La quarta giornata dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

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VENEZIA, 30 AGOSTO – La quarta giornata dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha proposto due opere molto diverse tra loro, ma entrambe attese: il film-evento Frankenstein di Guillermo del Toro e il documentario Sotto le nuvole di Gianfranco Rosi.

L’opera del regista messicano, sognata e preparata per oltre trent’anni, si è rivelata all’altezza delle aspettative: con un budget di 120 milioni di dollari e una durata di due ore e mezza, Frankenstein è un’esperienza cinematografica intensa e memorabile, destinata a segnare l’immaginario anche di chi ne criticherà alcune scelte narrative.

Il film si rifà al romanzo di Mary Shelley, recuperandone il sottotitolo originale Il moderno Prometeo e rispettandone finalmente lo spirito, più filosofico che puramente horror. Del Toro dà voce, per la prima volta al cinema in maniera così centrale, alla Creatura, presentata come più innocente del suo stesso creatore. Diviso in tre capitoli – il Prologo ambientato al Polo Nord, la versione degli eventi narrata da Victor Frankenstein e quella del Mostro – il film affronta temi universali come bene e male, vita e morte, colpa e punizione, responsabilità accettata e rifiutata.

La messa in scena resta spettacolare, con il regista che coniuga riflessione e intrattenimento in un’opera capace di competere con i blockbuster hollywoodiani. Jacob Elordi, irriconoscibile grazie a un trucco quotidiano di dieci ore, regala alla Creatura sfumature di rabbia, dolore, amore e consapevolezza di sé. Oscar Isaac interpreta un Frankenstein ambizioso ed egocentrico, concedendosi qualche eccesso attoriale, mentre Mia Goth si muove in abiti volutamente sproporzionati e anacronistici, frutto dell’ironia nera del regista. A completare l’opera, la sontuosa colonna sonora di Alexandre Desplat – che richiama i fasti di Max Steiner ed Erich Korngold – la fotografia ricca di Dan Laustsen e la scenografia gotica di Tamara Deverell.

Molto più sobrio il contributo di Gianfranco Rosi, Leone d’Oro a Venezia nel 2013 con Sacro GRA. Il suo Sotto le nuvole è un documentario in bianco e nero dedicato a Napoli, città che vive sotto la costante minaccia del Vesuvio. Rosi si muove tra strade, luoghi simbolici e attività quotidiane, seguendo polizia, vigili del fuoco, archeologi e insegnanti, fino alle rovine di Pompei ed Ercolano. L’opera scorre con tono contemplativo, ma trova il suo momento più suggestivo nella sequenza finale, girata nella città sommersa di Baia: statue classiche, adagiate tra acqua e sabbia da oltre duemila anni, osservano silenziose il passare del tempo e sembrano attendere la fine della civiltà che le ha create e poi abbandonate.

Antonio  M. Castaldo 

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