L’importanza di essere se stessi anche quando si diventa star

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Finalmente ci siamo, dopo il Festival di Sanremo in Italia conclusosi da poco, in attesa dell’Eurovision a maggio, il 1 marzo ci saranno i Brit Awards in Inghilterra. La cerimonia del 2025 si terrà all’O2 di Londra con Jack Whitehall che tornerà come ospite. Sarà trasmesso in esclusiva su ITV1 e ITVX. Tutti speravano per questa occasione importante anche in un ritorno dei 1D, ma nonostante tutti e quattro i membri della band, siano stati contattati dagli organizzatori dei BRIT per rendere omaggio a Liam, l’offerta purtroppo é stata rifiutata. Come riportato da The Sun, Harry, Louis, Zayn e Niall, hanno ritenuto non opportuno in questo momento una riunione di tutto il resto del gruppo, per non distrarre l’attenzione da “Liam” per una giusta e meritatissima commemorazione. Difatti, anche un insider ha dichiarato: “È stato un momento davvero emozionante per i ragazzi e si è deciso che sarebbe stato troppo. Sono addolorati in privato e non sentono il bisogno di fare un grande e vistoso tributo per il gusto di farlo. Spesso, nel corso della nostra vita, ci leghiamo a miti e supereroi come questi ragazzi, che ammiriamo e trattiamo come idoli, seguendo il loro esempio per ispirarci e provare ad essere migliori, dimenticando una cosa importante però, ossia che quelli veri, non hanno una maschera e non indossano un costume, sono semplicemente esseri umani dotati di un dono speciale…chiamato: “fuoco sacro dell’arte”. Infatti, molti di loro come i ragazzi dei 1D, oltre alla voce particolare e meravigliosa, riescono anche solo attraverso lo sguardo, ad arrivare dritti all’anima e a far vibrare le sue corde portando i fans a considerarli come  componenti in più della famiglia. Ma purtroppo non lo sono, e come tutte le persone normali, anche loro combattono con i comuni problemi della vita. Uno tra tanti: lo “Starsystem” che alcune volte  porta gli stessi anche a modificare parte dei loro caratteri, anche se, soprattutto la fragilità andrebbe sempre protetta e compresa. Per questo, anche quando raggiungiamo“l’apice”dovremmo continuare e tener sempre presente che il dolore , la fatica ,lo stress e tanto altro non si combattono con droghe , alcol ecc…  ma con l’imparare a non aver paura ad essere sempre noi stessi e a chiedere  aiuto, quanto ne abbiamo bisogno. La morte del cantante dei One Direction  “Liam Payne”, è anche un modo per riflettere su tante cose, una fra tutte l’importanza della vita. Siamo sempre stati abituati a giudicare le “Star” per quello che conosciamo di loro grazie ai giornali, concerti, tv, cinema e social, ma siamo sicuri che così facendo non commettiamo un gran errore? Abbiamo  veramente tempo e voglia di fare lo sforzo necessario per conoscerli davvero? Poco, perché è molto più semplice etichettare e quindi considerare tutto ciò che è inaspettato e originale una sorta di perdita di tempo. Ma proviamo invece a pensare alla circostanza opposta, anche se molto più rara. Quando ci prendiamo la briga di trattare gli altri per quello che sono, apprezzando il loro valore, quando l’autostima vacilla, é in quei momenti che sentiamo di avere un valore aggiunto proprio per ciò che siamo.  Che meraviglia! Questo è il “Rispetto”, dal latino re-spicere, vedere di nuovo. Potremmo dire: indugiare un attimo e andare con lo sguardo oltre non fermandosi all’apparenza. Per vedere a volte basta solo un istante, pochi secondi in cui il nostro sguardo riconosce chi ha di fronte, non come quelle videocamere, spesso installate nei posti pubblici che registrano tutto, ma come un “umanità” che riconosce e onora un’altra “umanità”. Forse se ricordassimo più spesso di fare questo, morti come quella di Liam Payne non si verificherebbero più.

Clementina Leone

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