Assonanze: il racconto di un disco – 27. Sonny Rollins Plus 4, Sonny Rollins, 1956

Dovrebbero essere due i dischi registrati da Sonny Rollins – saxophone colossus – con Max Roach, col Clifford Brown / Max Roach quintet negli anni cinquanta. Uno è Basin Street. L’altro è Sonny Rollins Plus 4.

Lui aveva appena lasciato il Miles Davis Quintet, il primo, per eroina. Al suo posto entra John Coltrane. Siamo in area Prestige, dunque. E Sonny Rollins lo inquadriamo come la prima scelta al sax di Miles Davis per il suo primo quintetto.

Di abnormale questo disco ha il fatto che per Ritchie Powell e Clifford Brown è l’ultimo, perchè entrambi muoiono in un incidente automobilistico, di lì a un attimo dopo. E anche James Dean muore in un incidente automobilistico, l’anno prima – e sempre nel 55 muore anche Charlie Parker.

E muoio anch’io dispiaciuto una vita intera. Ma questi sono racconti dell’impossibile; realtà incredibili, realtà aumentate, realtà virtuali, filosofie della libertà di scritture creative e di scritture produttive; hot spot della libertà del pensiero; calderoni di cose che si possono fare, cose che si possono guardare e raccontare; luoghi dove anche la minima foglia che cadendo non fa rumore, trova la sua voce vigorosa e il suo giusto spazio decoroso. È il via libera della paranoia.

La prima canzone in programma, comunque, di questo nostro disco è: Valse Hot. L’area che circoscrive la funzione musicale è quella dell’hard bop. Il periodo, lo abbiamo già detto, è quello del post Charlie Parker. L’idea di massima che conduce il genere a pieno componenti è che il sax, gli assoli, non volano più sui rollercoasters, gli argini sono più sostenuti e contengono i pezzi solisti all’interno di qualche algoritmo musicale concorde con l’armonia melodica del brano. Il discorso è più circoscritto. L’ambientazione è molto meno feroce. E anche a velocità stellare come in Kiss And Run si nota un’attenzione maggiore agli argini compositivi d’ensemble e si strizza l’occhio alle grandi orchestre – ma di fatto questi che fanno hard bop sono un po’ delle piccole orchestre modulate sullo sviluppo dei temi di coesione di gruppo alla Duke Ellington.

Poi arrivano I Feel A Song Coming On, Count Your Blessing e Pent-Up House e ti sei bevuto di corsa poco più di mezz’ora di tutto ciò che il jazz è diventato nei godimenti contaminati degli anni.

Ox4d

Dovrebbero essere due i dischi registrati da Sonny Rollins - saxophone colossus - con Max Roach, col Clifford Brown / Max Roach quintet negli anni cinquanta. Uno è Basin Street. L'altro è Sonny Rollins Plus 4. Lui aveva appena lasciato il Miles Davis Quintet, il primo, per eroina. Al suo posto entra John Coltrane. Siamo in area Prestige, dunque. E Sonny Rollins lo inquadriamo come la prima scelta al sax di Miles Davis per il suo primo quintetto. Di abnormale questo disco ha il fatto che per Ritchie Powell e Clifford Brown è l'ultimo, perchè entrambi muoiono in un incidente…

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