In occasione del decennale dalla morte dell’indimenticabile Pino Daniele,e in quello che sarebbe dovuto essere il suo settantesimo anno d’età, Napoli celebra uno dei suoi figli più cari in un’ epocale mostra di 1000 metri quadri nel meraviglioso scenario di Palazzo Reale.E’ stato ricordato oggi durante la conferenza stampa di presentazione(apertura il 20 marzo,giorno del suo compleanno,fino al 6 luglio)dal commosso figlio Alessandro,che insieme agli altri fratelli porta alto il nome del padre anche nei conservatori oltre che con la sua fondazione, dal governatore De Luca,dal sindaco Manfredi,dal curatore della mostra Nicosia: moderatore l’ esperto giornalista musicale Federico Vacalepre,che il 19 presenterà anche un atteso docufilm.Supportato da Istituto Luce,dalla RAI,da inediti che finora la famiglia Daniele aveva gelosamente custodito,Nicosia ha ultimato un lavoro mastodontico:Pino Daniele,spiritual.Un titolo che dice tanto dell’immenso artista partenopeo,nella cui anima conviviamo lo spirito jazz,blues,africano,napoletano.
Una mostra divisa in sezioni,dagli inizi alle grandi collaborazioni con nomi internazionali come Eric Clapton,ed un filo conduttore che lo avvicina al grande Eduardo De Filippo.Tante sorprese,che però non sono state rivelate del tutto in conferenza,installazioni musicali,oggetti appartenuti a Pino,e tanto tanto altro.Due parti e nove aree tematiche:la prima ripercorrerà la vita dell’ artista dal 1955 al 1977,anno di pubblicazione di Terra Mia,suo album d’esordio con la ricostruzione della sala prove(una sorta di grotta di tufo)e di un locale notturno nel quale si esibiva agli inizi.La seconda,dal 1977 al 2014,si focalizza sulle collaborazioni con colleghi di fama mondiale e sulla sua produzione musicale.Un tributo senza pari per un artista partenopeo ma non solo:ognuno di noi ha dentro una canzone dell’ artista napoletano che fa parte della colonna sonora della sua vita personale,perché Pino è tutti noi (come Battiato,De André, Lucio Dalla) per sempre.
Sara Nicoletti


