E’ tornato Rino Bonifacio. A riabbracciarlo c’era suo figlio Ciro

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Dopo otto anni trascorsi dietro le sbarre del carcere di Opera, è tornato in libertà Rino Gennaro Bonifacio, 54 anni, considerato in passato uno dei principali volti del narcotraffico internazionale. Originario della provincia di Napoli e cresciuto a Rozzano, alle porte di Milano, Bonifacio è stato un protagonista controverso del crimine organizzato, tanto da meritarsi il soprannome di “El Chapo italiano”.

Il suo nome è legato a una delle prime importazioni di ecstasy in Italia, in un periodo in cui la sostanza non era ancora classificata come stupefacente. Arrestato una prima volta negli anni ’90, ha scontato 18 anni di reclusione prima di ritrovare la libertà. In quel periodo decise di raccontare la sua storia in un libro autobiografico, Malabellavita, che suscitò polemiche per il tono crudo e diretto con cui parlava del mondo della droga. Il libro fu pubblicato con una prefazione della senatrice Stefania Pezzopane.

Ma nel 2017 la sua libertà si interruppe bruscamente: un nuovo arresto lo riportò in carcere, dove ha scontato un’altra lunga condanna, parte della quale in regime di 41 bis, il carcere duro riservato ai detenuti più pericolosi. “Non mi sono mai pentito”, ha dichiarato Bonifacio, “ma ho saldato il mio debito con la giustizia. Non ho mai ucciso nessuno. Ho pagato, anche più del dovuto”.

Nel suo passato non mancano legami con il mondo dello spettacolo e del calcio: negli anni d’oro era amico di Diego Armando Maradona e frequentava le notti sfavillanti di Ibiza. Oggi, però, il suo tono è diverso. “Quel mondo non esiste più”, dice. “Ora voglio solo godermi la libertà e lavorare con mio figlio, che mi ha dato una nuova possibilità”.

Alla domanda su un eventuale seguito del suo libro, risponde con cautela: “Non ho piani precisi, ma mi piacerebbe scrivere ancora. La mia è una storia che racconta anche un’epoca, non solo la mia vita”.

E mentre si parla già della possibilità di un film ispirato alla sua vicenda, Bonifacio cerca di costruirsi una nuova quotidianità. Dopo anni vissuti all’estremo, oggi afferma con convinzione: “La libertà è l’unica cosa che non ha prezzo”.

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