Processo a Galileo: momenti di storia della rivoluzione copernicana. La realtà tra scienza, tecnica e società

Al Piccolo Teatro Strehler dal 10 al 15 gennaio 2023

Sostanzialmente, ci sono due visioni della vita che si confrontano. Una quella agreste, bucolica, interpretata dalla mamma di Angela, l’uomo comune, scandita dal ritmo delle stagioni nell’orto; l’altra quella scientifica, volta allo studio delle cose, alla loro comprensione e conoscenza – quella di Galileo. Nel mezzo una scrittrice, Angela, che perde la testa, senza dimenticare che l’agricoltura, il lavoro nell’orto, è il frutto di pachidermici studi e della loro applicazione – il neoprimitivismo e l’abbandonarsi al ciclo delle stagioni è solo una facciata, ed è addirittura l’inizio del dominio della tecnica e della scienza.

Si passa quindi dall’abiura di Galileo all’abiura di tutto. Il finale è un pandemonio punk distruttivo in cui viene mandato a puttane tutto: la democrazia, le costituzioni, la dichiarazione dei diritti dell’uomo, l’uguaglianza davanti alla legge, l’uguaglianza dei popoli per un’interminabile lista di valori depositati dalla storia mandati al macero, se alla fine ci si deve piegare in quattro per fare spazio alle false credenze del potere stabilito.

C’è spazio per un recupero di un breve riassunto della storia del luddismo, dalla prima rivoluzione industriale fino ai disordini durante i vari G8 e G7 degli anni passati, un percorso di storia di rivolte contro la macchina che a dire de rivoltosi avrebbe ridotto l’uomo in miseria.

Sul piano della narrazione drammaturgica si intrecciano quindi storie il cui ampio respiro copre germogli di domande che non riescono a trovare adeguate risposte.

Processo Galileo si compone di fatto di tre storie, tre momenti uniti in un unico spettacolo. Un prologo, ambientato nel passato storico in cui avviene l’abiura: le parole del processo a Galileo del 1633, con i suoi personaggi e il suo linguaggio, fungono da punto di partenza e di irradiazione dei diversi temi in gioco – il rapporto tra la scienza e il potere, la tradizione, la coscienza. Un presente, nel quale una giovane donna, madre e intellettuale, è chiamata a raccontare per una rivista divulgativa il nuovo paradigma che la scienza sta ponendo oggi; il lutto familiare che sta elaborando provoca un cortocircuito con i dialoghi che intrattiene con uno scienziato e con sua madre, costringendola a intraprendere un viaggio più vasto, che mette in discussione la sua visione del mondo. Un futuro, nel quale ogni realismo si sgretola e i personaggi diventano le voci di un’invettiva contro un Galileo che non è più visto come solo l’imputato di un tribunale ecclesiastico, ma come il portavoce di un processo storico e culturale che ha congiunto in maniera indissolubile la ricerca scientifica alla capacità tecnica, saldando per sempre l’idea di progresso di una società alla potenza dei suoi dispositivi tecnologici. Fino ad arrivare ai giorni nostri: quale scienza? Vax o no-vax? Comunque, anche l’aristotelismo tolemaico è scienza: il dualismo non è nuovo. Si chiama relativismo. È stato studiato da Feyerabend negli anni settanta.

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Processo Galileo
di Angela Dematté, Fabrizio Sinisi
dramaturg Simona Gonella
regia Andrea De Rosa, Carmelo Rifici
con Luca Lazzareschi, Milvia Marigliano
e con (in ordine alfabetico) Catherine Bertoni de Laet, Giovanni Drago, Roberta Ricciardi, Isacco Venturini
scene Daniele Spanò
costumi Margherita Baldoni
progetto sonoro GUP Alcaro
disegno luci Pasquale Mari
assistenti alla regia Ugo Fiore, Marcello Manzella
produzione LAC Lugano Arte e Cultura, TPE – Teatro Piemonte Europa, Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale
in collaborazione con Associazione Santacristina Centro Teatrale
partner di ricerca Clinica Luganese Moncucco
Foto Masiar Pasquali

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