La Tempesta – Alessandro Serra ricompone l’esperienza della potenza metatestuale dell’ultimo Shakespeare

Al Piccolo Teatro Strehler, dal 15 al 27 novembre 2022

Ad un certo punto, dopo aver deciso di uccidere Prospero, Trinculo e Stefano intonano un pezzo degli Squallor, Cornutone. Gli intermezzi comici Serra li affida al teatro napoletano, giustamente: loro sono i complici di Alonso, il re di Napoli, che aveva deciso di spodestare Prospero, il duca di Milano.

Naufraghi tutti su di un’isola – La Tempesta, appunto, probabilmente in ricordo di quelle che avevano disperso, in pratica, la seconda e la terza armada, nelle guerre anglospagnole tra cinqueeseicento, salvando se non dico male l’Inghilterra – mentre cercano di liberarsi di Prospero e della figlia Miranda, succede però che la figlia di Prospero, Miranda appunto, e il figlio di Alonso, Ferdinando, si innamorano per forza. E nell’isola in cui tutti, vincitori e vinti, sono dispersi, alla fine, Prospero diventa il capo, padrone di Calibano, il selvaggio nativo dell’isola (ma pare in realtà sia stato solo un primo abitante), e tenta la sua vendetta su Alonso, poi prevaricata dal senso del perdono, tramite Ariel, lo spirito dell’aria che fa impazzire la banda di Alonso.

Ma anche Calibano tenta la vendetta sul suo padrone cercando di far uccidere Prospero, quando riesce a scappare e a farsi in Stefano un nuovo padrone.

La Tempesta, ultima opera di Shakespeare – e anche di Dylan si diceva che The Tempest doveva essere il suo ultimo disco, come in Shakespeare, appunto …. e di fatto attualmente è il penultimo ….. – è una tragicommedia insolita e delicata in cui l’ultima parola ce l’ha Ariel, lo spirito dell’aria, con cui Prospero eseguiva le sue magie.

E l’ultima parola della Tempesta, l’ultima parola di Shakespeare è perdono: Ariel chiede perdono a Prospero che si libera di lui lasciandolo libero come da promessa. Ariel però non capisce e si domanda se sia stato un buon servitore e chiede perdono. Anche Calibano torna da Prospero. Entrambi cercando un legame, Ariel e Calibano, un rapporto. Prospero però alla fine confessa di aver inventato tutto. Che i personaggi non esistono, e forse tramite Ariel Prospero chiede perdono. Shakespeare chiede perdono al pubblico per le finzioni, per le magie e libera Ariel, l’incarnazione del suo verbo. La Tempesta è un discorso fatto sul teatro. La dimensione metateatrale è gigantesca. Anche la tempesta che ha costretto tutti al naufragio è un’invenzione magica – ma di fatto La Tempesta è il teatro.

Calibano, c’è da dire, ha avuto molta fortuna tra i commentatori di Shakespeare e tra gli autori a lui successivi (su tutti Oscar Wilde, celebre la sua “rabbia di Calibano” – un momento, questo, che nelle mani di Serra ha sortito l’effetto di una danza incantevole; e Joyce, che cita Wilde e Shakespeare allo stesso tempo, parlando di Calibano), nel rappresentare il colonialismo europeo.

Anche nell’estremo capolavoro di Shakespeare, infatti, il potere mantiene un posto centrale: «Quando ho cominciato a tradurre il testo – continua Serra –, a riscriverlo in italiano, mi sono reso conto della sua impressionante forza politica, in questi giorni ancora più attuale, perché le guerre sono sempre fratricide. Questa terra è la mia! C’ero prima io! La Palestina, l’Ucraina, il mondo intero, ogni confine, il recinto della nostra villetta a schiera… L’isola di Prospero è il mondo, uno spazio sterminato e minuscolo circondato da un Mediterraneo, ancora oggi pieno di cadaveri, che tutti vogliono conquistare, possedere e distruggere».

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Photo: Alessandro Serra, a cura dell’ Ufficio Stampa Del Teatro.
Fonte: Wikipedia, Ufficio Stampa Del Teatro.
Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2 Lanza), dal 15 al 27 novembre 2022
La tempesta
di William Shakespeare
traduzione e adattamento Alessandro Serra
con (in ordine alfabetico) Andrea Castellano, Vincenzo Del Prete, Massimiliano Donato, Salvo Drago,
Jared McNeill, Chiara Michelini, Maria Irene Minelli, Valerio Pietrovita, Massimiliano Poli,
Marco Sgrosso, Marcello Spinetta, Bruno Stori
regia, scene, luci, suoni, costumi Alessandro Serra
collaborazione alle luci Stefano Bardelli
collaborazione ai suoni Alessandro Saviozzi
collaborazione ai costumi Francesca Novati
maschere Tiziano Fario
consulenza linguistica Donata Feroldi
produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale / Teatro di Roma – Teatro Nazionale / Emilia Romagna Teatro ERT – Teatro Nazionale / Sardegna Teatro / Festival d’Avignon / MA scène nationale – Pays de Montbéliard
in collaborazione con Fondazione I Teatri Reggio Emilia / Compagnia Teatropersona
Lo spettacolo ha debuttato in prima nazionale alle Fonderie Limone di Moncalieri (TO) martedì 15 marzo 2022
Foto Alessandro Serra

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