In scena per “ Il Festival Internazionale Volterra” il 26 luglio 2025 al “Teatro Romano” di Volterra
“Le Baccanti” di Euripide secondo la regia di Carmelinda Gentile sono una Produzione Paesi Bassi – Italia – Korego Theater Group Amsterdam. In questa tragedia, Euripide ci accompagna in una società in preda al Kaos in cui la logica diviene controversia. Nel luogo dove tutti gli uomini sembrano vivere sotto il controllo assoluto irrompe il dio Dionisio che chiamato in causa scende sulla terra e mina le fondamenta fragili della collettività. L’impari lotta tra il re Penteo, che tenta di frenare la rabbia di Dionisio, e il dio stesso che impetuoso attua la sua vendetta, diventa un percorso che spazia dentro l’animo umano ed alimenta tutte le sue ancestrali paure. Le Baccanti travolte da smania divina iniziano una danza che si tramuta in violenza. La loro vitalità selvaggia si ribella alle leggi umane e traccia una via che evade dai canoni e sconfina attraverso la barbarie.
La regista Carmelinda Gentile dice della sua Opera.
“Le Baccanti di Euripide è un’opera straordinaria che esplora i confini tra razionalità e istinto, ordine e caos, umano e divino. La tragedia racconta il ritorno di Dioniso a Tebe per rivendicare il suo diritto di essere venerato come dio. Penteo, re della città, rifiuta di riconoscere la divinità di Dioniso e tenta di reprimere il culto orgiastico delle Baccanti, le donne tebane che, prese dal fervore dionisiaco, abbandonano la città per celebrare i loro riti sui monti. Il conflitto tra i due culmina in una catastrofe: Penteo, travestito da donna per spiare i riti segreti, viene scoperto e dilaniato dalle stesse Baccanti, tra cui sua madre Agave, accecata dalla furia divina.
La mia regia intende spogliare la rappresentazione da ogni orpello superfluo per ricondurla all’essenza stessa del teatro: un incontro puro tra attori e pubblico. Questo allestimento si configura come un ritorno alle origini della sacralità del rito teatrale, perché Le Baccanti non è solo una tragedia, ma un rituale che esplora il mistero del divino e della natura umana.
La scena si fa spazio sacro, il corpo degli attori strumento primordiale di narrazione, la parola si intreccia con il silenzio e il suono per evocare, più che mostrare. Il pubblico non è semplice spettatore, ma parte integrante del rito, coinvolto in un’esperienza che mira a risvegliare quella dimensione arcaica e collettiva del teatro, nata come celebrazione comunitaria e catartica.
Attraverso la semplicità dei mezzi scenici e la centralità del corpo e della voce, questa messa in scena vuole riportare il teatro alla sua funzione originaria: un luogo in cui la finzione si dissolve per lasciare spazio a una verità condivisa, profonda e sacra.
Le mie Baccanti nascono dal desiderio di un ritorno al rituale, come se si aprisse una porta sul passato e da quella soglia tornassero figure arcaiche, evocate in un mondo che non ha tempo né spazio: il mondo del teatro.
Tutto è immerso nella nebbia, in un’atmosfera sospesa, mitica. Il corteo di Dioniso – i suoi seguaci, i suoi adepti – non è composto da semplici interpreti, ma da corpi posseduti, trasfigurati dalla divinità. Nella visione degli antichi greci, essere posseduti da un Dio significava diventare quel Dio. Ed è proprio ciò che accade in scena.
All’interno del coro, si compie una sorta di nascita continua: Dioniso agisce, plasma, distribuisce i ruoli. Sono le Baccanti stesse a diventare, di volta in volta, Penteo, Tiresia, Cadmo… come se la divinità dettasse in tempo reale la partitura scenica, attraversando i corpi, fondendoli, trasformandoli.
Tutto accade sotto il segno dell’estasi e della metamorfosi. Non c’è una gerarchia, non c’è un’identità fissa: c’è solo il passaggio del Dio, la sua voce, il suo corpo che si moltiplica. E il teatro, come da sempre, accoglie e amplifica questo mistero.”
La pregiata regia di Carmelinda Gentile dona al pubblico la purezza di una messa in scena dove il valore attoriale, i silenzi ed i suoni accompagnano lo spettatore attraverso un percorso evocativo, ammaliante e coinvolgente.
Giuliano Angeletti

