Assonanze: racconti musicali di musica dal vivo – l’Orchestra Sinfonica Di Milano suona The Dark Side Of The Moon, Pink Floyd, 1973

La sera del 26 Giugno 2022, con gli arrangiamenti di James O’Leary, lo show all’Auditorium di Milano comincia con Shine On You Crazy Diamond. Sul palco dell’Orchestra Sinfonica Di Milano ci sono quattro tastiere elettroniche – l’apparato elettronico è quindi molto ben calibrato. Tutto è suonato dal vivo compresi alcuni clockworks …. most of them are clockworks, per dirla con Syd Barrett che era coscientemente e attivamente partecipe al progetto di una nuova musica contemporanea fin dall’inizio (The next projected sound of 67).

Successivamente parte The Dark Side Of The Moon. Partono Speak To Me / Breathe e On The Run – questo è un momento chiave.

Aver suonato tutto per intero, questo primo movimento dell’opera dei Pink Floyd del 73 idealmente apre le porte a immensi discorsi futuri per l’Orchestra Sinfonica di Milano. Si tratta di un pezzo, On The Run, che si fa raccontarle come uno dei momenti storici della musica elettronica contemporanea. Al lavoro c’erano: Emanuele Pescia, tastiere e synth; e Francesca Badalini, Hammond e pianoforte, con Tobia Scarpolini alla batteria – Andrea Oddone, direttore d’orchestra.

Aver dimostrato cioè di aver la padronanza di tutti gli strumenti elettronici necessari a dare all’esecuzione di The Dark Side Of The Moon lo spessore tridimensionale che lo caratterizza, lascia il posto a ragionamenti sulla proposta futura e possibile dell’elettronica contemporanea, qui all’Auditorium di Milano, drone music, Varese e John Cage, Zappa, John Cale e la presentazione da sogno del primo disco dei Velvet Underground, solo per dirne alcuni, col compendio di video installazioni on site di continuo contorno scenografico alla proposta musicale. Le possibilità a questo punto per l’Orchestra Sinfonica Di Milano sono infinite. C’è spazio, qui all’Auditorium, per una nuova cattedrale per le performances multimediali a sfondo decisamente musicale – il teatro della nuova musica contemporanea.

Si arriva quindi all’introduzione di Time, e a Time, con quello che è a mio parere il più importante lavoro per chitarra elettrica solista scritto da David Gilmour. Assolo eseguito alla perfezione da Matteo Giudici.

A questo punto si passa allo straordinario lavoro del coro pensato per il disco dal gruppo di Cambridge. Si passa a the Great Gig In The Sky. E qui spopola Monica Nobile dal coro, con grazia e devozione davvero encomiabili.

Money, Us And Them, Any Colour You Like, Brain Damage, la seconda parte di The Dark Side Of The Moon negli arrangiamenti di O’Leary, chiude con la dovuta grazia l’esecuzione per intero del disco tra gli applausi sentiti del pubblico in sala.

Si fanno avanti Comfortably Numb, Wish You Were Here e Another Brick In The Wall (bissato in coda, arrangiato da Ivan Merlini), per un totale di due pezzi del 75, da Wish You Were Here e due pezzi del 79, da The Wall, e la serata chiude il POPs FESTIVAL 2022 dell’Orchestra Sinfonica Di Milano lasciando tra il pubblico notevoli speranze e sogni di veder completato a 360 gradi l’offerta musicale della Città Di Milano per il suo pubblico, stratificato e diversificato per generi molte volte lasciati all’intraprendenza momentanea dell’estemporaneità evenemenziale.

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Fonte: Ufficio Stampa dell’Orchestra
Photo: A Cura Dell’Ufficio Stampa

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