Una due giorni a Parigi per il Summit Intelligenza Artificiale e un investimento europeo di ben 200 miliardi di euro nel cassetto

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Lunedì 10 febbraio e Martedì 11 febbraio, la città di Parigi ha ospitato, nella suggestiva cornice del Grand Palais, il tanto atteso vertice sull’Intelligenza Artificiale. Con la presenza di 61 Paesi, tra cui India e Cina, i quali chiedono un’intelligenza artificiale che sia “aperta”, “inclusiva” ed “etica”. Ma con Washington e Londra che non firmano il documento.

Ci vogliono delle regole affinché l’intelligenza artificiale possa progredire e bisogna continuare a promuovere la governance internazionale dell’intelligenza artificiale. Su questi concetti ha puntato il dito il Presidente francese Emmanuel Macron, durante il suo intervento a conclusione dei lavori. Ha sottolineato anche che questo è un momento in cui scendono in campo due aspetti importanti, ossia innovazione e accelerazionee che bisogna investire nei propri talenti.

Da una parte ci sono 61 Paesi, i quali hanno firmato la dichiarazione finale Summit internazionale sull’intelligenza artificiale di Parigi, e sono d’accordo sulla necessità che ci sia una regolamentazione per un’intelligenza artificiale che sia sempre più “aperta”, “inclusiva” ed “etica”. Il gruppo include, tra gli altri, anche Cina, Italia, Francia e India. Dall’altra parte invece ci sono Washington e Londra, che non hanno sottoscritto le conclusioni del vertice. Sono contrari e temono che imprigionare questa tecnologia in una serie di norme e regolamentazioni possa frenare gli investimenti.

Gli Stati Uniti, con la nuova presidenza di Donald Trump lanciano il più grande progetto di intelligenza artificiale della storia con Stargate che punta ad investire fino a 500 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni. Durante il vertice il vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha messo in guardia contro un’eccessiva regolamentazione dell’intelligenza artificiale, che potrebbe uccidere un’industria in forte espansione. Ma ha anche puntato il dito sul fatto che gli Stati Uniti faranno ogni sforzo per incoraggiare politiche di intelligenza artificiale a favore della crescita, dato che gli Stati Uniti sono leader nel campo dell’intelligenza artificiale. L’intervento del vicepresidente degli Stati Uniti, JD Vance, ha puntato il dito contro la Cina, mettendo in guardia gli Stati da accordi con dei regimi i quali risultano essere autoritari. Ha parlato delle esportazioni pesantemente sovvenzionate della tecnologia 5G cinese. Secondo Vance associarsi con la Cina significherebbe incatenare la propria nazione ad un padrone autoritario che cerca di infiltrarsi, radicarsi e appropriarsi della infrastruttura informativa di un Paese, per questo bisogna fare attenzione.

L’Europa lancia l’iniziativa InvestAI, con la quale metterà sul piatto 200 miliardi di investimenti nell’intelligenza artificiale. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen lo ha annunciato proprio a Parigi in occasione del Summit. L’iniziativa prevede anche un fondo europeo di 200 miliardi per le gigafactory, si tratta di quelle fabbriche dell’IA con le quali Bruxelles vuole sviluppare una Intelligenza Artificiale europea. La von der Leyen, ha anche ricordato che sulle gigafactory l’Ue sta già investendo una somma considerevole, 10 miliardi di euro.

A partecipare in rappresentanza del governo italiano al summit di Parigi è stato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso il quale ha dichiarato che l’annuncio della presidente Von der Leyen sul piano InvestAI rappresenta un passo in avanti molto importante per l’Europa. Soprattutto la migliore risposta a quei timori degli Stati Uniti secondo cui l’eccessiva regolamentazione potrebbe frenare gli investimenti.

A Parigi non c’era invece la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che però ha sempre messo in guardia dai rischi derivanti dalle nuove tecnologie. Ha sempre dichiarato che andiamo verso un mondo nel quale sempre più lavoratori rischiano di non essere più necessari, perché a farne le spese sarà l’intelletto che rischia di essere sostituito.

Filly di Somma 

FOTO @IGle_grand_palais

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