Mostra del cinema di Venezia: il lavoro al centro della terza giornata

Data:

 

VENEZIA, 29 agosto – La terza giornata dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha puntato lo sguardo, curiosamente e quasi esclusivamente, sul mondo del lavoro contemporaneo: un mercato sempre più dominato dalla logica del prezzo più basso e da una concorrenza esasperata, persino tra candidati alla stessa posizione.

Protagonista in concorso, Un pied d’œuvre della regista francese Valérie Donzelli, ispirato al bestseller autobiografico di Franck Courtès. Il film racconta la parabola di uno scrittore che, dopo il rifiuto del suo terzo romanzo, è costretto a sopravvivere con lavori saltuari e mal retribuiti. Emigrato in Canada e abbandonato dalla famiglia, il protagonista trova nell’universo degli emarginati l’ispirazione per un nuovo libro destinato al successo, che gli restituirà l’affetto dei suoi cari e la consacrazione letteraria.

Con questo settimo lungometraggio, Donzelli – alternando da anni la carriera di attrice, sceneggiatrice e regista – si immerge nel mondo instabile dei lavori temporanei, mostrando, anche grazie all’ottima interpretazione di Bastien Bouillon (alla sua terza collaborazione con la regista), la precarietà che avanza ovunque a causa del capitalismo selvaggio e di un sindacalismo sempre più indebolito.

Altro titolo in gara, il sudcoreano Park Chan-wook con Nessun’altra scelta, liberamente tratto dal romanzo di Donald Westlake The Ax – già portato sullo schermo da Costa-Gavras con Le couperet (2005), a cui il film è dedicato. Al centro, la storia di un ex caposquadra di cartiera, disoccupato, che decide di eliminare fisicamente i concorrenti per ottenere un nuovo impiego. Il regista di Old Boy e Lady Vendetta affronta qui il difficile genere della commedia grottesca, lasciando largo spazio a eccessi recitativi e a dettagli macabri che si susseguono per 139 minuti, talvolta fino all’indigestione.

Fuori concorso, ha chiuso la giornata After the Hunt, produzione americana diretta dall’italiano Luca Guadagnino e segnata dalla presenza di una vera icona hollywoodiana: Julia Roberts, al suo debutto assoluto sul red carpet veneziano.

Scritto dalla giovane attrice Nora Garrett, il film è un thriller psicologico ambientato nel corpo docenti di Harvard, dove giochi di potere, amicizie e rancori professionali si intrecciano. In questo caso, il conflitto si sposta nel sotterraneo dipartimento di filosofia, generando dialoghi densi di riferimenti ad Adorno, Hegel, Locke e Kant – un’intelaiatura colta e complessa che potrebbe risultare ostica per lo spettatore medio, attirato soprattutto dalla curiosità di vedere la Roberts in un ruolo lontano dai suoi canoni abituali

Antonio M. Castaldo 

Seguici

11,409FansMi Piace

Condividi post:

spot_imgspot_img

I più letti

Potrebbero piacerti
Correlati