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Art & Glamour Magazine: i suoi primi tre anni raccontati dall’editrice Donatella Bellicchi

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Tre anni di storia sono un traguardo non scontato, soprattutto se di mezzo c’è il mondo dell’editoria, della carta stampata, dell’arte e della divulgazione del bello. Alle spalle del magazine Art & Glamour Magazine che qualche settimana fa ha festeggiato la sua terza candelina, c’è il desiderio di raccontare il fascino dell’immagine artistica in ogni sua forma, declinandolo in tono tecnico, serio, ma al tempo stesso liberamente accessibile da un lettore che sia attento, acculturato, sensibile agli stimoli. A promuovere, ideare e sviluppare il progetto è stata l’abilità e la mente di Donatella Bellicchi, editrice del magazine, forte di una pluriennale esperienza nel campo della fotografia.

Perché Art & Glamour Magazine?

L’idea di far nascere una rivista che parlasse di fotografia o parlasse attraverso la fotografia arriva dalla mia passione fotografica da modella e fotografa. Ritengo la fotografia e quindi l’immagine la forma più diretta di comunicare ed esprimere. Si dice che la nostra mente prima memorizzi gli stimoli olfattivi, poi quelli visivi ed infine le parole. Ho scelto quindi la strada della fotografia per la sua forza di comunicare e di rimanere impressa nella mente di ognuno.

Perché hai pensato ad un magazine come Art & Glamour Magazine?

Art & Glamour Magazine è un progetto nato in un momento particolare della vita, dove sentivo l’esigenza di diversificare i miei obiettivi e dare voce a quella che era ed è tutt’oggi la mia passione. Amo l’arte, la fotografia e soprattutto amo comunicare, condividere, coinvolgere. Vista a posteriori, questa scelta mi ha dato energia e soddisfazione, un’esperienza nuova ed affascinante. Certo, non tutti i giorni sono semplici, ma c’è qualcuno che non ha momenti difficili nel suo lavoro?

Un obiettivo ambizioso.

Che non deve essere frainteso! Glamour non sta, come vorrebbe l’accezione che gli si attribuisce nel vocabolario fotografico, per nudità. Glamour assume il significato di qualcosa di tendenza, che fa tendenza. Così ho pensato alla rivista, qualcosa che colpisse il lettore, arrivasse diretta con un messaggio forte e valoriale nei confronti dell’arte e dei suoi contenuti. Forse una grande ambizione per una neonata rivista, ma credo a tre anni di distanza dalla sua nascita che il team è riuscito a fare un ottimo lavoro, veloce, preciso e mirato agli obiettivi. Non per altro oggi siamo distribuiti in tutto il mondo ed il pubblico ci osserva e ci accoglie con grande interesse e con il riconoscimento che speravamo. Quando la gente ci conosce, ci scopre e ci sfoglia, ne percepisce subito il valore. Un valore che nasce dalla passione mia personale di fare cose belle e dalla stessa passione condivisa con i collaboratori.

Qual è il fascino di una rivista cartacea nell’era del digitale?

Innanzitutto faccio una premessa: nonostante l’impegno economico che questo richiede, ho voluto ed insistito perché la rivista fosse cartacea. Con la tipografica si è cercato di renderla unica per la qualità dei materiali di stampa ed i processi di stampa i più sofisticati. Ma non è solo questo. Ritengo che la fotografia e l’arte debbano avere un adeguato trattamento, non possiamo divulgare la bellezza senza che siano utilizzati gli strumenti necessari a supportarla. Di conseguenza, chi è interessato alla rivista la trova in versione cartacea in edicola o attraverso l’e-commerce. Il sito (www.artandglamour.it) cammina invece su un binario parallelo e ci permette di proporre temi e contenuti giornarlieri: notizie, interviste, eventi, mostre. Ha quindi un carattere informativo e ci permette di arrivare al nostro pubblico in tempo reale sugli avvenimenti artistici, dando quindi al lettore un’informazione puntuale ed immediata, cosa che non sarebbe possibile con la cadenza bimestrale della rivista.

Ed è così che il sito ha preso piede ed è diventato un must-read per i curiosi della vita artistica italiana.

Il Festival del Cinema di Venezia, Sanremo, La Biennale di Venezia, Il Festival di Roma, le interviste sotto concerto, le uscite cinematografiche e teatrali, la testimonianza di un artista all’uscita della sua piece, sono tutti argomenti che vengono trattati in tempo reale attraverso il sito. Le notizie vengono pubblicate sul sito ogni mattina, una sfida quotidiana con i nostri lettori. Art & Glamour Magazine ha però un plus: parlare di personaggi del mondo artistico attraverso lo scatto fotografico.

Un unicum che non ha eguali.

Proprio così ma, nonostante sia uno sforzo enorme per la struttura in termini di organizzazione e tempo dedicato, i nostri personaggi vengono fotografati da ART & GLAMOUR MAGAZINE. Abbiamo un team di artisti nel mondo fotografico che periodicamente organizzano l’intervista lavorando a 4 mani con la redazione. E’ bellissimo poter raccontare le persone attraverso quello che l’obiettivo della macchina fotografica vede e traduce. L’elemento distintivo a cui tengo moltissimo è questo parlare e raccontare attraverso l’obiettivo fotografico.

Come si posizione il magazine nel settore della stampa di settore?

ART & GLAMOUR MAGAZINE non è una rivista di opinione nel settore fotografico, non è nelle nostre corde commentare l’opera di un artista: ci limitiamo a scoprirla raccoglierla, esaltarla e condividerla con il lettore. Questo è il lavoro della redazione che quotidianamente raccoglie materiali da tutto il mondo.

Tre anni di storia, di pubblicazioni, di interviste. Tirando le somme, cosa ti sta dando questa esperienza editoriale?

Tre anni non sono una vita, ma sono stati sufficienti per apprendere ancora di più come guidare una squadra, organizzare una struttura performante e riuscire a far sì che i miei personali obiettivi diventassero quelli di tutta la squadra. Avere un collaboratore che lavora per te piuttosto che un collaboratore che lavora con te è cosa ben diversa. Io, in qualità di editrice del progetto, volgo l’attenzione a questo. Detto ciò, in tre anni abbiamo raccolto moltissime interviste e raccontato le storie di attori, cantanti, chef, personaggi pubblici, scrittori. Quelle che mi hanno entusiasmato di più sono state le interviste a fotografi illustri come David Lachapelle o Vicent Peters, a Gianpaolo Barbieri e Mark Seligergli. Ma è stato emozionante raccontare attori e attrici di calibro mondiale come Stefano Accorsi, Claudia Pandolfi, Claudia Gerini, o dar voce a Ligabue e Carlo Cracco, o ancora Umberto Galimberti, Chiara Donà Delle Rose e molti, molti altri. Perché questi primi tre anni di storia, sono solo l’inizio della nostra storia.

Manuele Pereira

 

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www.artandglamour.it

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