9. Drum & Voice 1-4, Billy Cobham, 2017, + il remix del 2019

Il progetto parte nel 2001. E il progetto è frutto della collaborazione tra una delle più influenti famiglie musicali italiane, i Nicolosi, e Billy Cobham.
I Nicolosi sono in pratica gli storici Novecento, quelli della deliziosa Moving On del genere italo-disco. Va da sè che Billy Cobham sia … Billy Cobham, batterista su Bitches Brew e artefice in prima linea del genere fusion.
Ma Billy Cobham ha un rapporto delizioso con l’Italia, e anche se Riazzino è in Svizzera, è a pochi passi da noi e si tratta comunque sempre della Svizzera Italiana.
A Riazzino comunque Cobham ha registrato un lavoro gigante con un giovanissimo Mike Stern e i Glass Menagerie, omonimo simbolico di una play di Tennessee Williams. Era il 1981. E vent’anni dopo eccolo quà coi Novecento in un progetto in cui le maestrie del batterista contano i battiti del pulsare di una nuova grande storia di musica.
Arrivati al 2020 il progetto si compie nell’arco dei quattro episodi, quattro volumi, dunque, quattro uscite musicali da guardare e riascoltare.
A questi si aggiunge un quinto lavoro di remixes del 2019. E questo è un lavoro di un’attualità sconvolgente, techno/dance da paura: questo è il disco che manca oggi alle radio commerciali – e questa la selecta proposta nel mixage finale, nel remixage finale: Stratus, Sensations, Shining Sun, Raised, Psychologic, Shadow, Over, The Vibe Inside, Africa’s Sounds, Interactive (versione per musica liquida su Tidal).
Ma è a partire dalla prima traccia del primo lavoro, Drum n Voice Vol. 1, Africa’s Sounds, che si capisce perfettamente che complessivamente il progetto si sarebbe prestato alla grande a un’idea di remix techno/dance. Perchè le atmosfere lounge da intrattenimento galante diffuse o soffuse dal primo album coi Novecento avrebbero travasato alla grande fiumi di musica da (s)ballo contemporanea in un audace remix esplosivo
Billy Cobham in ogni caso non è nuovo a questo genere di esperienze sonore. Lui parte a razzo per la luna e oltre già col suo primo disco, Spectrum, di cui citiamo per fare un esempio la sfrenata Quadrant Four, di cui a sua volta Psychologic sul quarto volume Drum n Voice del 2016 ci restituisce una sacrosanta echo vibrante – ma non dimentichiamoci gli Ozric Tentacles in questa stessa direzione dell’impronta creativa del suono.
Oltre quindi al particolarissimo Frank Gambale, e ai Novecento, evidentemente, Airto Moreira, ad esempio, onnipresente con gli studi dei grandi batteristi, lo sappiamo, dell’intero progetto si fa ricordare inaspettatamente Brian Auger, uno dei migliori tastieristi inglesi.

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