Pillole di… commedia all’italiana: “Dove vai tutta nuda?“  

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Se si dovesse fare un elenco dei registi che hanno dato lustro al cinema italiano facendolo conoscere anche all’ estero, sarebbe necessario perderci molto tempo; la stessa cosa dicasi per i generi di film, ed il sottoscritto, oggi, vi vuole parlare di un film che ha visto pochi giorni addietro in un rigido pomeriggio invernale, di un regista famoso, in particolare, per le commedie ma non solo: Pasquale Festa Campanile che, nel 1969, realizza una brillante pellicole, “ Dove vai tutta nuda? “, con attori del calibro di Gastone Moschin, Tomas Milian, Vittorio Gassman e Maria Grazia Buccella che, in molti film, interpreta la parte della ragazza un po’ svampita, venendo paragonata, in qualche modo, a Marylin Monroe. Il film non ha una trama ben definita, vive di situazioni paradossali ed è proprio per questo che risulta alquanto piacevole.

Tomas Milian interpreta la parte del giovane bancario Matteo Luna, scapolo, timido ed all’ apparenza remissivo, alle dipendenze del Presidente, apparentemente bacchettone, nelle cui vesti vediamo Gastone Moschin.

Nel suo letto, dopo essere tornato nella notte da Londra, Luna trova una ragazza completamente nuda, di nome Tonino ( … ), Maria Grazia Buccella l’ attrice, che gli dice che la notte prima, in preda all’ alcol, lui l’ ha sposata. Tonino è una ragazza di animo buono ed ingenuo che vuole aiutare sempre il prossimo ed ha la caratteristica di girare per casa nuda o, comunque, con vestiti che poco spazio lasciano all’ immaginazione anche se, essendo una pellicola del 1969, l’ effetto scandalo non è minimamente presente. Gastone Moschin interpreta il ruolo dell’ uomo sposato tutto d’ un pezzo ma che, sotto sotto, tutto d’ un pezzo non è visto che, spesso e volentieri, vivendo nello stesso condominio di Luna, si fa prestare casa sua per i suoi incontri amorosi. Vittorio Gassman è, probabilmente, dopo Tonino, il personaggio più assurdo del film in quanto presta il volto ad un improbabile ladro, Rufus Conforti il suo nome, che vive di piccoli espedienti e ricatti, vestito in modo molto teatrale, direi shakesperiano. Manfredo, per assicurarsi che Tonino sia realmente in questo modo, si reca a Londra per conoscere l’ ex fidanzato di Tonino il quale gli conferma che lei è proprio così, con la testa fra le nuvole. Il film, come ricordato poche righe addietro, non ha una trama ben definita e vive di situazioni paradossali come quando Tonino, per annaffiare il giardino, allaga tutto l’ appartamento di Luna. Altra situazione molto divertente è quando il Presidente riceve nel suo appartamento personalità importanti, ovviamente sono invitati anche Luna e Tonino, ed a Tonino, non si sa come, si scuce il vestito restando, praticamente, come mamma l’ ha fatta. Per evitare lo scandalo, Luna tenta di coprirla con un giornale che altro non è che l’ Osservatore Romano ed essendo presente anche un Vescovo, la frittata è fatta, ma il peggio, si fa per dire, ha ancora da venire in quanto, dal nulla, nel suo ufficio, il povero Luna si trova un quadro di Tonino con tutte le sue grazie in bella mostra. Il Presidente, esasperato dalle continue gaffes del povero Luna e dell’ ingenua Tonino, licenzia il povero bancario e l’ assurdo matrimonio sembra avere fine con Manfredo che annega i suoi dispiaceri nell’ alcol, ma Luna decide di ribellarsi a tutto questo ed inizia anche lui a girare ( quasi ) nudo per casa dichiarando a Tonino di amarla. Il film ( quasi ) termina qui, con un allegro, e non poteva essere altrimenti, colpo di scena finale.

Film molto carino, vivace, con personaggi azzeccatissimi, per certi versi assurdo e per questo ancora maggiormente godibile, che non annoia mai e che riserva allegri colpi di scena fino alla fine. Ma si sa come il cinema italiano dagli anni ’40 fino agli anni ’60 sia stato, per certi versi, ineguagliabile.

Stefano Bertini

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