Sbagliare: a tu per tu con Alessandro Liberini

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Oggi incontro e intervisto Alessandro Liberini.  Classe 1981, romano doc, Alessandro è un cantautore che ama definirsi “troppo pop per essere rock, e viceversa”. Una definizione che ben riassume l’anima sfaccettata della sua musica, capace di muoversi con disinvoltura tra le sonorità cantautorali degli anni ’80 e ’90 e le influenze di grandi band internazionali come Queen, Pink Floyd, Linkin Park e Nirvana. La passione per la musica nasce presto: adolescente, imbraccia la chitarra e inizia un percorso che lo porterà a padroneggiare anche gli altri strumenti fondamentali del pop e del rock, con l’obiettivo di avere una visione completa nella composizione dei brani. Una ricerca sonora che trova compimento in una scrittura diretta, emotiva, sempre fedele al suo stile personale. Nel corso degli anni, Liberini si è fatto notare in diversi contesti del panorama musicale italiano. Dopo aver vinto nel 2013 il premio per il miglior videoclip al Tour Music Fest, l’anno successivo si esibisce in diretta negli studi di Radio Rock. Nel 2019 calca il palco del Teatro Ariston per Sanremo Rock, mentre nel 2023 arriva tra i primi sei classificati al Premio Mogol-Battisti con il brano Che ti manca, eseguito al Planet Arena di Paestum. A febbraio 2024 è protagonista anche al Palafiori, nell’ambito di Casa Sanremo. Dopo la pubblicazione di sei singoli a partire dal 2020, il 5 aprile 2024 esce il suo primo album Senza Tempo, disponibile su tutte le piattaforme digitali e presentato live nel mese successivo al Wishlist Club di Roma. Il suo percorso artistico lo ha portato ad aprire i concerti di nomi noti del panorama nazionale, tra cui Omar Pedrini, Modena City Ramblers, Il Cile, Pierpaolo Capovilla, Cristiano Godano, Frankie Hi Nrg, Meganoidi e molti altri. Gli ultimi due singoli, Vita in Serie A e Sopravvissuto, anticipano Sbagliare, il nuovo brano che fa da apripista al prossimo disco, atteso per l’autunno.

Ciao Alessandro, bentrovato al Corriere dello Spettacolo.

Complimenti per il tuo percorso e per le tue canzoni. Dal 27 giugno è disponibile in radio e su tutti i digital store il tuo nuovo singolo Sbagliare. Partiamo proprio dal titolo: cosa significa per te “sbagliare”?

Sbagliare, praticamente, è una necessità, è un’abitudine che si prende, in un certo senso, per poi arrivare ad essere, o a provare ad essere, pian pianino, sempre, come dico io, migliori, quindi, sbagliare è un bisogno necessario per migliorare, penso che nessuno sbaglio è mai un errore, ma è sempre qualcosa che poi ti permette di fare un passo in avanti verso  una migliore versione di te.

E com’è nato questo brano?

L’ho scritto mentre viaggiavo. Stavo andando ad aprire i Modena City Ramblers a Sesto Fiorentino, verso la fine dell’estate scorsa, e avevo la testa che viaggiava e ho cominciato a scrivere il testo e la melodia mentre guidavo. Questa è una cosa che mi capita, non sempre scrivo mentre sono in studio. Mi succede che molte volte, ci sono degli momenti in cui la mente parte e va su un territorio che non sta qua, sulla terra, vado altrove, viaggio, e  scrivo. La stessa identica cosa è successa con “Sbagliare”. Mi è venuto in mente è ho fatto questa canzone.  Ho scritto senza lo strumento, sono arrivato a destinazione, ho preso la chitarra per vedere se gli accordi che avevo immaginato erano quelli giusti, e fondamentalmente è stato così, fortunatamente, quindi è nata in modo liscio, veramente molto naturale, e in modo non assolutamente costruito, parlo ovviamente della melodia e delle parole, quindi la voce e chitarra è nata così, poi l’arrangiamento è stata ovviamente la lavorazione successiva.

Hai definito questo brano un “anti-tormentone estivo”. Cosa intendi con questa espressione?

Anti-tormentone perché secondo me sbagliare ha tutte le potenzialità per essere una canzone, diciamo un tormentone estivo, senza però seguire nessuna ricetta dei tormentoni che vengono costruiti a Tavolino. Sbagliare è un tormentone naturale, quindi non costruito, quindi per antitormentone intendo proprio l’opposto di quello che viene confezionato dalle industrie musicali con un potenziale però molto più alto, perché oltre alla ballata e al sound, c’è sempre quel messaggio di amore che è alla base di ogni mia canzone.

Il pezzo nasce in un momento molto particolare, in autostrada. Come riesci a tradurre l’ispirazione in musica quando non hai uno strumento sotto mano?

Tutto avviene in modo naturale. Spesso, mentre faccio una passeggiata o sono in giro, mi viene in mente un’idea musicale o un motivo. Per non perdere quel momento di ispirazione, la appunto subito sul cellulare o mi registro un memo vocale. Vivo questo processo come un’esigenza personale, comunicativa ed espressiva: un bisogno spontaneo di catturare e dare voce a ciò che sento dentro, anche senza avere uno strumento a portata di mano.

Il nuovo album è atteso per l’autunno: puoi anticiparci qualcosa?

Farò due date in Toscana, poi il 1 e 2 agosto sarò di nuovo nel Lazio, in provincia di Frosinone, al Gallina Rock, dove si esibirà anche L’Odio degli Stato Sociali. Per quanto riguarda l’autunno, sto lavorando all’album, che ancora non ha una data di uscita precisa, ma la produzione è già al 70-80%. L’album includerà ovviamente gli ultimi tre singoli che ho pubblicato — Sopravvissuto, Vita in Serie A, Sbagliato — più altri cinque o sei brani, tutti molto diversi tra loro. Per restare aggiornati su tutte le novità e su quello che farò, vi invito a seguirmi sui social: sono presente su Instagram, Facebook, YouTube, TikTok, e potete trovare tutte le informazioni anche sul mio sito www.alessandroliberini.net.

Hai collaborato con molti artisti. C’è qualcuno in particolare con cui ti piacerebbe lavorare?

Sì, mi piacerebbe collaborare con Anastasio, il rapper che vinse X Factor qualche anno fa. Con lui vorrei creare una fusion musicale: lui alle strofe rap e io al tornello power, cantato con energia.

Alessandro, mi fermo qui per non prolungare troppo l’articolo. Ti ringrazio molto, è stato un piacere parlare con te. In bocca al lupo per tutto, buona estate e ci risentiremo magari quando uscirà l’album, così ne parleremo meglio.

Perfetto, mi farebbe molto piacere. Un grazie e un saluto a tutta la redazione e a tutto il pubblico che vi segue!

 Giuseppe Sanfilippo

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