Al Teatro romano di Verona fino al 17 agosto 2025
La parodia di un genere teatrale è il sicuro indice di vitalità del genere parodiato: del resto, la parodia è, da sempre un genere colto, aristocratico a volte, facendo riferimento a un testo preciso. Così è per i “Trocks” com’è amichevolmente chiamata da quasi cinquant’anni Les Ballets Trockadero de Montecarlo, compagnia di ballerini (rigorosamente maschi) che rifanno il verso in maniera ironica, ma tecnicamente impeccabile, al repertorio del balletto classico, con incursioni in quello novecentesco. Nel 1974 iniziarono a presentare i loro primi spettacoli nell’ambito dell’Off-Off-Broadway, basandosi su grandi testi coreografici come Giselle o Il lago dei cigni, eseguiti in maniera assolutamente seria e mascolina, con poche, improvvise punte di deliberata goffaggine e vistosa rozzezza. Una parodia della danza operata “dall’interno” della professione di ballerino. Si genera così un doppio livello di lettura nei loro spettacoli, quello forse un po’ ermetico, per gli appassionati e addetti ai lavori che ben conoscono coreografie e il linguaggio della danza, e quello di più libero godimento per il più largo strato di pubblico. Del resto non sono dei semplici attori di varietà, ma danzatori professionisti che seguono rigorosamente delle coreografie ben conosciute. Ingigantiscono, in maniera sorridente e affettuosa, i difetti piccoli e grandi, le manie e le smanie delle grandi dive della danza del passato e del presente avendo, ogni danzatore, in mente uno o più modelli che fondono già nel nome d’arte che si sono dati. E’ una compagine di danza formata da una quindicina di ballerini maschi, muscolosi e pelosi, elaboratamente vestiti dei loro tutù “over-size”, con scarpette da punta che partono dal numero 42… Alcuni sono alti e affusolati, altri piccoli e un po’ tozzi, formano già con la loro presenza fisica un ingrediente di pura e semplice comicità. Sono apparsi su tutte le più importanti riviste e testate di danza del mondo; hanno all’attivo numerosi tour in Australia e Nuova Zelanda, moltissimi in Giappone (dove è attivo un fan club), ma anche nel resto dell’Asia, in America meridionale, infiniti in Europa (di cui quasi trenta nella sola Gran Bretagna), raggiungendo anche il Sud Africa. Negli USA sono una presenza costante dei circuiti universitari e dei college, oltre ad essere regolarmente invitati a far parte delle normali stagioni di danza. Inizialmente si potrebbe pensare che lo spettatore, per godere pienamente della comicità e dei giochi di rimandi, debba avere una buona conoscenza dei balletti rappresentati dai Trocks, ma non è così. Di fronte al “Pas de quatre” del II atto del Lago dei Cigni, una delle loro più celebri parodie, in cui esasperano le movenze di cigni e principesse, esibendosi pure in inaspettate variazioni, è un piacere assistere allo scroscio di urla e risate che suscitano negli spettatori, anche nei non addetti alla danza. Il pubblico li ama, ridendo e divorando ogni loro gesto esagerato, ogni colpo secco della testa, ogni bocca che sporge le labbra, ogni salto goffo o pesante. Ma come sono divertenti! Certo sono i ‘Trocks’…Invitati a esibirsi al Teatro romano nell’Estate Teatrale Veronese (unica tappa italiana del loro tour 2025) Les Ballets Trockadero de Montecarlo costituiscono un appuntamento scintillante nel cartellone che illumina la 77° edizione di questa prestigiosa manifestazione estiva italiana, che vede spesso il debutto di prime produzioni. L’occasione di vederli dal vivo, per chi non li avesse mai visti (si preannuncia un loro ritorno al Teatro degli Arcimboldi di Milano, nella prossima stagione) è imperdibile. A Verona hanno presentato un programma che comprendeva l’atteso Lago dei Cigni (atto II) musica di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, coreografia di Ivanov, che se da una parte mostra i caratteri spinti all’eccesso del mago Rothbart e dello statuario principe Siegfried, offre la travolgente interpretazione di Jake Speakman – nome d’arte Colette Adae – che unisce una forte personalità a una notevole tecnica. Del pari gustoso e divertente il famosissimo pas de quatre dei piccoli cigni danzato da quattro “ballerine” tenendosi per mano a braccia incrociate, con l’immancabile elemento “debole” che suscita risate a scena aperta. Nessuno però si rende conto della difficoltà di ballare per oltre due minuti in sintonia perfetta, legati per le mani…E’ seguito Le grand pas de quatre, geniale operazione del manager dell’Her Majesty’s Theatre di Londra che nel 1845 riuscì a riunire – con un’abilità diplomatica perfetta – le quattro più grandi ballerine del tempo (Marie Taglioni la più celebre ma ormai “anziana”, Carlotta Grisi, Lucille Grahn e Fanny Cerrito) in un Grand divertissement senza urtare la supremazia e suscettibilità di nessuna. Quello che oggi vediamo è una delle più affascinanti evocazioni del balletto romantico. E i quattro interprti ci sono riusciti, a meraviglia, con l’intensa interpretazione della Protazova (Andrea Fabbri) dall’impressionante presenza evocante la supremazia della vera Taglioni, anche curvata e meno agile delle più giovani colleghe. Immancabile nel programma l’assolo La Morte del cigno coreografia di Fokine, su musica di Camillle Saint-Saens, da Il Carnevale degli animali; balletto composto nel 1901 appositamente per Anna Pavlova e messo in scena a S. Pietroburgo nel 1907 e da allora diventato il suo balletto simbolo. Olga Supphozova (Robert Carter) ne da un’interpretazione ormai delabrè quanto, forse troppo, ironica. La serata è terminata con Valpurgeyeva Noch (La notte di Valpurga) musica tratta dall’opera Faust, di Charles Gounod. I Trockadero offrono la loro versione, scatenata, frizzante e intensa del balletto ispirato alla versione di riferimento della Compagnia di Ballo del Teatro Bolshoi.
gF. Previtali Rosti

