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Marco Pernich e gli allievi della scuola teatrale di Studio Novecento portano in scena lo spettacolo “Il circo dei morti presenta: i fantasmi di Amleto”

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Il 14 ottobre 2019 il circo dei morti presenta: i fantasmi di Amleto. Una produzione di Studio Novecento

Marco Pernich e gli allievi della scuola teatrale di Studio Novecento portano in scena lo spettacolo “Il circo dei morti presenta: i fantasmi di Amleto” . Utilizzando la tecnica del teatro nel teatro assistiamo alla messa in scena dell’opera teatrale più conosciuta e rappresentata al mondo: Amleto. Un regista ha diviso la tragedia in dodici scene e dirige i suoi attori mentre i quaranta spettatori ammessi prendono posto accanto agli stessi attori a spettacolo già iniziato. Fin qui nulla di particolare, si direbbe. E invece no. Pernich va molto più in là e guida lo spettatore verso un luogo della mente dove, fra l’altro, si mette in discussione la funzione stessa del teatro o meglio del ‘fare teatro’, così come la conosciamo da tempo immemore. Chi sono i morti? Sono gli attori che, essendo esseri umani, non possono che fallire nell’interpretare il personaggio, o meglio, il suo fantasma. Ma si tratta, ci suggerisce Pernich, di un fallimento salutare perché mette tutti noi di fronte all’ineludibile nostra fallibilità come esseri viventi, una fallibilità destinata a trasformarsi, senza soluzione di continuità, in creatività e infine in arte.
Ovviamente, non essendo possibile abolire il teatro, come superare l’empasse? E’ semplice ci suggerisce Pernich insieme a quei maestri di teatro che hanno cercato soluzioni al problema, pensiamo all’attore ‘straniato’ di Bertold Brecht o alla supermarionetta di Gordon Craig.
Occorre quindi dare all’attore ciò che è dell’attore, e cioè la funzione di simbolo, di rappresentanza sotto forma di marionetta appesa a fili invisibili.
Nello spettacolo vediamo così gli attori muoversi come marionette mentre entrano ed escono dal loro personaggio e interpretano, nel pieno rispetto del testo, alcuni indimenticabili brani della tragedia, con l’unica eccezione che ci riserva Amleto/fantasma quando, sul corpo nudo di Ofelia, urla ‘Vivere o non vivere…’.
E dunque uno spettacolo in cui è previsto il suo mutarsi ad ogni rappresentazione, così come muta la vita, quindi da non perdere, anzi da rivedere.

Ombretta De Biase

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