L’illuminatore

Il suo nome?
E chi lo sapeva!
Erano gli altri, coloro che aveva aiutato ad appellarlo così.

Era un viandante silenzioso.
Si diceva fosse un’artista ma, nei luoghi dove non era mai stato, nessuno avrebbe saputo la sua arte in cosa consistesse finché non si fosse manifestata.
Camminava piano e con la schiena dritta.
Portava un cappello a falde larghe nero e sempre lo stesso cappotto di colore blu.
Per qualche incomprensibile motivo vederlo andare chissà dove arrecava serenità.

Era sempre alla ricerca del buio perché era col buio che lui esprimeva ciò che sapeva fare.
Infatti, giunto nei luoghi dove l’oscurità aveva preso il sopravvento annientando lo spirito di chi abitava quei posti, l’ illuminatore si dava da fare…

Le notti buie e senza speranza avevano i minuti contati.
Con pochi armonici movimenti delle sue mani, l’ Illuminatore creava straordinari giochi di luce che squarciavano la cortina di buio tutto intorno.
Diventava una sorgente di bellezza luminosa inarrestabile, entusiasmante, energizzante.
Rivitalizzante.
Come girasoli rinvigoriti e orientati dal sommo astro, così le donne e gli uomini, i bambini beatamente col naso e gli occhi all’ insù ripresero colore e vita vedendo le mirabolanti luci colorate.
Le luci avevano talvolta forme definite e definibili – animali fantastici, fiori, inusuali paesaggi – altre volte erano pura esplosione di rassicurante energia colorata che catturava occhi e cuori e non li lasciava più.

Dopo la performance della sua arte, col buio divenuto ricordo e monito nei cuori delle persone che si erano drammaticamente abituate a quel cupo stato di cose, l’ Illuminatore andava via.
Si dice che, andandosene dai luoghi che aveva aiutato, egli rivolgesse un sorriso e uno sguardo un pó malinconico alla gente che aveva salvato.
Un bambino particolarmente attento, sensibile e, soprattutto, intraprendente gli si avvicinò e chiese :
“Signore, perché te ne vai?
Ci hai fatto di nuovo stare bene, ti voglio ringraziare.
Perché sei triste? ”
“Perché ho visto il buio impossessarsi della vostra vita e non sono sicuro che non accadrà ancora.
Dipenderà da voi. “

Pronunciate queste parole e lasciando il bambino con i suoi grandi occhi spalancati e la sua piccola bocca aperta, colui che veniva chiamato l’ Illuminatore abbandonò con il suo proverbiale passo lento il villaggio alla ricerca di altro buio da infrangere coi suoi mirabolanti e salvifici giochi di luce.

La luce è l’arte di squarciare il buio in ogni sua forma e l’ Illuminatore ne era maestro.

ROViRO’

Il suo nome? E chi lo sapeva! Erano gli altri, coloro che aveva aiutato ad appellarlo così. Era un viandante silenzioso. Si diceva fosse un'artista ma, nei luoghi dove non era mai stato, nessuno avrebbe saputo la sua arte in cosa consistesse finché non si fosse manifestata. Camminava piano e con la schiena dritta. Portava un cappello a falde larghe nero e sempre lo stesso cappotto di colore blu. Per qualche incomprensibile motivo vederlo andare chissà dove arrecava serenità. Era sempre alla ricerca del buio perché era col buio che lui esprimeva ciò che sapeva fare. Infatti, giunto nei luoghi…

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