Dall’esoterismo alle ciliegie

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Ci risiamo… in tempo di vacanza è piacevole passeggiare in città, poche persone, idem per le auto, meno ancora per i mezzi pubblici… Siamo a Torino, la città sabauda per eccellenza, gli stranieri… quelli che fanno muovere l’ago dell’economia visitando i soliti Musei accrescendo loro cultura, sapessero invece cosa potrebbero trovare “fuori dai percorsi abituali”… ammesso che possa interessare, questo genere di letture, se vengono pubblicate restano notizie velate… bisognerebbe cercarle con la lente d’ingrandimento… allora la visita in città renderebbe il soggiorno più completo!   Prendiamo a caso un portone (ora coperto dalle solite impalcature), il quale invece della solita maniglia, vediamo un batacchio (due serpentelli annodati) che sbatte contro la faccia del diavolo… e qui la leggenda s’impreziosisce, potrebbe essere l’ingresso per arrivare agli Inferi? Scusate… non avevate detto che quell’ingresso si trova in piazza Statuto? Come sempre la credenza popolana di un tempo era spaventata di fronte l’esoterismo e a quel portone, poiché in quel magnifico palazzo del 1600 costruito dal conte, architetto Amedeo di Castellamonte, in quell’edificio ospitava una fabbrica di carte da gioco: I Tarocchi! Certamente non crediamo a tutte queste fanfaluche, ma in quanto i seguaci di queste letture vedono Porta Inferi in altro luogo, mentre rimane di effetto questo magnifico portone. Oppure, se desiderate proseguire in questa lettura, cercate il corso più lungo di Torino a meno di un chilometro da piazza Statuto, vi imbatterete in un palazzo con un magnifico ingresso… ai lati, due Draghi come fossero a guardia dell’edificio… se alzerete lo sguardo vi accorgerete che non è proprio così. Noi come leggera lettura continuiamo. A memoria non si era mai vista una Chiesa con due maestosi leoni ai lati dell’ingresso principale che sorreggono l’intera facciata Architettura neogotica, neoromanica del 1884, nei pressi di porta Susa.

Per iniziare ad alleggerire l’articolo si pensa che secondo il folclore sabaudo la parola maschera provenga dal latino medievale definendo una Masca, cioè una Strega! Già menzionato nell’Edictum Rotharis Regis del re longobardo Rotari (643 d.C.). Anche se la definizione è incerta, quella derivante dall’arabo pare sia quella più appropriata. La parola maskharah tradotta significa buffonata ma il suono della stessa somiglia più ad una mascherata, il che ci riporta al carnevale con i suoi travestimenti, ultima spiegazione scritta ci porta in un altro mistero… quello della Fontana Angelica… in piazza Solferino. Torino su queste cose naviga da tempo… Questo articolo è come se mangiassimo ciliege… Dove avrà avuto origine il modo di dire sulle ciliegie o come Pablo Neruda le paragonò nella poesia del “Bacio”: Sono come i baci, uno tira un altro…

Daniele Giordano

Crediti foto https://www.guidatorino.com/la-casa-dei-draghi-di-torino/

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