Spesso, quando si parla di cantanti, si finisce per discutere di tecnica, estensione vocale o potenza. Ma a volte bisogna constatare che oltre questi aspetti ci sono voci che arrivano dritte al cuore per ciò che riescono a trasmettere. Voci che ti fanno vibrare dentro, ti emozionano e ti spingono a sognare. Mydrama appartiene a questa categoria.
Oggi, in una scena musicale, dove molti cercano di uniformarsi alle mode, Mydrama ha scelto una strada diversa: restare fedele a sé stessa. Alessandra Martinelli –il suo vero nome – con un percorso fatto di coraggio, verità e coerenza ha saputo mostrare un lato profondo della sua personalità diventando una delle voci più inconfondibili e intense della scena musicale italiana.
Mydrama ama il suo pubblico ed è ricambiata con grande affetto. Una prova di questo amore è stata l’esibizione al Green Valley Pop Fest a Trapani, dove ha riscosso grande successo, confermando il suo talento e la sua forza sul palco.
L’esperienza di X Factor ha rappresentato un momento fondamentale nella vita e nella carriera di Mydrama. Il mashup dei brani di Tha Supreme e Mara Sattei (Grazie a Dio/Nuova registrazione 326) ha lasciato un segno indelebile nella storia del programma. Non si possono dimenticare la sua audizione e le reazioni dei quattro giudici. La commozione di Hell Raton, lo sguardo incantato di Mika ed Emma e l’approvazione convinta di Manuel Agnelli. Con oltre 6 milioni di visualizzazioni, quel brano, è diventato uno dei più conosciuti e cliccati su YouTube.
Nel suo percorso artistico Mydrama ha saputo trasformare la sua sensibilità in una risorsa preziosa che la spinge a mettersi tenacemente in gioco senza paura. Nelle sue canzoni si riconosce il desiderio di continuare a crescere e di affrontare le proprie difficoltà senza fuggire o nascondersi. I problemi non vengono elusi, ma sono affrontati a viso aperto. La sua idea di fare musica affonda le radici nel concetto di Libertà che si espande nella sua musica, nella sua vita e nelle emozioni che trasmette.
Ha costruito la sua identità musicale con Brani come Le Luci, L’Una di notte, e contribuendo con la sua voce a rendere speciali canzoni come Química o Nun te voglio ma ti Quiero. Qui si raccontano mondi interiori, amore intensi, tormentati e contraddittori dove il bisogno di allontanarsi convive con l’impossibilità di stare davvero lontani dalla persona amata.
Mydrama, ha trasformato il suo vissuto in qualcosa di universale. In questo modo si è fatta spazio nella musica italiana e giorno dopo giorno continua a raccontare storie che aiutano a stare meglio e a sentirsi meno soli.
INTERVISTA A MYDRAMA: Emozionare emozionandosi
Sei appena tornata dal Green Valley Pop Fest di Trapani. Cosa puoi raccontarci di questa esperienza?
“Un’esperienza incredibile!!! È andato tutto oltre ogni aspettativa. L’accoglienza è stata pazzesca: il pubblico era numerosissimo, caldo, presente, e l’energia che arrivava dal palco era travolgente. Sono quelle serate che ti restano addosso, che ti ricordano esattamente perché fai musica. È stato emozionante cantare insieme a persone che magari non avevo mai incontrato prima, ma che conoscevano i miei brani e li sentivano proprio. Un’esperienza vera, piena, intensa… che rifarei subito, senza pensarci due volte.”
Hai vissuto X Factor intensamente. Se chiudi gli occhi e ripensi a quei giorni, qual è la prima immagine che ti torna in mente?
“Sai Max, passare dalla mia stanza — dove pubblicavo le mie canzoni, dove sperimentavo, e sognavo — a trovarmi su un palco come quello di X Factor, davanti a degli artisti affermati, è stato un salto incredibile. La prima immagine che mi torna in mente è proprio quella: il contrasto tra l’intimità della mia cameretta e l’impatto di quel palco immenso. Un mix energico di sogni, emozioni e realtà.”
Come ti è venuta l’idea di scegliere Grazie a Dio/Registrazione 326 di Tha Supreme e Mara Sattei?
“Adoro sperimentare e quei due brani sono stati una scelta istintiva. Non so spiegarlo, ma li ho sentiti miei fin dal primo istante. C’è stata una scintilla, la mia voce li ha interpretati con una naturalezza incredibile. Sapevo che avrebbero lasciato il segno.”
Tra l’altro, è stata una scelta davvero azzeccata che ti ha permesso di farti notare fin da subito. Ti aspettavi un affetto così grande dal pubblico dopo quell’esibizione?
“Quando poi ho visto i commenti, il riscontro del pubblico, i numeri ero tra l’incredula e felicissima. Non mi aspettavo un affetto così immediato, così forte. Mi ha davvero travolta, ovviamente in senso positivo. Mi sentivo apprezzata e questo per chi fa il mio lavoro è gratificante. Ti fa capire che i tuoi sacrifici stanno pagando.
La tua performance a X Factor ha superato i 5 milioni di visualizzazioni. Com’è stato per te vivere un successo così grande?
“Ho cercato di restare concentrata su quello che dovevo fare. Sapevo di aver fatto un grande passo avanti, ma ero consapevole che da lì iniziava la parte più difficile: la riconferma. Dimostrare che non sei solo un fuoco di paglia è complicato, ma è anche ciò che ti spinge a dare sempre di più, a migliorarti ogni giorno.”
Durante la tua esperienza a X Factor, l’Italia stava attraversando uno dei momenti più difficili a causa della pandemia. Come hai vissuto quella situazione così particolare, tra restrizioni, assenza di pubblico e tante incertezze?
“È vero quello che dici, ma nonostante le difficoltà sono riuscita a giocarmi bene le mie carte. Ho cercato di puntare tutto su quello che so fare meglio: emozionare. Anche se il pubblico non era fisicamente lì, sapevo che tantissime persone mi stavano guardando da casa. E allora ho lasciato parlare la mia voce, ho cercato di trasmettere la verità di quello che avevo dentro. I risultati in termini di ascolti sono stati altissimi, e questo mi ha dato ancora più forza. In un momento così complicato, poter arrivare al cuore delle persone è stato il regalo più grande”.
Della tua voce si dice che trasmetta sofferenza e dolcezza. Tu come la definiresti? E quando hai capito di avere questo “dono speciale”?
“Io canto e basta, nel modo più naturale possibile. Cerco solo di trasmettere quello che provo, quello che vivo e quello che sento. Non c’è stato un momento preciso in cui ho capito che la mia voce potesse essere speciale. Ho iniziato a esprimermi così, senza forzature. Non ragiono troppo su come suona: sono io, con tutto quello che ho dentro. E ogni volta che canto, provo a metterci tutta me stessa, cercando sempre di arrivare a chi mi ascolta, di toccare qualcosa dentro. Se poi questo emoziona, allora vuol dire che ho fatto la cosa giusta”.
Hai trasformato il dolore in identità musicale, fino a farlo diventare parte del tuo nome: Mydrama. Cosa ti spinge oggi a continuare ad emozionarti e ad emozionare?
“Mydrama è cresciuta. Con il tempo ho imparato a riconoscere le emozioni, a sentirle fino in fondo senza esserne travolta. I sentimenti, se vuoi raccontarli davvero, devi prima viverli, elaborarli, capirli. Solo così riesci a condividerli in modo autentico.
La mia musica nasce da questo: dal bisogno profondo di mettere a fuoco quello che provo e trasformarlo in qualcosa che possa parlare anche agli altri.
Quello che mi spinge a continuare è proprio questo: sapere che le mie parole possono toccare, consolare, far sentire meno soli. E ogni volta che qualcuno mi dice ‘in quella canzone c’ero anch’io’, capisco che sto facendo la cosa giusta. È lì che nasce una connessione vera. Ed è proprio quella, la magia.”
In una delle tue prime canzoni, hai cantato: “Non vorrò mai sentirmi dire di non continuare”. È ancora così?
“Sì, era il ritornello di una delle mie primissime canzoni. Il protagonista si aggrappa ai ricordi, ai ‘fiori’ di quel rapporto, pur sapendo di essere stato lui stesso a fuggire. Ma ciò che conta davvero è andare avanti, porsi delle domande, capire se vale davvero la pena. È giusto ascoltare le esigenze del cuore, ma è fondamentale rispettare sé stessi. Non dobbiamo mai permettere a nessuno di dirci che non possiamo farcela.
Cosa significa per te essere “veri”? Quanto conta la verità nella musica?
“La verità è tutto. Senza non esisterebbe la mia musica. È l’unico modo per arrivare dritti al cuore delle persone: non puoi fingere, altrimenti non andresti molto lontano.”
Ed è proprio così che hai conquistato il pubblico?
“Sì, Max. Mi presento per come sono, senza filtri, mostrando i lati più profondi di me stessa. Potrebbe sembrare un rischio, ma io sono così e ne sono felice. Il pubblico è fondamentale, mi dà l’energia necessaria per andare avanti. E sono contenta che anche personaggi importanti abbiano notato questa mia autenticità: ad esempio, ho ricevuto i complimenti di J. Balvin, che si è accorto proprio del mio essere vera e spontanea”.
Quindi Alessandra e Mydrama coincidono o sono alter ego come i supereroi?
“Assolutamente! Coincidono e non potrei mai separarle, altrimenti perderei la mia essenza, la mia unicità. Io sono questa, nel bene e nel male. La mia musica è il riflesso diretto di chi sono, con tutte le mie fragilità, i miei sogni, le mie contraddizioni. Non c’è un personaggio da interpretare, non c’è una maschera: c’è solo me.
Cosa vuol dire essere liberi?
Io lotto per la mia libertà, ma anche per quella di tutti. Per me, non è solo un’idea, ma un’esigenza, un modo di vivere. Con la mia musica, il messaggio che voglio dare è semplice: ognuno deve sentirsi libero di essere sé stesso, di capire chi è davvero e di mostrarsi senza paura.
Se potessi ringraziare qualcuno per il percorso che hai fatto fino ad oggi, chi ringrazieresti per primo?
“Ringrazierei me stessa, anche se può sembrare scontato ma non lo è affatto.
Ho fatto tanta strada, ho dovuto rialzarmi da sola più volte, spesso in silenzio, senza che nessuno vedesse davvero quanto fosse dura. E tutto questo mi ha resa più forte, più consapevole. Ogni esperienza è stata fondamentale. Mi ha insegnato qualcosa, mi ha fatto crescere, mi ha spinto ad andare oltre i miei limiti.
Mi sono salvata tante volte con la musica, ma prima ancora con la mia forza di volontà. Quindi sì, il primo grazie lo devo a me: per non aver mollato, per aver continuato a crederci, anche quando era più facile smettere.”
Hai recentemente collaborato con VTR e Federico di Napoli nel brano Quimica. Cosa ha rappresentato per te questa esperienza artistica?
“È stata una bellissima esperienza. Mi sono sentita onorata di far parte di questo progetto, perché entrambi sono artisti che stimo molto. VTR e Federico di Napoli hanno una visione musicale autentica e profonda, e poter contribuire con la mia voce è stato un vero privilegio. Abbiamo creato qualcosa di sincero, una vera “Quimica” dove ognuno ha portato il proprio mondo, la propria verità. Spero che il pubblico senta la stessa energia che abbiamo vissuto noi nel farli nascere.”
Una domanda semplice: oggi come stai? Come ti senti?
Sto bene.
Solo questo? Non vuoi aggiungere altro?
Ti spiego Max, ci sono stati momenti difficili. A volte non è facile affrontarli ed io ci sono riuscita e sono cresciuta tanto in questo periodo. Sto bene proprio per questo e ad oggi mi sento in piena forma. Sto scrivendo nuove canzoni, collaborando a progetti fantastici e il pubblico – soprattutto dal vivo – mi restituisce un affetto incredibile.
Ora, come rito, arriviamo all’ultima domanda: se potessi sederti accanto alla piccola Alessandra, cosa le diresti oggi?
È una domanda tosta, davvero. Non è facile rispondere, perché immaginarmi davanti a quella bambina che sognava di fare musica, di salire su un palco, e vedere che oggi ce l’ha fatta… fa un certo effetto.
Credo che le stringerei la mano e le direi: “Non smettere mai di crederci. Anche quando tutto sembra difficile, anche quando ti sentirai fragile o fuori posto… tu continua. Perché ce la farai. E ne varrà la pena.”
Grazie per la bella chiacchierata.
Grazie a te Max mi ha fatto tanto piacere e un saluto ai lettori del Corriere dello Spettacolo.
“Il modo migliore per predire il futuro è crearlo” diceva Peter Drucker. E nel caso di My drama è così. Esco dallo studio mi incammino e rifletto su come la sua abilità vocale è resa speciale soprattutto dalla sua vita vissuta e dalla determinazione che la fa andare avanti.
Descriverei Mydrama con una sola parola: TOSTA
Max Cavallo


