“L’eco della Germania segreta” di Giovanni Sessa

Il terzo millennio cavalca l’onda di un megafono che si fa chiamare “ influencer “ed è una fotocopia di un’eco di altra fotocopia dove tutto compresi I nostri neuroni devono essere allineati ad una centralina elettronica di cui non conosciamo l’indirizzo e che supponiamo chiamarsi pensiero unico, dove per “unico” si intende la riproduzione di tante copie di cui si è perso l’originale che potrete forse rintracciare all’ufficio degli oggetti smarriti e se siete fortunati ritroverete la cultura del novecento sotto naftalina magari in conto vendita senza che nessun potenziale acquirente di memoria storica (genere attualmente a rischio estinzione in compagnia di elefanti , orsi polari e altri esseri viventi ) riesca a diventarne il custode dopo esserne diventato “proprietario” e magari “genitore affidatario”…
In questo volume “L’eco della Germania “ Giovanni Sessa ,docente ordinario di filosofia ,già docente a contratto di storia delle idee all’Università di Cassino ci chiama ad una nuova “Primavera”
Il titolo rincorre una fioritura di grandi pensatori( alcuni in vita non valorizzati come meritavano)
di una Germania segreta (quella Germania che non è l’identità di quello che la memoria collettiva conosce a forza di ripetere all’infinito che Deutschland ueberalles è uguale ad uno dei baffi più nefasti della storia moderna e cioè Adolf Hitler psicopatico congeniale all’alta finanza che per motivi di mera speculazione sociale ed economica lo mise sull’altare della storia da scrivere e lui l’ha scrisse a modo suo )e finalmente la nostra prossima memoria e cioè prossima in quanto vicina alla ricerca di una realtà dove il panta rei di Eraclito non e’ solo un caos organizzato con l’acqua che non e’ mai la stessa, bensì il ricorso e il rincorrere alla valutazione della realtà come costrutto di immagini cui dare un nome , arriva davanti all’uscio di un circuito di intellettuali che videro il senso della realtà “geheim” , nascosta di una Germania che dopo il vile tradimento del 8 novembre 1918 perse l’orgoglio come primato di essere “Germania” “ueberalles”.
La Repubblica di Weimar, la rivoluzione russa del 1917, la disarticolazione dello stato germanico come inteso da Bismarck, fece cadere la nostra “Brunilde” in una catalessi che partorì quel pangermanesimo che in fondo bruciava sotto le ceneri della sconfitta dando vita a fenomeni antropologicamente “destabilizzanti “ quali il nazismo che nacque come partito dei lavoratori per poi,arrivato al potere il 30 gennaio 1993 (con il caporale Hitler il cui cognome era Huettler di origine boema che diventa Cancelliere), eliminare I sindacati e abolire la costituzione e chiudere il Parlamento …
Giovanni Sessa collega nel senso che colloca in sequenza sul palcoscenico della storia del Novecento della Germania e della sua Goetterdammerung, pensatori quali il poeta Stefan George che rifiutò I ponti d’oro offerti dal nazismo (dai diari di Joseph Goebbels) cantò l’amore nella sua forma omoerotica (soffrendo per l’amato Maximin morto prematuramente) prevalendo quest’ultima come forma di conoscenza – esaltazione dell’anima in tedesco Seele che si contrappone allo spirito in tedesco “Geist “ inteso come fabbricatore dell’io che demolisce l’istinto ,ispirandosi al pensiero di Klages che vide nella grafologia la scienza-conoscenza che apre l’animo umano in quanto la scrittura e’ libera e non forzata nel momento che si esprime attraverso la calligrafia visto che noi siamo anche quello che scriviamo e visto che quando scriviamo non siamo condizionati dall’estetizzazione dell’io poichè liberi di far fluire la coscienza attraverso l’immaginazione a Klages unisce per collocazione storica geografica il monumentale Juenger che precursore degli scout con I Wandervogel (sfruttati poi dal nazismo per arruolare I giovani Hitleriani o Hitlernjugend che si riunivano anche nelle escursioni che potremmo oggi chiamare “trekking”) sperimentò il contatto con la natura come divinazione geografica del luogo inteso come centro del mondo del “geheim” perchè la natura E’ a prescindere dall’uomo MUTEVOLEZZA E MUTAZIONE NON TEMPORALE MA ETERNA in cui l’uomo non c’azzecca, una natura che è Pantarei dove mescolare è cercare ciò che più attrae .
Klages precursore degli ecologisti attuali formando il “circolo dei cosmici” portò la conoscenza , la sperimentazione di essa che va oltre la parola per diventare “corpo” oltre la “normalità concettuale di verità precostituite”, poiché la verità non si precostituisce , in quanto essa è lo stato di natura nella sua complessità che noi chiamiamo sofos, una dimensione in cui noi , oggi, siamo rispetto alla natura degli attori non protagonisti ,visto che essere protagonisti significa immolarsi per una causa superiore per diventare eroi, I quali scomparsi o restati disoccupati oggi non occupano piu’ le pagine dei giornali escludendo la luna di miele di breve durata che la politica ha avuto con il personale sanitario che e’ in trincea per la lotta contro il Covid.
Juenger, Klages, George ,Benjamin e Loewith quest’ultimo studioso di Nietzche edell’eterno ritorno dell’uguale e io aggiungo Hermann Hesse con il suo Siddharta, sono a loro insaputa pensatori precursori del futuro che arriva a noi , ce lo consegnano chiavi in mano con la storia di una Germania segreta se non messianica , lo stesso nazismo che cercò di sfruttare il pensiero di questi intellettuali inizialmente fu settario e non movimento politico con l’ossessione della ricerca del Vril (la luce) da cui sarebbe partito l’indogermanesimo con la teoria della terra cava dell’Ahnenerbe Teorie che sosteneva “empiricamente” ipotetici indogermanici arrivati direttemente dalla terra cava a cui lo schizofrenico Heinrich Himmler fanatico fino al delirio , dedicò energie e finanziamenti per sostenere che al di sotto della terra che e’ natura sarebbe esistita una civiltà indogermanica (luogo delle ricerche il nord della Germania nello Schleswig Holstein).
Sessa fa un lavoro di assemblaggio storico collocando sulla scena della storia del Novecento questi lucidi e sognanti intellettuali che inconsapevolmente predissero il nostro futuro condannato da una modernità che ci vuole sottomessi fino all’estinzione, una fase che oggi vaneggiando un” transumanismo pandemico” che non si capisce dove ci dovrebbe portare , vuole abiurare la storia, la parola consegnataci come NUOVO INIZIO da costoro che visionari per destino e per intuizione vissero
la tragedia storica della Germania del nazismo (allora come oggi primadonna di un’Europa agonizzante e priva di senso unitario, non abbiamo gli Stati Uniti d’Europa) rifiutandone gli allori (non conosco al momento nessuno che rifiuterebbe I ponti d’oro offerti dal politico vincente di turno )in cui ebraismo e cristianesimo figli di uno stesso Dio si scontrarono per mano di un paio di baffi da osteria, schizofrenici come il loro padrone che se li è portati a spasso fino alla fine dei suoi giorni.
Oggi la storia è spettatrice come lo era allora nel suo “incomincio” di questa tragedia dove militarismo e supremazia teutonica coabitarono con la Germania segreta di Klages Benjamin, Juenger, Lowith e la finanza internazionale che nella figura dell’industriale americano Henry Ford (tessera n.10 del partito nazionalsocialista contribuì a fornire autocarri alla Wehrmacht e con le 7 sorelle a fornire di gasolio gli Uboote nell’oceaono Atlantico in piena guerra sottomarina) diede la spinta fatale verso il delirio di un paese che aveva e ha ancora la sindrome dell’invincibile …
Sessa contribuisce a stimolare un Secondo Nuovo Inizio grazie ad un’ opera puntuale e lucida che ha il merito di valorizzare il pensiero non allineato di filosofi che se in vita oggi combatterebbero la nostra “Goettesdaemmerung” del pensiero unico che ci vuole tutti uguali figli di una fotocopia di cui si e’ perso l’originale, in un pantarei dove Eraclito per nuotare dovrebbe avere un salvagente per non affogare nel fango che la modernità satanica imposta dal deep state vuole imporci come unico modo per sopravvivere e non vivere.
Nessun microchip quantico, si fa di nuovo primavera perchè “l’Eingedenken “ “il futuro ricordato” ritornia far parlare di se di un futuro prossimo prima che questi diventi un passato remoto impossibilitato a ritornare alle origini, un concetto dove “Ursprung” “origine” è atavico ,“ur” e provenienza e “sprung” origine dal Wandervogel che ognuno di noi ha dentro di se, quella coscienza di se che è l’anima prima che venga divorata dall’istinto , una condizione precategoriale che Kant chiamerebbe “pre estetica” …La lingua tedesca è lo Sturm und Drang di quell’eroismo guerriero che strumentalizzato dal nazionalismo ha gettato l’amo ad un popolo che si considerava “storicamente ?” superiore, alimentando quella maledizione degli dei da Walahalla .
La tumulazione del futuro pensato come proiezione in divenire di qualche cosa che non sappiamo se arriva e quando , vuole ricominciare a vivere per dare alternative alla nostra umanità anestetizzata e robotizzata; è un futuro che si rifiuta di andare a dormire, domani “si fa di nuovo primavera”, lo dicono Juenger, Benjamin, Loewith, George e Klages che hanno avuto la forza delle loro idee per rappresentare il mondo dove hanno vissuto rifiutando I ponti d’oro della tirannide.
Loro sono vivi nella potenza della loro eredità che resta incontaminata da una modernità che vorrebbe organizzare loro un bel funerale, un funerale che non s’ha da fare fino a quando ci saranno I custodi della storia che conservandola la raccontano profetizzandone la necessità rispetto l’inconsistenza dell’orgia politicamente corretta che vuole genderizzare l’uomo per trasformarlo in un clone, I custodi della storia sorvegliano , studiano , indagano , proteggono Il valore della sua eredità perché :
“Io sono la parola senza di me il mondo non esisterebbe, senza di me il mondo non avremmo un nome, yo soy la historia y llego cuando el mundo me llama” .

Barbara Appiano

L’eco della Germania segreta – di Giovanni Sessa Oaks editrice 200 pagine Marzo 2021
Introduzione di Marino Freschi, prefazione di Romano Gasparotti, appendice di Giovanni Damiano
Rifiorire è antimoderno, ma necessario se non vogliamo diventare fotocopie di un originale smarritosi o messo sottonaftalina per non diventare un cimelio da mercatino dell’usato
Il terzo millennio cavalca l’onda di un megafono che si fa chiamare “ influencer “ed è una fotocopia di un’eco di altra fotocopia dove tutto compresi I nostri neuroni devono essere allineati ad una centralina elettronica di cui non conosciamo l’indirizzo e che supponiamo chiamarsi pensiero unico, dove per “unico” si intende la riproduzione di tante copie di cui si è perso l’originale che potrete forse rintracciare all’ufficio degli oggetti smarriti e se siete fortunati ritroverete la cultura del novecento sotto naftalina magari in conto vendita senza che nessun potenziale acquirente di memoria storica (genere attualmente a rischio estinzione in…

0

User Rating: Be the first one !
0 Condivisioni

<h2>Leave a Comment</h2>