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“A tu per tu” con Lucia Filaci

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Lucia Filaci è una cantante eclettica, che spazia dalla lirica al jazz, avendo la fortuna di collaborare con musicisti di calibro internazionale. L’Artista in questa intervista ci parla un po’ di sé e del suo album “A tu per tu”.

Ciao Lucia, come ti sei avvicinata alla musica? Come è scattata la passione?

Mio papà è un batterista e mia mamma una ballerina classica, il canto si è manifestato spontaneamente, amavo cantare. Mio padre mi ha portato quando avevo 9 anni alla mia prima audizione per il Coro di Voci Bianche dell’Accademia di Santa Cecilia (che allora collaborava anche con l’Opera di Roma). Mi presero nel coro e così ci fu la scintilla. 

“A Tu per Tu”, raccontami del tuo nuovo album (il primo da leader).

A tu per tu è un viaggio verso me stessa, la conoscenza profonda delle mie possibilità e della mia voce. Ho studiato canto lirico in conservatorio, mi sono laureata con il massimo dei voti e ho partecipato ad un master in musica vocale da camera e contemporaneamente. Ho intrapreso la carriera anche come cantante lirica esibendomi in numerose produzioni di opera lirica, e tutt’ora porto avanti questo mio percorso. Ma, nella mia vita da sempre è stato presente il jazz. Da quanto ero piccola amavo la voce di Ella Fitzgerald e ho sempre ascoltato molto la musica. Entrata in conservatorio mi sono iscritta ad un laboratorio di Big Band (con in repertorio standard jazz) è stata un esperienza bellissima, molto gratificante. Da lì ho capito che non volevo rinunciare a nessuna di queste due parti di me.

FOTO DI STEFANO GIORGI

 

Dal punto di vista stilistico, come si presenta?

Il fil rouge è il jazz e il suo linguaggio stilistico, dal blues, al latin jazz, alla ballad. Questi li stili che ho scelto per ogni brano che ho composto, rimanendo coerente al rapporto fra significato del testo ( che ho scelto in italiano) e melodia/armonia, così come ho studiato dal repertorio operistico e della musica vocale da camera. 

Ho voluto anche inserire alcuni standard fra cui un brano per me molto importante di Duke Ellington (Serenade to Sweden) che compose per la cantante Alice Babs, una cantante lirica che faceva anche jazz… A tu per tu è un viaggio in quello che definirei un “classico” jazz, fra parole, racconti, melodie e soprattutto esplorazione della voce che tecnicamente affronta passaggi lirici fini ad arrivare allo scat più energico e virtuoso sul brano Donna Lee.

Hai avuto la fortuna di collaborare con grandissimi artisti, qual è la collaborazione che ti è rimasta più impressa e perché?

Tutto il disco vanta nomi di grande rilievo, ringrazio il mio quartetto Andrea Beneventano, Dario Rosciglione e Gegè Munari. Loro hanno saputo dare forma alle mie idee musicali valorizzandole e trasmettendomi tutta la loro grande esperienza. Stefano Di Battista, un musicista eccezionale che mi emoziona sapere che ci sia nel mio disco, è una persona fantastica e di grande cuore. Fabrizio Aiello, musicista, percussionista che ha dato vita insieme a me ad un bellissimo brano dal sapore cubano ( estate sei mia) Vittorio Cuculo talento enorme del jazz di oggi con il quale ci siamo rincorsi su uno standard che per lui è cavallo di battaglia ( Donna Lee) Emanuele Urso re dello Swing ( friariello swing) e poi Jan Carlo Albelo, Monica Tenev e Tommaso Romeo. E non posso dimenticare e ringraziare tre grandi voci del jazz italiano e non solo Nicky Nicolai, Susanna Stilvali e Joy Garrison, che oltre a curare le mie note di copertina sono fonte di ispirazione. 

Progetti per il futuro?

Cantare, portare in giro questo progetto e pensare ad un altro… continuare a studiare con dedizione e raggiungere risultati sempre più alti. Questo non perché il successo rimanga fine a se per goderne in maniera più superficiale, ma sempre più in alto per avere (come in questo caso) la possibilità di esprimermi ed esibirmi insieme a grandi artisti in contesti che favoriscono l’ascolto e l’attenzione verso la musica. 

Stefano Duranti Poccetti

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