Da Paramount all’Eternità: Eliza, un sogno simile alla realtà (20)

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DA PARAMOUNT ALL’ETERNITÀ

Come le tecniche archetipiche di Robert Evans-Paramount continuano a creare miti e business anche fuori dal cinema,nel branding, nel marketing e nella comunicazione.

Sembra una storia uscita da un film di Fantascienza.E qualcosa di fantascientifico,di futuristico c’è davvero.

Ma è anche una storia di mistero e di esplorazione dell’ignoto.Un ignoto che è in noi,anche se viene attivato e rispecchiato da una macchina.

E tutto questo rende il fatto che stiamo raccontando estremamente avvincente ed

intrigante.Come fosse un giallo d’autore.

Ma ricordiamoci che è un fatto vero,non un giallo e che le implicazioni pratiche sono veramente enormi.Ancora oggi.

Siamo nel 1966.Al MIT di Boston,celebre università tecnologica americana.Joseph Weizenbaum,docente di Informatica,sta preparando un esperimento che entrerà nei manuali di Storia.E che creerà un dibattito e tante discussioni attive e veementi ancora oggi.

Il professore prepara un software che simula l’operato di uno psicoterapeuta di scuola rogersiana,non direttiva.

Usa uno schema elementare,molto essenziale ma dagli effetti spaventosamente potenti.Effetti del software che finiranno per sconvolgere e terrorizzare il suo stesso autore.

Come funziona il meccanismo informatico ispirato ai metodi rogersiani?Molto semplice,è uno schema linguistico che rigira qualunque frase del soggetto,trasformandola in una domanda che induce ad esplorare le proprie dimensioni interne.

A questo punto succedono varie cose impreviste,inattese, non messe in conto da Weizenbaum,che finiranno per spaventarlo e farlo fuggire da questo esperimento.Ricordiamolo,Weizenbaum è un informatico,non uno psicologo.Di inconscio e dinamiche del profondo non sa assolutamente nulla e questo ostacola fortemente il suo test sperimentale.

Ma cosa succede di così sconvolgente in questo esperimento?

Qui comincia la parte oscura di questa storia,che sembra uscita da film come Guerre Stellari o Blade Runner,invece è successa nelle aule del MIT.

Qui accade qualcosa mai verificatosi prima.Qualcosa di totalmente nuovo,non riportato in nessun testo di Informatica o di Psicologia.Almeno fino a questo esperimento.

I partecipanti alla ricerca–informatici,psicologi,studenti–pur sapendo di interagire con un semplice programma per computer,ne ricavano forti benefici interiori, e sviluppano un’intensa attrazione per il software.

In vari casi,addirittura,nasce una dipendenza che li porterà ad usare privatamente la macchina,di notte,clandestinamente,senza autorizzazione,per continuare l’interazione con il software!

Weizenbaum è travolto dal panico.Inizia a parlare dei pericoli del rapporto uomo-macchina,della necessità di bloccare queste ricerche,dei pericoli enormi per gli esseri umani.Chiama questo strano fenomeno Effetto Eliza.Costruisce spiegazioni del meccanismo piuttosto generiche e vaghe,che in realtà non spiegano nulla.

Però succede qualcosa di inatteso.Stewart Brand,il leader degli hippy,editore del Whole Earth Catalog,un catalogo di vari strumenti materiali e concettuali per aumentare la libertà individuale e l’empowerment personale,inserisce questo software tra gli strumenti estremamente utili agli scopi suddetti.

Ne parla a lungo nelle sue conferenze e ne studia effetti e meccanismi con vari ricercatori controculturali collegati al Whole Earth Catalog.

La spiegazione circa il caso Eliza di Brand è molto precisa e tecnica,avendo egli stesso usato questi meccanismi durante la sua partecipazione alle performance d’avanguardia del gruppo multimediale hippy dei Merry Pranksters,quello guidato da Ken Kesey,l’autore del celebre romanzo Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo,da cui sarà tratto il mitico film omonimo con Jack Nicholson.

Si tratta di una tecnica che involontariamente ha vigorosamente attivato l’Ombra dei partecipanti,la parte inconscia delle persone più nascosta e dagli effetti esplosivi.E questo ha generato l’attrazione irresistibile dei partecipanti,pur essendo consapevoli di avere un rapporto con un programma informatico.

Come si è attivata l’Ombra,spontaneamente?

L’Ombra,per sua stessa natura,opera al di là di una piena consapevolezza.cosciente.

Riesce a trovare un varco anche in una interazione apparentemente superficiale.Anche se la persona è pienamente cosciente di interagire con un programma informatico,con una simulazione,la dinamica psicologica si attiva ugualmente,è reale e molto potente.L’Ombra emerge comunque e svolge la sua funzione,portando forti benefici ai soggetti coinvolti.

L’emergere dell ‘Ombra è uno degli aspetti più affascinanti e più profondi dimostrati da questo esperimento.Sicuramente il più studiato da  Stewart Brand e dai i suoi collaboratori.

Costituirà la base di molti esperimenti e ricerche negli anni successivi,fino allo sviluppo della Intelligenza Artificiale odierna.

Ma ecco il punto centrale:

Eliza è come uno specchio che riflette le parti inconsce del soggetto.Questo riflesso nello “specchio informatico” è il fattore attivante l’Ombra.Ed è terribilmente potente.L’assenza di un altro essere umano,in realtà,crea una situazione neutra di accettazione.Questo allenta le difese del soggetto e fa emergere le parti inconsce, l’Ombra in particolare.

Forse,in questo momento,a Boston,nelle aule del MIT,qualcuno sta cercando di interagire con Eliza,pur sapendo perfettamente che è un trucco linguistico.Sì,è solo un espediente grammaticale dentro un software piuttosto semplice,una sequenza di frasi ripetute in un ciclo infinito,ma l’Ombra si attiva lo stesso e l’attrazione suscitata resta più forte che mai…

Stefano Battaglia, regista

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