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“SESSIONE SEGRETE”: A TU PER TU CON ATTILIO FONTANA

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Molti anni fa, e in particolare dal 1994, nel nostro Paese girava un gruppo musicale che si chiamava “I ragazzi italiani”, il quale ha avuto un grandissimo successo. Io personalmente, anche se ancora ragazzo, in un contesto in cui oltre a innamorami della musica in generale, iniziavo a muovere i miei passi sulla riflessione del bello e sublime della musica, cominciai ad appassionarmi a questa band. Ascoltando questi ragazzi, li definivo non solo bravi, ma molto più, ossia dei grandi artisti, anche molto rivoluzionari, perché oltre a cantare essi ballavano, portando avanti canzoni e musica molto orecchiabili e con grande ritmo musicale. Essi mi sono rimasti – credo come a tanti – nella memoria. Proprio qualche mese fa sono andato a ripescare le loro canzoni, per riascoltarle. Il caso della vita ha voluto che oggi incontrassi e intervistassi uno dei componenti del gruppo, che ha seguito il suo percorso da solista. Sto parlando del cantautore, attore, cantante Attilio Fontana, che il 4 dicembre 2020 ha lanciato “Sessione segrete”, ovvero il suo nuovo album acustico accompagnato dal singolo “il triangolo”, cover di Renato Zero in una versione “club”. Ma parliamo direttamente con Attilio di questo suo nuovo lavoro.

Ciao Attilio, bentrovato al Corriere dello Spettacolo. Nell’introduzione ho ricordato la tua esperienza e percorso con “I ragazzi italiani”, ma c’è da ricordare anche che hai iniziato la carriera giovanissimo. Hai frequentato l’Accademia di Belle Arti in Scultura e hai militato in varie rock band romane, fino ad approdare in un coro gospel della capitale, da lì ad appena diciassette anni vieni ingaggiato come corista in una trasmissione di Pippo Baudo, Papaveri e Papere. In seguito inizi a studiare recitazione e debutti in teatro con vari spettacoli ma raggiunge il grande successo con I Ragazzi Italiani di cui sarai voce leader dal ‘95 al 2000 per poi distaccarsi e riprendere i tuoi progetti solisti e fondare uno studio di registrazione con cui produce musiche per film, musical e teatro. Hai fatto anche altro, ma oggi esce questo nuovo album “Sessione segrete”. ME NE PARLI?

Questo album nasce da una serie di fattori: innanzitutto da questo 2020 così drammatico per tutti, in cui mi sono trovato in casa, impossibilitato di fare teatro e i live. Quindi nell’inquietudine, per il fatto che purtroppo siamo stati privati dei luoghi in cui un artista si può esprimere, mi sono messo a scrivere. Però era da tanto tempo che volevo fare comunque un album così acustico, sincero. Un album che mi racconta completamente nudo, dal punto vista delle mie canzoni, dal mio modo di eseguirle e cantarle.

Tra l’altro, per le prime 100 copie del CD, hai deciso di allegare una piccola opera d’arte, si tratta una Barchetta di carta dipinta ad acquerello.

Sì, questo è stato un regalo a tutte le persone che mi hanno sempre seguito, in tutti questi anni.

Come ho detto nell’introdurti all’interno di questo album, c’è anche una cover: “Il triangolo” di Renato Zero. COME NASCE QUESTA COVER?

Di solito, sinceramente, non amo molto le cover, ma giocando con il chitarrista Franco Ventura (con cui lavoro ormai da vent’anni) abbiamo accennato questo pezzo e abbiamo pensato di fare questa versione jazz, come a ricordare i night club degli anni ’70 o i film degli anni ’80.

Parlando ancora della tua biografia, ricordiamo che nel 2004 vieni scelto nel cast di Tosca amore disperato dove incontri Lucio Dalla con cui collabori per circa tre anni componendo con lui dei brani, di cui due per il film tv Madame. Pubblichi inoltre due l’album: nel 2007 “A”, prodotto da Diego Calvetti per Universal e nel 2013 “Formaggio”. Rilascici poi diversi singoli con vari feat.: con MOMO il singolo “5 Alibi”, con Ilaria Porceddu “In Equilibrio”, brano che porta a Sanremo come autore e produttore nel 2012, con Clizia Fornasier “Terra 2” e “La Bellezza” e nel 2019 con Ivan Granatino “Gesù L’ultimo Comunista”. Sei protagonista di numerosi musical come Hair, con la direzione musicale di Elisa, Il Pianeta Proibito a fianco di Lorella Cuccarini, per la regia di Luca Tomassini, e Vacanze Romane nella fortunata tournée con Serena Autieri. Vinci due edizioni di Tale e Quale Show 2013-14 (edizione e torneo) e prendi parte a numerose fiction di successo come Caterina e le sue Figlie, L’Onore e il Rispetto, Angelo il Custode, Turbo e molte altre. Hai composto opere musicali come ActorDei. 68’ Italianrockmusical e Il Verso della Vita di cui sei stato anche regista. LA DOMANDA CHE CI FACCIO È COSA VOLEVI O SOGNAVI DI FARE DA PICCOLINO?

Sognavo la musica. Vegno da una famiglia di musicisti e quindi sono nato in mezzo all’arte e crescendo ho sentito una vocazione verso questo mondo.

Mi permetto di dire un personale pensiero: Forse molte persone possono giustamente pensare che, poiché provieni da una famiglia di artisti, sei un artista, che porta nel proprio DNA il proprio talento artistico. In questo non c’è dubbio, ma al di là di questo in realtà a mio giudizio hai proprio una vocazione per la musica e l’arte. A mio avviso il fatto di essere figlio di artisti non significa per forza essere un artista, non sempre il DNA fa l’artista, ma si nasce artista, e tu sei nato artista. Questo è un mio pensiero che ho sviluppato molti anni fa, quando ti ho conosciuto artisticamente. All’epoca ero piccolo, ma già iniziavo a fare le mie osservazioni e ho avuto modo di farle anche su te, e oggi sono contento di essere qui, intervistarti e parlare.

COSA TI DICONO I TUOI FAN?

In realtà il mio non è un percorso facile, poiché ho fatto tante cose, come sai dalla musica sono passato al teatro sperimentale, le fiction, poi sono tornato a fare dischi, la prosa e così via… però i fan sono molto pazienti e mi piace l’idea che mi abbiano capito. Mi scrivono, mi mandano delle storie, pongono domande. Tutte queste cose sono belle.

Non ho altre domande, grazie del tuo tempo, un caro saluto.

Giuseppe Sanfilippo

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