Alla Chamber Music Trieste lo Josef Suk Piano Quartet incanta con un concerto raffinato ed eclettico 

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“Guardando a Est” è l’ulteriore tematica proposta dalla Chamber Music Trieste per il programma del Trentennale e inaugurata dallo Josef Suk Quartet (vincitore del primo premio nell’edizione 2013 del Concorso Internazionale Premio Trio di Trieste, che vide il grande Bruno Canino in qualità di Presidente della Giuria) con un concerto articolato ed entusiasmante per programma e interpretazione.

Quartetti e Duo (violoncello e pianoforte prima, violino e viola poi) si sono alternati proponendo colori e cifre stilistiche traboccanti di suggestioni, in un dialogo davvero speciale, anche grazie alla scelta dei compositori, tutti attivi a cavallo tra Ottocento e Novecento: la prima parte è stata infatti dedicata a tre autori cechi legati fra loro da quel profondo legame tra generazioni che si crea tra chi impara e chi insegna, con perno in  Josef Suk, allievo di Antonín Dvořák e maestro di Bohuslav Martinů, mentre Richard Strauss ha completato il programma.

La trascrizione per Quartetto con pianoforte di Love Song di Josef Suk che apre la serata, e dedicato dai musicisti alla Chamber Music Trieste, è un racconto breve, denso di emozioni e di atmosfere condensate in poche pagine; lirico e carezzevole, romantico e appassionato, teso e caldo, dà spazio e voce a ciascuno strumento giocando con sapienza sulle caratteristiche di ognuno e sulle suggestioni che sa evocare, caratteristiche e suggestioni che la sensibilità estrema degli interpreti sa far emergere.

Silent woods per violoncello e pianoforte op. 68 n.5 di Antonín Dvořák è una danza cantabile struggente che Aneta Šudáková (violoncello) e Pavel Zemen (pianoforte) offrono al pubblico con finezza espressa in modo limpido e diretto e vissuta  con intensità e in prima persona dagli ascoltatori.

I Tre madrigali per violino e viola, scritti da Bohuslav Martinů allora da tempo emigrato negli Stati Uniti, costituiscono invece un vivace incontro tra “vecchio” e “nuovo” mondo che Radim Kresta (violino) ed Eva Krestová (viola) interpretano unendo vigore e virtuosismo con semplicità e naturalezza.

La seconda parte del programma è tutta dedicata alla sontuosità sofisticata del Quartetto in do minore op. 13 per pianoforte e archi di Richard Strauss, espressa dallo Josef Suk Quartet con rara maestria, rendendo al meglio le infinite sfumature di queste pagine grazie al dialogo tra artisti e strumenti, impreziosito dal talento dei primi a trarre tutto ciò che i secondi possono dare.

Con il bis si torna a Brahms, protagonista della stagione ed eco presente nella poetica di quasi tutti gli autori ascoltati nel corso dell’intera serata, con il delicato Terzo movimento dal Quartetto per pianoforte e archi n.3 op.60, dedicato con emozione dallo Josef Suk Quartet a Fedra Florit, Direttrice artistica di Chamber Music Trieste.

Paola Pini

 

Trieste, La Chamber Music al Miela

Cromatismi 4.0 – Stagione concertistica 2025 – XXX anno di attività

Guardando a Est

Josef Suk Piano Quartet

Radim Kresta – violino

Eva Krestová – viola

Aneta Šudáková – violoncello

Pavel Zemen – pianoforte

 

Josef Suk: Love Song (trascr. per Quartetto con pianoforte)

Antonín Dvořák: Silent woods per violoncello e pianoforte op. 68 n.5

Bohuslav Martinů: Tre madrigali per violino e viola

Richard Strauss: Quartetto in do minore op. 13 per pianoforte e archi

 

 

 

 

 

 

 

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