Sani! Teatro tra parentesi – è l’inizio di un nuovo progetto. Aggiornamento in TV nel gennaio ’22

Sani! Teatro tra parentesi, di Marco Paolini, al Piccolo Teatro Strehler, dal 16 Novembre al 5 Dicembre 2021

Sul palco c’è un castello di carte. Un castello di carte da briscola di cui sono visibili tre carichi rovesciati: the ace of spades, e lo dico come lo direbbe Lemmy, è doveroso; il tre di coppe, e il fante di spade.

La faccenda mi ha colpito subito perchè nella sua ultima tournée in teatro prima di morire, lo spettacolo Mi Innamoravo Di Tutto, per la scenografia delle sue serate de Andrè aveva concepito un castello di carte divinatorie, di tarocchi. Una di queste è finita in visione gratuita al pubblico all’interno di una mostra allestita nel 2014 all’interno dell’Emporio Via Del Campo 29 Rosso, a Genova, con pezzi di Emanuele Luzzati, scenografo di Genova, mi sembra proprio, se non do i numeri.

Tutto questo alla fine mi ha distratto. Forse la ricorrenza di certi temi estetici, alla fine un po’ mi stufa, ma non saprei esattamente. Non riuscivo a vederci un collegamento. E le immagini dei sette concerti di de Andrè che ho visto mi correvano davanti agli occhi. Con la testa di fatto ero per metà da un’altra parte. Io continuavo a fissare quel castello di carte da gioco. E davanti a me Fabrizio De Andrè continuava a cantarci le sue vecchie e solenni canzoni – soffro di allucinazioni, e questa volta mi è apparso Fabrizio De Andrè.

Okay, lo spettacolo corre via sereno. Partecipativo. Il pubblico, chiamato in causa un paio di volte, rispondeva a tono, senza troppe remore.

Dietro al castello di carte da gioco ci sono la giovane voce somala Saba Anglana e Lorenzo Monguzzi alla chitarra acustica che di volta in volta entrano in scena e suonano dal vivo per Paolini e con Paolini tutta una serie di canzoni originali.

Innanzitutto Paolini ci spiega che sani è una forma di saluto nella Valle del Piave. Poi ci introduce nel mondo delle sue storie. A partire dal racconto dell’incendio del Cinema Statuto di Torino e della conseguente iniziativa solidale in Friuli per contrastare la chiusura delle sale da intrattenimento dovuta alla loro messa in sicurezza a seguito proprio della strage del cinema di Torino. È un primo e dimenticato lockdown. E il momento forte di questa storia è l’incontro di Paolini con Carmelo Bene.

Se ne susseguono altre di storie. Tutte raccontate secondo i canoni del Teatro tipo Paolo Rossi, a cui inevitabilmente Paolini fa il verso con pari successo – Paolini ora è una star del Teatro.

C’è il racconto dell’incontro tra Reagan e Gorbachev a Reykjavik. Quello del generale del kgb Petrov che si accorge di un malfunzionamento del sistema antimissilistico sovietico e risparmia al mondo la sua catastrofe. C’è il racconto della ricostruzione del dopo terremoto in Friuli del 76. E c’è la necessaria osservazione dell’indispensabile consapevolezza del teatro nella costruzione di una realtà sempre post pandemia che possa sempre essere in armonia con la democrazia.

Alla fine ci viene spiegato che la scenografia, il castello di carte da briscola, sarà il legame tra lo spettacolo e un progetto più ampio dal titolo la Fabbrica del Mondo, che ci verrà svelato in televisione nel gennaio 2022. Staremo a vedere di cosa si tratta.

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Photo: Gianluca Moretto
Sani! Teatro tra parentesi, di Marco Paolini, al Piccolo Teatro Strehler, dal 16 Novembre al 5 Dicembre 2021 Sul palco c'è un castello di carte. Un castello di carte da briscola di cui sono visibili tre carichi rovesciati: the ace of spades, e lo dico come lo direbbe Lemmy, è doveroso; il tre di coppe, e il fante di spade. La faccenda mi ha colpito subito perchè nella sua ultima tournée in teatro prima di morire, lo spettacolo Mi Innamoravo Di Tutto, per la scenografia delle sue serate de Andrè aveva concepito un castello di carte divinatorie, di tarocchi. Una…

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