Cuando Pases Sobre Mi Tumba – il testamento creativo di Sergio Blanco

Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali). Festival internazionale di teatro, 4-31 Maggio 2022. Piccolo Teatro Grassi, Martedì 10 Maggio, ore 21:30, Prima Nazionale, Mercoledì 11 maggio, ore 20:30. Sergio Blanco, Cuando oases sobre mi tumba

Anche questa volta si apre con una battuta. Loro sono già lì sul palco che ci aspettano. Sono in tre. Fanno finta di suonare e di cantare. È tutto molto accogliente. C’è aria di gran festa. Gli spettacoli di Blanco sono di fatto una festa. Poi ad ogni modo ci consigliano di spegnere i telefonini con calma, per evitare interferenze con l’elettronica di sala. Ma questa volta si apre con Tom Odell, Another Love, e la parte del leone a fine recita spetta a Bach con Le Variazioni Goldberg, e non è che cambia gran che la musica relativamente alla struttura di drammaturgia e all’impianto strutturale dello show, rispetto a quanto già visto dello stesso autore. Sembra che tutto si ripeta all’infinito.

La ricorsività metateatrale è un pilastro nella drammaturgia di Blanco. Sembra che Sergio Blanco abbia trovato uno standard col quale poter proporre quasi qualunque cosa con gli attori che di volta in volta diventano i personaggi dell’opera, la voce narrante e l’autore del testo. El Bramido e Mi Tumba per cui si equivalgono nei fatti e nelle figure retoriche impiegate per dipanare il testo, ma i testi sono diversissimi.

Con Cuando pases sobre mi tumba, Blanco ci racconta gli ultimi giorni dell’autore, che ha pianificato il suicidio assistito in una clinica di lusso sulle rive del lago di Ginevra, disponendo anche di concedere il proprio corpo a un giovane necrofilo, internato in un ospedale psichiatrico londinese, la cui particolare inclinazione sessuale gli si è manifestata in contemplazione del Cristo sulla croce, quando ad un certo punto al cospetto di questa visione vdivina ha cominciato a menarselo come un pazzo.

Decisamente originale il processo di scrittura seguito da Blanco: «Ogni mattina – ha spiegato – mi svegliavo all’alba e

impiegavo circa mezz’ora a preparare l’inchiostro, perché vi diluivo del sangue liofilizzato, poi mi sedevo al tavolo a scrivere per le sette ore successive. È stata un’esperienza un po’ estenuante, intensa, ma affascinante. Non avrei potuto scrivere quest’opera in nessun altro modo: i processi di scrittura hanno molto a che fare con l’argomento. Cuando pases sobre mi tumba è un testo che tratta temi così carnali che potevo scriverlo solo col sangue».

Entrando in scena gli attori ci raccontano di come sono morti. Per cui si tratta di un trip post mortem. Sono morti durante le prove dello spettacolo che loro stessi mettono in scena. La compagnia dunque si trasforma in un Frankenstein. Lo spettacolo diventa un Frankenstein. Il teatro è l’incarnazione di Frankenstein: un essere vivente formatosi con pezzi di cadavere. Sono già tutti morti e hanno il coraggio di raccontarci uno spettacolo. Di come la morte ci manda in estasi, pensando alle deliziose cose morte che adoriamo come quadri e sculture: l’arte è cosa morta, e noi adoriamo l’arte, la morte quindi. E per fare arte bisogna morire, allora, se l’arte è il teatro e muore l’attore nel personaggio – e l’autore nell’opera d’arte.

Ma è un gioco questo che ha già fatto la fortuna di Dorian Gray, anche se i referenti per la scena sono in questo caso la Shelley e Byron che in un certo senso scelse anche lui di morire in guerra, anche se morì di febbre.

E in quest’ ottica l’arte è la crocefissione della natura, che porta a una vita nuova. In quest’ottica l’arte è il martirio della vita biologica, verso l’infinito e l’assoluto. Ma qui siamo già in epoca cristiana e forse il commento è da ripensare e riformulare.

Nel testo, gli incontri del drammaturgo con il dottor Godwin, incaricato di accompagnarlo al suicidio, si alternano a quelli con il giovane che si prepara a ricevere il cadavere dell’autore.

Al di là della morte, la pièce tratta di erotismo, passione e desiderio, tre impulsi inseparabili da qualsiasi esperienza di vita. La prospettiva da cui si guarda l’opera, come detto, è quella della morte. È la morte che ci racconta la vita come in Edgar Lee Master.

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Fonte: Ufficio Stampa Del Teatro
Photo: Nairi Aharonián a cura dell’Ufficio Stampa
Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio), martedì 10 maggio, ore 21.30 – mercoledì 11 maggio, ore 20.30
Cuando pases sobre mi tumba
testo e regia Sergio Blanco
video Miguel Grompone
scene e luci Laura Leifert, Sebastián Marrero
costumi Laura Leifert
suono Fernando Tato Castro
produzione e distribuzione Matilde López Espasandín
con Gustavo Saffores, Sebastián Serantes, Felipe Ipar
produzione Marea Productora Cultural
coproduzione Teatro Solis, Festival Internacional de Artes Escenicas e Festival Internacional de Buenos Aires
con il supporto del Ministero degli Affari Esteri e del Ministero della Cultura dell’Uruguay
si ringrazia l’Instituto Cervantes per la collaborazione
Spettacolo in lingua spagnola, con sovratitoli in italiano e inglese a cura di Teresa Vila
Durata 100’
Informazioni e prenotazioni 02.21126116 – www.piccoloteatro.org
Presente indicativo: per Giorgio Strehler (paesaggi teatrali). Festival internazionale di teatro, 4-31 Maggio 2022. Piccolo Teatro Grassi, Martedì 10 Maggio, ore 21:30, Prima Nazionale, Mercoledì 11 maggio, ore 20:30. Sergio Blanco, Cuando oases sobre mi tumba Anche questa volta si apre con una battuta. Loro sono già lì sul palco che ci aspettano. Sono in tre. Fanno finta di suonare e di cantare. È tutto molto accogliente. C'è aria di gran festa. Gli spettacoli di Blanco sono di fatto una festa. Poi ad ogni modo ci consigliano di spegnere i telefonini con calma, per evitare interferenze con l'elettronica di sala.…

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