Assonanze: il racconto di un disco – Live At The Fillmore East, Neil Young, 2006

In realtà volevo parlarvi della serata, dei concerti, del cartellone del Fillmore, anche. O di questa strofa: What a pity / That the people from the city / Can’t relate to the slower things / That the country brings, che pare sia essere avanti di millenni rispetto al suo tempo, al tempo ad esempio della decrescita felice, o se vuoi dello slow food.

Neil Young è sempre stato attento alle tematiche ambientali / naturalistiche. È un alfiere del naturalismo – ma questo è solo il primo suo disco. Si, non è la Natura magica di Van Morrison, né quella surreale di Syd Barrett, ma rimane comunque un’espressione concreta del movimento di pensiero – e non vi dico cosa c’è dentro il secondo suo disco.

Io credo che questi concerti siano fondamentali, questi del mazo 70 con Miles Davis. E lo dico perché Miles Davis stava elettrifcando le proprie maestrie jazz, e stava testando l’impatto sul pubblico di questo suo nuovo progetto elettrico.

Le serate con Neil Young sono quindi un turning point per Miles Davis, perchè Neil Young è double face: l’altra faccia della medaglia è di fatto furiosamente electric.

Le furibonde cavalcate elettriche coi Crazy Horse sono di fatto celebri in lungo e in largo per la storia della musica del secondo Novecento. Neil Young è un maestro con la chitarra elettrica. I Crazy Horse sono un macigno di sperimentazione. Neil Young è il leader di due movimenti musicali separati e distinti. E in questo suo disco live viene incorniciato per sempre il momento elettrico – ma forse bastavano già i due celebrati Live Rust e Rust Never Sleeps.

I concerti al Fillmore registrati per questo disco, contengono in scaletta i seguenti brani:  Everybody Knows This Is Novere, dal secondo album, questa è la tournée promozionale del suo  secondo disco; la bellissima Winterlong, poi vista coi Pixies, ancora loro, certamente; Down By The River; Come On Baby Let’s Go Downtown; Cowgirl In The Sand, che in questa versione è una delle canzoni più belle del mondo.

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In realtà volevo parlarvi della serata, dei concerti, del cartellone del Fillmore, anche. O di questa strofa: What a pity / That the people from the city / Can't relate to the slower things / That the country brings, che pare sia essere avanti di millenni rispetto al suo tempo, al tempo ad esempio della decrescita felice, o se vuoi dello slow food. Neil Young è sempre stato attento alle tematiche ambientali / naturalistiche. È un alfiere del naturalismo - ma questo è solo il primo suo disco. Si, non è la Natura magica di Van Morrison, né quella surreale…

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