La voce, la sua voce, è diventata il suo strumento di lavoro. Una voce che entra nelle nostre case e nelle sale cinematografiche, una voce che ci conduce in storie ed in dialoghi, senza mai rivelare il suo volto. D’altronde, per Raffaele Carpentieri – origini salernitane, ma il lavoro lo porta sempre più spesso fra Roma e Milano – l’animo di doppiatore è sempre stato un elemento principale nella sua crescita artistica che lo ha portato oggi a muovere passi importanti nel campo dello spettacolo ed a dare voce, anima ed emozioni ai personaggi del grande e del piccolo schermo.
Partiamo proprio da qui: dove può esserci capitato di sentire… la tua voce?
Inizio con una premessa… ho anche recitato in serie TV e film come “La Squadra”, ruolo che mi ha dato grande visibilità come attore. Nel doppiaggio ho avuto la fortuna di doppiare attori bravissimi come Jack Huston in “Ben Hur”, “Fargo”, “Viaggio con Papà” e “Expats”; Glen Powell in “Top Gun: Maverick” e “Devotion”; Lee Madjoub nella trilogia di “Sonic”; Dali Benssalah in “No time to Die” e “Athena”; Tosin Cole in “Il codice del silenzio”, “House Party” e “Bob Marley: One Love”; Tomer Capon in “The Boys”; Lee Majdoub in “Sonic – Il Tom Burke in Furiosa; Tahar Rahim in “Madame Web”; Jack O’Connell in “L’amante di Lady Chatterley”; Billy Magnussen in “Lift”. Ho anche prestato la voce a Spot di brand nazionali e internazionali come Amaro Montenegro, Fiat e Siemens. Inoltre, ultimamente il personaggio di EMIR KOZCIUOGLU in “ENDLESS LOVE”, interpretato magistralmente da Kaan URGANCIOGLU, mi ha permesso di farmi conoscere ancora di più dal pubblico italiano, dato il successo enorme della serie in onda sulle reti Mediaset anche in prima serata. Ogni progetto è un passo in avanti per me, una sfida continua e sono grato a tutti quelli che mi hanno e continuano a darmi fiducia.
Come si diventa la voce… di un personaggio?
Entrare nella parte significa entrare nella psicologia del personaggio, capirne le emozioni, le motivazioni e agire di conseguenza. Per farlo al meglio, è necessario studiare il copione, comprendere la trama e, soprattutto, fare delle prove. Nel doppiaggio lo studio del copione avviene in sala, al contrario di quanto avviene per il teatro e per il cinema, è quindi fondamentale la concentrazione e la preparazione assoluta dal punto di vista tecnica e interpretativo. Poi c’è lo studio della tecnica sul “sincronizzare” la propria voce con le immagini e cercare di restituire tutta la gamma emotiva del personaggio. Ripeto, è un lavoro di grande concentrazione, di studio e di interpretazione profonda.
Che effetto fa… risentirsi?
Risento sempre le mie performance con grande curiosità, cercando di capire se sono riuscito a trasmettere le emozioni che volevo. A volte mi piace anche sentire la differenza rispetto a come ho interpretato un personaggio in passato e come lo vedo oggi. È una sensazione di autoanalisi e crescita continua.
Come inizia questa avventura nel doppiaggio?
La mia avventura nel doppiaggio è iniziata quasi per caso, ma direi che è stata una di quelle cose che sentivo destinata ad accadere. La mia vocazione nasce da un amore profondo per il cinema, la televisione e la musica. Sin da bambino ero affascinato dai film e dalle serie TV, ma in particolare dal doppiaggio. Il fatto di poter dar vita a un personaggio solo con la voce mi ha sempre affascinato. Ho cominciato a fare delle prove, a studiare e a capire che questa era la strada che volevo percorrere. È stato un percorso che si è sviluppato lentamente, ma mi è stato chiaro fin dal primo turno che il doppiaggio avrebbe fatto del mio mondo. Ho frequentato prima un corso con Roberto Pedicini in cui ho appreso i rudimenti di questo bellissimo lavoro ma la svolta è arrivata con Renato Cortesi durante uno spettacolo teatrale in cui mi ha “suggerito” di provare a lavorare nel doppiaggio. Per me lui ha rappresentato un momento di svolta e di consapevolezza delle mie potenzialità.
Quanto è stato importante lo studio e la formazione per crescere nel tuo settore?
Ho studiato recitazione e doppiaggio, frequentando scuole specializzate e facendo tanta pratica. Ogni esperienza sul campo, ogni lavoro, mi ha aiutato a crescere. Ho studiato recitazione e doppiaggio in accademie e scuole specializzate. Ho approfondito la tecnica vocale, la dizione, lo studio sulla voce, ma credo che l’esperienza sul campo sia stata la mia vera scuola. Con il tempo ho anche lavorato con diversi registi e doppiatori esperti, che mi hanno aiutato a perfezionare la mia tecnica e che mi permettono ogni giorno di migliorarmi e spingermi oltre. Ho avuto quindi con gli anni la possibilità di studiare, lavorare e collaborare con grandi professionisti. Solo per citarne alcuni: Renato Carpentieri, Elisabetta De Vito, Ciro Scalera, Pino Insegno, Annabella Cerliani, Rossella Izzo, Renato Cortesi, Alessandro Prete, Gianni Diotaiuti, Claudio Insegno, Federico Moccia.
Che effetto fa dare voce ai tuoi personaggi?
Mi sono sempre sentito affascinato dalla possibilità di entrare nei panni di altri personaggi solo con la voce. Ho cominciato a studiare e a fare esperienza, iniziando con piccoli ruoli. Col tempo ho avuto l’opportunità di lavorare con grandi professionisti del settore che mi hanno guidato, insegnato e fatto crescere, e non posso che ringraziarli. Solo per citarne alcuni, in ordine sparso, posso dire Rossella Izzo, Carlo Cosolo, Giuppy Izzo, Sandro Acerbo, Massimiliano Alto, Roberto Gammino, Rodolfo Bianchi. È stato un lungo percorso e lo è ancora, mai fermarsi.
La tua carriera ti ha portato ad esplorare vari ambiti.
È stata una continua evoluzione. Prima nel teatro, poi in TV e infine nel doppiaggio. Ho iniziato con piccoli ruoli, poi ho avuto l’opportunità di lavorare in progetti più grandi, anche internazionali. Con il tempo, mi sono fatto conoscere come doppiatore e attore e ho acquisito un po’ più di esperienza. Ogni anno è stato un passo avanti: c’è sempre qualcosa di nuovo da imparare, nuove tecniche da esplorare, nuovi personaggi da interpretare. È una carriera che non smette mai di sorprendermi.
Dove ti ha portato la tua passione per la recitazione?
La passione per la recitazione mi ha portato a esplorare mondi nuovi, a confrontarmi con diversi ruoli e a mettermi continuamente alla prova. La recitazione mi ha dato la possibilità di esprimermi al massimo, di crescere come artista e come persona. Mi ha anche permesso di lavorare in progetti internazionali e di collaborare con persone straordinarie, da registi a colleghi attori, ognuno dei quali mi ha arricchito. E mi ha anche permesso di conoscere mia moglie e la madre di mio figlio, Martina Menichini, con cui condivido la passione per questo lavoro. Quindi direi che la mia e la nostra passione è stata provvidenziale.
Come ti ha fatto crescere a livello artistico e personale questo percorso nel campo recitativo?
A livello artistico, la recitazione mi ha spinto a esplorare continuamente le emozioni umane, a capire come trasformare una storia in qualcosa di concreto attraverso il mio corpo, la mia voce e le mie espressioni. Personalmente, mi ha insegnato la pazienza, la disciplina e l’importanza di mettermi in gioco ogni volta, anche quando sembra difficile. Ho imparato a non avere paura di mettermi in discussione e ad accogliere ogni critica come un’opportunità di miglioramento.
Che rapporto hai con i social?
I social sono, per me e per la mia professione, uno strumento fondamentale per connettermi con i miei fan e con il pubblico. Mi piace usare i social per condividere il mio lavoro, le mie passioni e anche per far conoscere un lato più personale di me. Mi permettono di comunicare direttamente con chi mi segue e di sentire il loro affetto e il loro supporto, ma cerco di usarli in modo consapevole e bilanciato, senza che prendano il sopravvento sulla mia vita privata.
Quali sono i tuoi canali social?
Il mio canale principale è su Instagram: @raffaelecarpentieriofficial ma sono anche su Facebook e Tik Tok, anche se Instagram è sicuramente quello dove sono più attivo. Su questi canali cerco di condividere aggiornamenti, curiosità, momenti dal backstage e, naturalmente, rispondere ai fan.
Come giudichi il mondo dello spettacolo?
Il mondo dello spettacolo è affascinante, ma anche molto competitivo e a volte impegnativo. Un grande pregio è che ti permette di essere creativo e di dare vita a personaggi e storie. Però, come in ogni settore, ci sono anche dei difetti: la competizione è forte, e a volte non è facile emergere. Il mondo dello spettacolo può essere anche molto frenetico e richiede molta resilienza.
Hai qualche curiosità e aneddoto da raccontare?
Un aneddoto che ricordo con affetto è legato a Gigi Proietti. A 20 anni ho avuto la possibilità di conoscerlo nel suo camerino alla fine di un suo spettacolo. Nessuno poteva entrare quella sera ma grazie al mio amico Marco Simeoli, aspettando quasi 2 ore, alla fine a notte fonda sono riuscito a parlare con lui. Premetto che per me lui era un mito assoluto, una leggenda, quindi trovarmi davanti a lui era un sogno che si avverava. Ricordo che era sudato, stanco ma quando mi ha salutato era interessato, non distaccato, propositivo. Ho parlato pochi minuti con lui e mi ha dato un consiglio “Fai tutto Raffaele”. Mi disse di buttarmi in tutto, teatro, TV , cinema, radio, doppiaggio. Poi mi disse che avrei trovato la mia strada ma avrei dovuto sperimentare e non avere solo un obiettivo. Mi rimase molto impresso quello che mi disse e lo custodisco dentro la mia memoria. Inoltre, un aneddoto legato agli attori che doppio. Ho avuto il piacere di scrivermi con Rafael de La Fuente che ho doppiato in “Dynasty”, simpatico e alla mano ma la cosa che mi ha fatto più piacere è ricevere attestati di stima dall’attore Kaan URGANCIOGLU che ho doppiato in ENDLESS LOVE: ha condiviso alcuni miei post e si è complimentato con me per il doppiaggio della serie. Forse quando sarà in Italia andremo a prenderci un caffè insieme….
Hai progetti che bollono in pentola?
In questo periodo è al cinema il film A REAL PAIN, che ha recentemente vinto un Oscar e L’EREDE, un bellissimo thriller francese in cui ho doppiato il protagonista Marco André Grondin. Dal 13 marzo sarò al cinema GLOBAL HARMONY, del regista italiano Fabio Massa, con Maria Grazia Cucinotta ed Enrico Lo Verso, in cui doppio il protagonista. Al momento è in onda su Mediaset Infinity la Serie vincintrice di vari Grammy Awards “Segreti di Famiglia” in cui torno a doppiare Kaan URGANCIOGLU nei panni del Procuratore Ilgaz Kaya. Potrete presto ascoltarmi in alcuni nuovi progetti di doppiaggio che stanno arrivando, sia in ambito serie TV che film, su Rai e Mediaset e su piattaforme come Sky, Netflix, Prime Video, Paramount+, Disney+ e Apple TV. Non posso svelare troppo, ma consiglio a tutti gli appassionati di Cinema e serie tv di restare aggiornati sui miei canali social. Magari ci sarà anche qualche novità in ambito teatrale o cinematografico!
Dove ti vedi tra dieci anni?
Tra dieci anni mi vedo ancora impegnato nel mondo dello spettacolo, magari anche in nuove forme artistiche. Mi piacerebbe esplorare anche altri ambiti, come la regia o la scrittura, anche teatrale, ma sono certo che la passione per la recitazione e il doppiaggio resterà sempre al centro del mio percorso.
Manuele Pereira

