Opera teatrale scritta da Raffaele Viviani interpretata dalla compagnia stabile del teatro Sannazzaro con la maestosa regia di Lara Sansone, nonché nipote d’arte della grande Luisa Conte.
Lo spettacolo si è tenuto in data 07/03/2025 con inizio programmato alle ore 21,00 ma con un leggero ritardo di 10 minuti dovuti al riempimento completo della sala.
Non appena si entra al teatro si inizia a respirare aria di “festa di Piazza” in quanto le poltrone del teatro stesso sono state rimosse per poter collocare nella platea i classici tavoli da “sagra” con relative sedie e centrotavola.
L’atmosfera (come dicevamo prima) era proprio quella di una festa di piazza, tanto è vero che la scenografia rappresentava proprio una piazza con l’ingresso alla chiesa di Montevergine che in seguito si sposta per poter mostrare l’interno della chiesa stessa con il relativo altarino rappresentante “Mamma Schiavone” (Madonna di Montevergine). Nello spettacolo il pubblico è chiamato a partecipare in quanto l’ingresso vero e proprio per gli attori al palco era la platea, di conseguenza il pubblico faceva anch’esso parte della scenografia.
Ricordiamo inoltre che lo spettacolo è coreutico (in quanto gli attori in scena erano circa 40) e sotto certi punti ricorda un recital, senza uscire mai dalla vena del teatro classico Napoletano.
I giochi di luci risultano eccelsi, al punto che quasi al finale vengono sparati dei coriandoli che prendono però le sembianze dei fuochi d’artificio.
I cambi di scena sono stati 3 ossia: durante il primo atto era rappresentata per l’appunto la piazza con l’ingresso alla chiesa, nel secondo una locanda con tanto di tavoli e “banco preparazioni” etc etc… mentre nel terzo ed ultimo atto, una stanza da letto.
Durante la serata le sorprese non sono mancate, in quanto nel teatro era presente un Mulo ( Chiamato volgarmente “’O Ciuccio) che ha preso parte anche lui all’opera e, durante l’intervallo tra il primo ed il secondo sono stati serviti taralli e vino (in un fiaschetto col fondo in paglia).
Per chi non conoscesse l’opera: la commedia di Viviani esplora tematiche legate alla religiosità popolare, alla fede, ma anche ai conflitti interpersonali e sociali che emergono in contesti di festa. La scrittura di Viviani è caratterizzata da un linguaggio ricco di espressioni dialettali napoletane e una forte attenzione ai temi della vita quotidiana delle persone comuni.
Lo spettacolo dura circa 3 ore (comprese di intervallo) ma vi posso garantire che risulta tutto così scorrevole che il tempo vola.
Che dire? State ancora aspettando? Affrettatevi per poter vivere anche voi questo viaggio nel tempo!
Raffaele Troisi e Emmanuele Paudice

