Appunto, non so voi… ma questi Regnanti una volta entrati in città dove dimoravano con il loro sontuoso seguito? I graduati e le milizie… di Napoleone e consorte dove si sistemarono! Negli anni che l’Imperatore prese possesso nella città sabauda, speriamo che a nessuno pensasse di cercare un alloggio in “Barriera, con stanze di ringhiera o ballatoio che dir si voglia” se ne guardò bene di scegliere (non volutamente ma per esigenze tattiche) residenza come la sontuosa Palazzina di Caccia di Stupinigi, per sé e la sua numerosa corte… le truppe invece, furono dislocate in base alla funzione del loro contesto operativo, a differenza degli ufficiali i quali erano alloggiati nei lussuosi alberghi, in base al grado o dimore private di cittadini facoltosi. L’unica a non compiacersi della sistemazione, era Giuseppina di Beauharnais (prima moglie di Napoleone), ella preferiva un ambiente più consono alla sua indole di naturalista (N.d.A. per gli appassionati, troveranno in esposizione presso la Palazzina di Caccia di Stupinigi, la vasca da bagno di Paolina Bonaparte). Su questo argomento e altri temi si sono versati fiumi d’inchiostro, poche righe invece per un generale che merita essere ricordato quando si parla delle gesta di Napoleone Bonaparte. Il suo nome risulta poco noto, anche se dicessimo che stiamo parlando di Thomas Alexandre Davy de la Pailleterie. Alla stragrande maggioranza forse non dirà nulla o poco, continuando a leggere, a qualcuno potrebbe ritornare in mente di aver letto brevi accenni riportati dalla storia e le sue imprese… in questo caso, per facilitarvi la soluzione, aggiungerei un piccolo aiuto, quello di essere stato padre e nonno dei due scrittori Dumas, un labile ricordo ora potrebbe riaffiorare! Qualche breve cenno su questa singolare persona, iniziando col dire che per divergenze famigliari si arruolò giovanissimo nell’esercito napoleonico, malgrado la sua carnagione fosse leggermente colorita, in quanto figlio illegittimo, nato tra un proprietario di canna da zucchero e una schiava di nome Marie Cessette Dumas. Portato per il mestiere delle armi e noto per l’altezza, oltre una imponente robusta corporatura, unita alla forza fisica, lo rese un soldato valoroso e temuto durante le numerose battaglie da essere soprannominato il Diavolo nero!
Il suo temperamento, lo portò a superare i gradini gerarchici della scala militare ed essere l’unico all’età di trentun anni nominato generale “di colore”. Il suo glorioso atteggiamento lo aiutò ad essere amico da affiancare la figura del condottiero Napoleone grande stratega militare, ma per le leggi razziali del tempo nulla è valso a riconoscere l’audacia e le vittorie compiute sul campo durante le battaglie di questo giovane generale mulatto, suo malgrado dovette allontanarsi dall’Imperatore, trovandosi solo avvolto nell’oblio più profondo che neppure la storia a stento ricorda questo eroe dimenticato rimasto senza alcun riconoscimento come generale e mai ricevuto per le sue gesta la più alta onorificenza de La Lègion d’honneur!
Non se la passò neanche tanto bene Napoleone, dopo essere stato sconfitto più volte… l’ultima quella di Waterloo, fu per lui il colpo di grazia! Deportato in un’isoletta sperduta dove non potesse fuggire. L’isola di Sant’Elena fu la sola che ascoltò gli ultimi battiti cardiaci del cinquantaduenne Imperatore…
Era il 5 maggio del 1821, per ricordare la data il Manzoni scrisse una celebre ode che riflette la figura di Napoleone, introducendo fede e riflessione morale, annunciando la fine della vita eterna dell’Imperatore dall’ascesa alla morte in esilio: < Ei fu. Siccome immobile, dato il mortal sospiro stette la spoglia >… La poesia della sua morte sottolinea il contrasto tra il suo potere terreno confrontandosi con la Dama in nero e il giudizio divino. Le spoglie, vennero portate in Francia con tutti gli onori che competono ai grandi condottieri, tumulate nella Chapelle royale des Invalides, a differenza di chi pensa sia sepolto in altro luogo.
Daniele Giordano

