Assonanze: racconti musicali di musica dal vivo – l’Orchestra Sinfonica di Milano suona i Queen

La cronaca dice che ero lì solo per Bohemian Rhapsody. Volevo sentire il pianoforte e verosimilmente una delle voci del coro. Loro sono l’Orchestra Sinfonica di Milano. Questa sera suonano musiche dei Queen riarrangiate da Gill Townend – direttore d’orchestra: Giovanni Marziliano.

Ad ogni modo questo il programma della serata: One Vision, I Want It All, Killer Queen, Who Wants To Live Forever, I Want to Break Free, Somebody To Love, Don’t Stop Me Now (coro), These Are the Days of Our Lives, Crazy Little Thing Called Love, Radio Gaga, Bohemian Rhapsody (coro), We Are the Champions.

E alla fine quindi sì, l’hanno fatta, Bohemian Rhapsody. Inevitabile impronta lasciata dai Queen all’interno della musica della storia della seconda metà del novecento. Complessivamente il concerto è stato soddisfacente, con le parti vocali distribuite tra l’ensemble corale e i fiati (memorabili quelli di We Will Rock You) – un fuori programma.

La sensazione zappiana è tattile, quasi in 3D, come da VR – e celebri in questo caso sono i fiati zappiani di Stairway to Heaven in The Best Band You Never Heard.

La serata è educata. Rispettosa del tono musicale storico dei Queen.  Matteo Giudici è sembrato affatto empatico con Brian May, con la sua sei corde elettrica. Assonanze in qualche misura se ne stupisce, di questa considerazione accademica rispettosa, da parte dell’ Orchestra Sinfonica. D’altra parte per molti, quello dei Queen, è trash-pop.

Bohemian Rhapsody, in particolare, quando il protagonista dei versi, un toccante sgomento autobiografico, confessa alla madre di aver ucciso l’uomo, l’uomo che era in lui, probabilmente, nella rivelazione di quello che potrebbe essere stato il primo rapporto omosex della voce narrante. Di fatto da lì in avanti, la vita è appena cominciata – ma è una visione paranoia concentrarsi solo sul privè di Freddy Mercury.

Strepitosa Radio GaGa con le parti corali come da nastro di registrazioni originali. E grande performance, quella dell’ensemble corale.

Questo era il secondo appuntamento, di quello che è il POPs FESTIVAL, programma in quattro date – giovedì-domenica, giovedì-domenica, dal 16 al 26 giugno 2022, in cui l’Orchestra si dedica alle musiche del pop del novecento, iniziato con un programmone sui Beatles, poi i Queen, appunto, gli Abba e quarti, con The Dark Side Of The Moon per intero ed altri brani, i Pink Floyd,  il 26 – ma questo lo vedremo più avanti.

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Fonte: Ufficio Stampa dell’Orchestra.
Photo A Cura Dell’Ufficio Stampa dell’Orchestra.

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