VENEZIA, 3 SETTEMBRE – L’ottava giornata dell’82ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ha regalato il momento più intenso e commovente del festival: un applauso lungo e carico di emozione ha seguito la proiezione di The Voice of Hind Rajab, nuovo lavoro della regista tunisina Kaouther Ben Hania.
Il film riporta alla luce una delle migliaia di tragedie provocate dall’invasione israeliana della Striscia di Gaza: il vano tentativo di salvare Hind Rajab, una bambina di cinque anni intrappolata in un’auto circondata dai cadaveri di sette familiari. La sua voce autentica – registrata il 29 e 30 gennaio 2024 dal servizio di soccorso della Mezzaluna Rossa palestinese – guida la narrazione, in un dialogo disperato con i soccorritori, bloccati per 48 ore da autorizzazioni e controlli, fino all’uccisione dell’ambulanza a pochi metri dalla piccola.
Ben Hania, già due volte candidata all’Oscar e nota per la sua capacità di abbattere i confini tra realtà e finzione, firma qui la sua opera più potente. La regista alterna la registrazione reale della voce di Hind a una ricostruzione drammatica interpretata da un eccellente cast palestinese, ottenendo un documento cinematografico di straziante urgenza e di altissimo valore testimoniale.
La produzione, franco-tunisina, vede tra i produttori esecutivi nomi come Brad Pitt, Joaquin Phoenix, Rooney Mara e Alfonso Cuarón, a conferma di un impegno internazionale nel far sì che la voce di Hind resti viva nel tempo.
Ad affiancare The Voice of Hind Rajab in concorso, Pietro Marcello ha presentato Duse, dedicato agli ultimi anni di vita della più grande attrice teatrale italiana del Novecento, Eleonora Duse, interpretata con sensibilità da Valeria Bruni Tedeschi. Il regista mescola abilmente documentari d’epoca e ricostruzioni, restituendo il clima storico e culturale dell’Italia a cavallo del fascismo e la fine di un’era del teatro. Il risultato è molto più di una biografia: è una reinvenzione cinematografica di un periodo cruciale, in cui storia, politica e arte si fondono.
Questa ottava giornata della Mostra ha dimostrato ancora una volta come il cinema possa trasformarsi in memoria viva, capace di unire impegno civile e potenza narrativa, e come una voce, anche proveniente dall’oltretomba, possa scuotere un’intera sala.
Antonio M. Castaldo

