La tragedia è finita, Platonov, di Liv Ferracchiati – anatomia di un’opera d’arte (sei personaggi contro l’autore)

Al Piccolo Teatro Grassi, dal 9 al 14 Novembre 2021

Beh, innanzitutto c’è una triplice contestualizzazione metateatrale: c’è il lettore, il primo a entrare in scena, che si piazza su di un vogatore tra il palcoscenico e i primi posti a sedere, in bilico, sul limitare del baratro, dell’abisso, che si identifica nell’autore, che a sua volta parla per bocca del protagonista maschile principale, Platonov.

La messa in scena è tratta dal Platonov di Anton Checov. È un trattato sul Platonov, una revisione critica.

Durante la messa in scena di alcune delle pagine del Platonov, succede che il lettore, impersonificato dal regista, Liv Ferracchiati, smette di assistere alla recita da un angolo nascosto e irrompe sulla scena, interagendo coi personaggi.

Tutta la rappresentazione ha l’aria di una commedia leggera, ma è il regista nei panni del lettore che ci suggerisce che il lettore è anche l’autore del testo che vive una relazione di transfert col protagonista principale.

Gli stacchi autoreferenziali inoltre suggeriscono forti legami autobiografici tra Checov e alcuni dei dettagli che di volta in volta emergono dalla rappresentazione.

Il lettore, che è anche il regista, che si immedesima nell’autore del testo, ha quindi il potere di cambiare volto al racconto. Molti dei suoi personaggi, inoltre, soprattutto le quattro donne, chiedono all’attore-lettore-regista-autore, in questa sua molteplice e dinamica, stroboscopica, personalità di far loro vivere una vita differente da quella fin ora recitata tra le pagine del testo. E sul palco si assiste a una vera e propria rivolta dei personaggi contro l’autore, che chiedono un destino diverso e relazioni meno umilianti e miserabili.

Sono queste, tutta una serie di glosse che Ferracchiati appone al testo di Checov; e così come le pensa, le mette in scena, giudicando quindi con momenti di profonda critica letteraria, sia Checov, di cui tramite Platonov ricompone alcuni momenti della sua personalità, che i vari personaggi del Platonov di cui ha ricostruito le diverse biografie.

Lo spettacolo la butta sul ridere quanto con vari intermezzi gli attori si rivolgono interattivamente al pubblico, scoprendo in Checov un sottile umorista che gioca alla complessità della sua vita con personaggi di carta.

Ma è lo spettatore, il lettore, Liv Ferracchiati, il regista che rilegge e critica il testo, nei panni dell’autore, del nuovo autore, che si stanca di Platonov e lo uccide in duello.

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Foto: Luca Del Pia
Al Piccolo Teatro Grassi, dal 9 al 14 Novembre 2021 Beh, innanzitutto c'è una triplice contestualizzazione metateatrale: c'è il lettore, il primo a entrare in scena, che si piazza su di un vogatore tra il palcoscenico e i primi posti a sedere, in bilico, sul limitare del baratro, dell'abisso, che si identifica nell'autore, che a sua volta parla per bocca del protagonista maschile principale, Platonov. La messa in scena è tratta dal Platonov di Anton Checov. È un trattato sul Platonov, una revisione critica. Durante la messa in scena di alcune delle pagine del Platonov, succede che il lettore, impersonificato…

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