Corriere dello Spettacolo

“The two Popes”. Ritratti uguali e distanti

Non è semplice ridurre la complessità e gli intrecci della realtà, renderla fruibile e godibile come abilmente ha saputo fare Fernando Meirelles con la pellicola “The two Popes”, portando in scena gli strepitosi Antony Hopkins e Jonathan Pryce, rispettivamente nei panni di Joseph Ratzinger (Papa Benedetto XVI) e Jorge Bergoglio (Papa Francesco) raccontando una delle pagine più controverse della storia del nostro secolo: due Pontefici in carica.
Quello che affascina e tiene incollati allo schermo per 126 minuti è il ritmo crescente della narrazione, lo stile brillante e pieno di sfumature che sfoga in dialoghi intimi, intrisi di umorismo e umanità. Meirelles fa una scelta netta dal primo fotogramma: raccontare gli uomini chi si celano sotto l’abito papale, due ritratti puri nel loro linguaggio, tanto distanti tra loro quanto connessi al mondo al quale appartengono, ciascuno a suo modo, ciascuno con la sua visione, la sua verità, le sue colpe immersi in un ambiente enigmatico e sacro avvolto dalla bellezza. E così i coloratissimi vicoli di Buenos Aires, la maestosità della Cappella Sistina, la prestigiosa residenza papale di Castel Gandolfo e le meravigliose immagini di Roma entrano prepotentemente nella scena affiancando i protagonisti nella tessitura di una emozionante viaggio nelle emozioni.

Katya Marletta

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