Mostra del cinema di Venezia: una giornata da ricordare

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VENEZIA, 2 settembre – L’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha vissuto oggi una delle sue giornate più intense e memorabili, dominata da titoli di grande impatto e firme prestigiose. Il concorso ufficiale ha visto protagonisti un thriller politico-fantasy sul rischio di un attentato nucleare negli Stati Uniti e una raffinata trasposizione cinematografica del capolavoro di Albert Camus Lo straniero, a cui si sono aggiunti il nuovo lavoro di Gus Van Sant e un documentario firmato da Sofia Coppola. Ad aprire la giornata è stato “A House of Dynamite” di Kathryn Bigelow, alla sua sesta partecipazione veneziana. Il pianeta Terra è la vera “casa di dinamite” del titolo: un luogo in cui potenze grandi e piccole accumulano arsenali nucleari pronti a distruggere tutto per un errore tecnico o un capriccio politico. La vicenda si innesca in una tranquilla mattina d’estate, quando un missile di origine ignota viene lanciato verso gli Stati Uniti, con Chicago come obiettivo e venti minuti di tempo per evitarne la distruzione. La sceneggiatura, scritta da Noah Oppenheim, è un meccanismo a orologeria che Bigelow dirige con ritmo serrato, sostenuta dalle interpretazioni di Rebecca Ferguson e Idris Elba. Di tutt’altro respiro “L’étranger” di François Ozon, trasposizione fedele e vibrante del romanzo con cui Camus, nel 1942, inaugurò una nuova stagione letteraria. Ambientato in Algeria durante il colonialismo francese, racconta la parabola di un uomo apatico che, dopo aver ucciso un giovane arabo per futili motivi, affronta il proprio destino durante un processo che lo condanna a morte. Dopo l’adattamento poco fortunato di Luchino Visconti nel 1967, Ozon riesce a restituire sia la lettera che lo spirito del testo, impreziosendo il tutto con la prova intensa di Benjamin Voisin. Non è mancato il ritorno di Gus Van Sant con Dead Man’s Wire, ispirato a un fatto di cronaca. Un uomo, rovinato da un fondo di investimento, rapisce il figlio del suo ex gestore finanziario per riavere i soldi perduti. La tensione è costante e il cast ridotto al minimo: Bill Skarsgård nel ruolo del rapitore, Dacre Montgomery come vittima e un Al Pacino memorabile, in appena due scene, nei panni del finanziere senza scrupoli. A chiudere la giornata, Sofia Coppola ha presentato Marc by Sofia, un ritratto intimo e anticonvenzionale dello stilista e parrucchiere hollywoodiano Marc Jacobs. In un’ora e mezza serrata, il documentario – montato magistralmente da Chad Sipkin – ripercorre tre decenni di carriera, dalle creazioni iconiche alle sfilate rivoluzionarie, come quella del 1994 in mezzo alla strada con Spike Jonze. Quattro opere diversissime, ma accomunate dalla capacità di tenere il pubblico incollato allo schermo. Una giornata che difficilmente sarà dimenticata e che, con ogni probabilità, ha già messo in scena alcuni dei futuri protagonisti della premiazione finale.

Antonio M. Castaldo 

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