LA MANDRAGOLA AL TEATRO DUE: L’ELOGIO DEL SOTTERFUGIO

Al Teatro Due di Parma dal 10 al 20 febbraio 2022

PARMA – “Datemi una maschera da mettere sul viso: una maschera sulla maschera” dice Mercuzio poco prima del ballo in casa Capuleti. E sono molte le maschere di questa Mandragola in programma al Teatro Due di Parma dal 10 al 20 febbraio, per la regia di Giacomo Giuntini. Maschere fisiche e metaforiche dunque, le prime in cartapesta, dai colori tenui e che rimandano ai bestiari medievali e all’inquietudine di Eyes wide shut. Le altre invece in carne ed ossa, quelle di Callimaco, Ligurio, Frate Timoteo e Nicia della commedia di Niccolò Machiavelli.

Prima a centrare il segno è la lingua: lasciato inalterato il fiorentino del sedicesimo secolo, essa ci colpisce come uno schiaffo già dal prologo e ci chiede la massima concentrazione sin dai primi istanti. Quella della lingua è una scelta coraggiosa e il valore aggiunto di questo spettacolo: ci si rende conto che dove non arriva la parola arriva sempre l’attitudine, l’intenzione, il gesto e il corpo degli attori. La messinscena ci accoglie in una prospettiva ribaltata, tra un corridoio di specchi e uno sfondo d’oro, mentre l’intera vicenda avviene tra due archi che ricordano le buche di un’orchestra. Questo continuo simulare e dissimulare dei personaggi è intervallato da bagliori e luci brillanti e dalle note dei cantori, dalle loro voci soavi e dal suono di un liuto che crea un’armonia celestiale.

Centrale nell’opera è l’astuzia, il sotterfugio, la strategia che sfrutta la dialettica, l’inganno privo di ogni scrupolo: tutte caratteristiche rimaste nel patrimonio genetico di noi italiani. La dottrina del filosofo fiorentino – è la volontà che pecca, non il corpo oppure ancora da cosa nasce cosa e il tempo la governa – è condensata in questa rappresentazione in cui basta il latino ad ostentare un contenuto che non c’è, qualche termine di una lingua morta per incastrare un credulone e rovesciare gli equilibri di una gerarchia sociale. Questa Mandragola ci spiazza con i suoi dialoghi serrati ed è un promemoria che ci ricorda da dove veniamo, una magia che ci dice chi siamo e ci riporta a secoli di distanza da oggi.

Chiara Cataldo

con Cristina Cattellani, Laura Cleri, Paola De Crescenzo, Davide Gagliardini, Nicola Nicchi,
Luca Nucera, Massimiliano Sbarsi, Emanuele Vezzoli, Nanni Tormen
e con
Jacopo Facchini Alto e Maestro Concertatore
Maria Dalia Albertini Soprano
Luca Cervoni Tenore
Matteo Magistrali Tenore
Renato Cadel Baritono e Liuto
costumi Maria Giovanna Farina
maschere Veronica Pastorino
luci Claudio Coloretti
assistente alla regia Francesco Lanfranchi
regia Giacomo Giuntini
Al Teatro Due di Parma dal 10 al 20 febbraio 2022 PARMA - "Datemi una maschera da mettere sul viso: una maschera sulla maschera" dice Mercuzio poco prima del ballo in casa Capuleti. E sono molte le maschere di questa Mandragola in programma al Teatro Due di Parma dal 10 al 20 febbraio, per la regia di Giacomo Giuntini. Maschere fisiche e metaforiche dunque, le prime in cartapesta, dai colori tenui e che rimandano ai bestiari medievali e all'inquietudine di Eyes wide shut. Le altre invece in carne ed ossa, quelle di Callimaco, Ligurio, Frate Timoteo e Nicia della commedia…

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