Carbonio: noi probabilmente siamo ben oltre il DNA. C’è un universo dentro di noi

Carbonio, scritto e diretto da Pier Lorenzo Pisano, con Federica Fracassi e Mario Pirrello, dal 16 giugno al 3 luglio 2022, al Teatro Studio Melato

La notizia, è doveroso dirlo per tributare giusto omaggio, è che è morto Peter Brook.

La cosa a cui ho pensato subito dopo lo show, ad ogni modo, è che allora noi siamo di natura socievole fin dentro gli atomi di carbonio che ci compongono, se è vero che il carbonio tra tutti gli elementi è quello che lega di più – e forse si, la nostra essenza vitale è ben oltre il DNA, il chi siamo si delinea probabilmente ben oltre il nostro stesso DNA.

Carbonio, già vincitore del 56° Premio Riccione per il Teatro, una nuova produzione Piccolo Teatro di Milano, in coproduzione con Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini, è comunque uno spettacolo che non ti lascia indifferente. Fa riflettere e tanto sul profondo metabolico della nostra anima, sulla sua riproducibilità.

Lo stile adottato per la narrazione è di tipo interrogatorio, a domanda e risposta, ma a questo riguardo abbiamo visto la ricostruziine degli interrogatori tra il mussad e un nazista con Ottavia Piccolo in Heickman.

Potrei poi pure sicuramente farmi raccontare da chi ci è stato, come è stato il concerto degli Oliver Onions agli Arcimboldi, è vero: almeno uno che c’è stato lo conosco; ma è avvenuto il primo incontro ravvicinato con una forma di vita aliena, caratterizzata dalla particolarità di non essere composta da molecole di carbonio, la sostanza alla base della vita sulla Terra.

Non vi sono dubbi sulla veridicità di questo evento straordinario. Non è il solito video sgranato fatto con una telecamerina: l’hanno visto tutti, centinaia di persone, è documentato, con dovizia di dettagli, dalle foto e dai video che abbondano sui social; e in questo caso l’attenzione si concentra sulla relazione tra i protagonisti, sul dialogo serrato, dalle movenze investigative, tra la donna incaricata di verificare l’accaduto e l’uomo che ha vissuto l’esperienza.

Carbonio procede lungo due binari che corrono intersecandosi di continuo: la conversazione/interrogatorio, che mette a confronto, al centro della scena, in un incessante moto circolare, Federica Fracassi e Mario Pirrello, e il commento ‘periferico’ e ironico, affidato allo stesso Pisano e idealmente rivolto al pubblico, di alcune delle immagini mandate in orbita sulle sonde Voyager, il Disco d’Oro, il Golden Voyager Record, ambiziosa e ingenua rappresentazione dell’umanità ad uso di un ipotetico osservatore universale – e chissà, tra questi, magari pure il Grande Fratello, su un livello di osservazione aliena.

Questo l’intervento a margine dello spettacolo in chiusura di stagione del direttore del Piccolo Teatro Di Milano, Claudio Longhi – L’attenzione accordata al confronto con i giovani artisti, nel segno di una dialettica sempre vivace e feconda; il sostegno alla nuova drammaturgia, nel tentativo di inoltrarsi nel labirinto del nostro presente; il riconoscimento dell’importanza delle storie perché il racconto dei fatti permette, tra le altre cose, di dare forma al passato (o al futuro?); lo sguardo gettato negli insondabili abissi del mistero del cosmo e della vita: volgendo al suo termine, con Carbonio di Pier Lorenzo Pisano, la stagione teatrale 2021-22 del Piccolo si conferma contraddistinta da una pluralità di linee guida tanto organiche quanto, ogni volta, peculiari.

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Fonte: Ufficio Stampa Del Teatro
Photo: A Cura Dell’Ufficio Stampa Del Teatro

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