristica, quella di questo trio d’eccezione, perfetta per l’ambiente intimo e raccolto della Sala Podiani. La prima parte del concerto è stata riservata alle composizioni di Jobim, tra le quali una toccante versione di Ana Luiza e un suggestivo assolo di Morelenbaum sulle note del Maestro; nella seconda parte i tre hanno invece eseguito alcuni brani propri – uno per ciascuno – con Ceccarelli che ha scelto un pezzo tratto dalla sua precedente collaborazione con Di Bonaventura (il disco Mare calmo, 2015), e quest’ultimo impegnato invece in una tarantella napoletana. Acclamato bis ancora nel segno di Jobim.

Poesia pura, per un’ora di arte sublime volata via in un istante ma sufficiente a sprigionare l’inimitabile fascino della grande musica sudamericana, in grado di suscitare in chi ascolta un misto di emozioni tra loro contrastanti davvero difficile da esprimere con parole. Per capire bisogna provare di persona, lasciandosi guidare dal flusso della note: chiudi gli occhi e ascolta, come avrebbe detto Piazzolla.

Francesco Vignaroli

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