Assonanze: il racconto di un disco – New Sounds In Electronic Music, Steve Reich, Richard Maxfield, Pauline Oliveros, 1967

L’anno è il 1967. I Silver Apples sono di lì a un passo. Tra gli antecedenti celebri vogliamo ricordare Deliah Derbyshire (è anche una canzone di Sonic Boom), ma più in generale il BBC Radiophonic Workshop, e il pavilion della Philips all’expo del 58; e tra gli epigoni più vigorosi inseriamo invece e in pratica la discografia di Sonic Boom, soprattutto quella con gli EAR; e Clint Mansell che ha lavorato parecchio con Aronofsky da Pi in avanti, e coi Kronos Quartet per il film sempre di Aronofsky Requiem For A Dream – ma il combo di Seattle farà molta roba anche di Steve Reich.

New Sounds In Electronic Music è un disco non facile ma facilissimo. Sono solo tre pezzi. E questo è uno dei motivi per cui alla fine è parecchio difficile toglierselo dalle spalle. Ma forse è meglio che non lo dica quello che penso davvero, che vi bollirebbe il sangue fino a scoppiare nelle vene e schizzare in tutte le direzioni; e in quel caso io rischierei la pelle; ma a me per esempio non sono mai piaciuti tantissimo i Beatles, e più di tanto mai mi piaceranno, ma quel che è giusto bisogna dirlo; siamo cioè nel 66 con Revolver (è quello con Eleonor Rigby, che introduce alcune classiche posizioni dei Kinks, ma a noi ora interessa Tomorrow Never Knows); con questo disco bisogna avere più di un solo occhio di riguardo, perchè ha dato uno spintone decisivo allo sviluppo dell’indipendenza di genere del pop sperimentale (Tomorrow Never Knows).

Chiaro il 65 è stato l’anno decisivo, l’anno del passaggio; e il passaggio in elettrico di Dylan con Bringing It All Back Home a questo riguardo è dominante, è servito parecchio – si, se per questo nemmeno mai i Rolling Stones mi hanno fatto brillare gli occhi, ma è un ragionamento, questo adottato da Dylan, che proprio i Rolling facevano da sempre col blues americano; e un po’ dopo, sicuramente, ma a loro volta i Cream, seguendo lo stesso ragionamento, arriveranno a conclusioni devastanti. Ci sarà poi Miles Davis a raddoppiare riversando tutto in elettrico, inaugurando la fase migliore della musica rock a partire dal 1969, ma anche qui, la chitarra elettrica jazz esisteva già da un bel pezzo.

Il passaggio in elettrico dicevamo, comunque; fino a che poi l’elettricità stessa non diventerà altro che uno spartito, e le scatolette magiche di produzione non diventeranno a loro volta altro che strumenti musicali per suonare classica contemporanea, minimalismo, e buttiamoci pure dentro i lussuosi overdrive di Metal Machine Music …..musica elettronica.

Il primo pezzo del disco è comunque Night Music di Richard Maxfield; Come Out di Steve Reich che per certi versi ci illumina sulla creazione di On The Run dei Pink Floyd, è il secondo; e I of IV, di Pauline Oliveros, chiude i lavori da terzo.
Sono tre distinti esempi di manipolazioni elettroniche. È uno dei punti di partenza per lo studio e la comprensione di tutto l’apparato strutturale della musica elettronica.

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L'anno è il 1967. I Silver Apples sono di lì a un passo. Tra gli antecedenti celebri vogliamo ricordare Deliah Derbyshire (è anche una canzone di Sonic Boom), ma più in generale il BBC Radiophonic Workshop, e il pavilion della Philips all'expo del 58; e tra gli epigoni più vigorosi inseriamo invece e in pratica la discografia di Sonic Boom, soprattutto quella con gli EAR; e Clint Mansell che ha lavorato parecchio con Aronofsky da Pi in avanti, e coi Kronos Quartet per il film sempre di Aronofsky Requiem For A Dream - ma il combo di Seattle farà molta…

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