Festival di Venezia: Jim Jarmusch illumina la quinta giornata

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VENEZIA, 31 agosto – La quinta giornata dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia è stata dominata dal ritorno di uno dei maestri indiscussi del cinema indipendente americano: Jim Jarmusch. Dopo sei anni di silenzio, il regista è tornato sul grande schermo con Padre Madre Sorella Fratello, un’opera intima e minimalista che conferma la sua cifra stilistica fatta di silenzi, gesti minimi e ironia malinconica.

Il film si articola in tre episodi, ambientati tra il Nord-Est degli Stati Uniti, Dublino e Parigi, a ribadire l’universalità dei legami familiari e delle loro fratture. Nel primo, Tom Waits è un padre che riceve con riluttanza i due figli (Adam Driver e Mayim Bialik) dopo mesi di assenza; nel secondo, Charlotte Rampling offre il tè alle figlie (Cate Blanchett e Vicky Krieps) in un incontro carico di distacco; nel terzo, due fratelli (Indya Moore e Luka Sabbat) si ritrovano dopo la morte dei genitori, condividendo ricordi e conforto reciproco. Un cinema “anti-azione” che non giudica, ma fotografa la realtà emotiva contemporanea, in cui la comunicazione sembra ormai un’arte perduta.

A condividere la scena con Jarmusch, il francese Olivier Assayas ha presentato Il mago del Cremlino, adattamento del best seller internazionale di Giuliano da Empoli, realizzato insieme a Emmanuel Carrère. Un ritratto sospeso tra realtà e finzione di Vladislav Surkov, figura chiave nell’ascesa di Vladimir Putin, qui interpretato da Jude Law con un’intensità inquietante.

Con un tono da tragedia francese e una trama intrisa di fantapolitica, Assayas ricostruisce – o reinventa – le strategie di potere che, dal crollo dell’Unione Sovietica, hanno ridefinito i rapporti tra Oriente e Occidente fino alla guerra russo-ucraina. Accanto a Law, Paul Dano e Alicia Vikander completano un cast di alto profilo in un film che travolge lo spettatore con un ritmo serrato e un eccesso di informazioni, a tratti impossibili da verificare, ma sempre funzionali alla narrazione.

Se Jarmusch ha scelto la via della sottrazione e dell’introspezione, Assayas ha preferito l’affresco monumentale. Due visioni agli antipodi che hanno reso la giornata veneziana un esempio perfetto della ricchezza e della varietà del cinema contemporaneo.

Antonio  M. Castaldo

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