Corriere dello Spettacolo

NOEMI GHERRERO. Dal palco alla fotografia per approdare al grande schermo “che conta”

Dal palco alla fotografia per approdare al grande schermo “che conta”. Il 2020 di Noemi Gherrero è iniziato come meglio non sarebbe potuto. Lei, bella attrice napoletana doc, è in trampolino di lancio. Pronta per entrare nel firmamento di chi – con orgoglio – può dire di “avercela fatta” a conquistare il jet-set. Il nuovo anno è partito con due bellissime notizie. Tutti la desiderano per capacità espressive, professionalità e per aver accettato di fare gavetta con l’entusiasmo di chi ha imparato sul campo il mestiere. Ora, p tempo di raccogliere i frutti.  “si tratta di due film belli, importanti e di buone aspirazioni… ma non fatemi dire di più” racconta Noemi, orgogliosa di quel che sta nascendo. “Ho grandi aspettative su questi due film cosi come sui progetti in cantiere. Mi piacerebbe moltissimo entrare a far parte di uno spettacolo teatrale importante. Ho chiuso da poco una bellissima esperienza al teatro bracco di Napoli col grande Giacomo Rizzo che mi ha fatto risvegliare quel divertimento e quell’energia che solo il teatro ti regala. Vedremo cosa bolle in pentola…”.

Certo, il cinema rimane il tuo chiodo fisso…

È la mia grande passione perché permette di proiettarti in altre vite, altre realtà, altre parti di te. Sono sempre stata affascinata dall’essere interprete, dal travestimento al camuffamento della voce, dal mettere in scena e rendere vivi anche i lati che ci appartengono e di cui abbiamo timore o vergogna. Per un giorno puoi essere chiunque!

Com’è iniziata la tua carriera?

Ho cominciato posando, poi è arrivato il teatro, il musical, la scuola di recitazione, le prime apparizioni al cinema e in tv passando per la performance e per i progetti indipendenti. Amo i talenti versatili, apprezzati soprattutto all’estero; in Italia non tutti la vedono così…

Insomma, non è tutto rose e fiori.

Ho avuto tanti momenti complicati. Ho cominciato dal basso imparando che gli incontri sono il regalo più bello per chi fa questo mestiere. A volte arrivano tardi ma bel frattempo collezioni esperienza che servirà. Ho sempre avuto fiducia nel fatto che qualcosa di buono lo avrei fatto, prima o poi. L’immaginazione aiuta tanto. Non tutto arriva ma le circostanze spesso si creano.

Il mondo dello spettacolo riflette la tua persona?

In assoluto non sono una esibizionista. Nel quotidiano sono semplice, pratica e amo la comodità nel vestire. Sono un po’ egocentrica come quasi tutti gli artisti, ma il mio egocentrismo non passa attraverso l’esteriorità quanto piuttosto dal mio modo di fare che mi porta spesso ad avere grande ascendenza sulla gente. Sono briosa, mi piace catturare l’attenzione degli altri con positività e non la ridicolezza.

Come utilizzi i social?

Poco, in verità. Non ho mai realmente sfruttato il mio potenziale attraverso di essi forse perché non ci credo fino in fondo o forse perché, nonostante la mia esuberanza, ho una certa timidezza e discrezione verso ciò che faccio. Non mi piace fare quello che fanno tutti, sono più legata ad una idea classica di riconoscimento e riconoscibilità. Prima i veri influencer erano gli artisti che comunicavano le proprie idee mettendoci la faccia e combattendo un sistema che stava loro stretto. Oggi vedi ragazzine senza arte né parte pensare che qualcuno indosserà ciò che indossano solo per qualche foto ritoccata del loro fondoschiena. È tutto veramente ridicolo, ancor di più lo è pensare che un artista possa farlo. Le idee sono ben accette, i filtri molto meno.

Al contrario…

Apprezzo chi usa l’originalità. nell’immagine e nella comunicazione. Del resto Instagram oggi è già stato soppiantato da Tik Tok. E’ una corsa a stare dietro a cose che in realtà, non esistono. La forza di un’idea invece non passa mai.

Luca Fina

 

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