La notte tra il dieci e l’undici agosto il cielo fornisce uno spettacolo esclusivo, meglio per le persone che essendo in vacanza si accingono ammirarlo in riva al mare o in montagna in luoghi lontani dalle luci cittadine. Questa magnificenza, è dovuta al fenomeno che tutti conoscono come “Stelle Cadenti” in realtà le stelle non cadono, non è altro che il passaggio delle Perseidi… attorno al Sole, trascinano detriti cosmici (pezzetti di meteoriti) vaganti nello spazio che a causa dell’attrito con l’atmosfera terrestre s’incendiano formando scie luminose. Prima di esprimere un desiderio, addentriamoci in alcune culture del passato, le quali associavano questo fenomeno a credenze e leggende… non certo alla comprensione scientifica, tanto per fare cultura… sfogliamone alcune. L’Egitto, con tutto ciò che abbiamo scoperto su loro, associavano le stelle in cielo come anime dei loro defunti e lo sciame lasciato… erano i morti che si aggiungevano alla volta celeste della dea Nut. La circostanza, era dato pensare solo ai faraoni poteva accadere dopo la sua morte la trasformazione del corpo, trovando collocazione diventando un astro o una costellazione, oppure che le anime inviassero dal cielo dei doni. Questo avvenimento era considerato di buon auspicio. Differente la tradizione Indù, lo interpretava come un desiderio di un defunto di ritornare in terra per reincarnarsi in un ciclo infinito, lasciando un piano spirituale per cercare nuove esperienze guidata dal proprio Karma. Più pratici furono i romani legando i fenomeni celesti alla divinità di Priapo e la vita quotidiana con all’economia rurale… morale: Più stelle cadenti… più abbondante sarà il raccolto! Noi con i piedi fermi in terra, sappiamo che esiste il retro della medaglia… In Cina, con tutto quel sapere raccontato da Marco Polo su questa antica civiltà, nel vedere apparire questo fenomeno portava un fermento in ogni abitazione perché era coniugato alla salute dell’imperatore… La Persia e altri li considerava autentici segni nefasti… attirando demoni e streghe, altri li interpretavano come presagi di sventura. Così via discorrendo, ma quello che alcuni di voi potrà non stupirsi leggendo il seguito di questo articolo, è su come sempre che siano miti o leggende ci devono mettere lo zampino tirando l’acqua al proprio mulino.
La storia è testimone: Mai che tralasciassero un avvenimento… senza mettere del loro… pronti a rivelare come unica autentica verità!
Siamo a Roma nel terzo secolo dopo Cristo, l’imperatore Publio Licinio Valeriano, regnò dal 253 al 260 dopo Cristo, acerrimo nemico della gerarchia ecclesiastica, negli anni in cui fu imperatore, fece una carneficina tra vescovi e preti, condannando tutti a morte. Tra questi un tal Lorenzo, arcidiacono… lo mise da parte, non per risparmiarlo, ma per condannarlo al rogo! Le sue lacrime unite a quelle di chi lo pianse, diventarono stelle. In segno di gratitudine si mossero tutti gli astri come ringraziamento… era il dieci agosto 258 a. C.! Oppure altra versione, le stelle cadenti sono i carboni ardenti su cui Lorenzo è stato bruciato…
Lascio a voi commentare su ciò che sia vero o inventato, diciamo che abbiamo dedotto che anche nel caos celeste c’era fermento… ci pensò il dio Tishtrya (divinità persiana) a portare ordine nel manto stellare, legando leggenda e scienza offrendo un suggestivo spettacolo notturno. Tutto questo o in parte lo dobbiamo al Saviglianese Giovanni Virgilio Schiapparelli (1835 – 1910), studiò a fondo il fenomeno delle stelle cadenti!
Daniele Giordano

