A volte incontri personaggi misteriosi,indefinibili e indefiniti che sembrano parlare di certi temi.
Poi,improvvisamente,ti accorgi che in realtà stavano parlando di altre cose.Infine,scoprì un ulteriore livello tematico.Molto ben nascosto.Ancora più nascosto del precedente.Oscuro.Completamente diverso dagli altri due.E rimani disorientato.Confuso.Perché questa narrazione criptica su tre livelli?Perché questo codice narrativo da società segreta,soprattutto in un settore,come quello del cinema,aperto ad una diffusione vasta e generale?
Partiamo da questo mistero.
Perché è il fattore essenziale per capire il regista italiano più complesso e multilivello di sempre.Stiamo parlando di Luchino Visconti. Il Re dell’enigma.
Perché il suo messaggio è rimasto nascosto. Il terzo livello del suo pensiero è,ancora oggi,un messaggio segreto in codice.Qualcosa per iniziati.
Ma questo aspetto di Visconti emerge,anche se sempre ben occultato,nelle parole di Helmut Berger.Donatella Baglivo,replicando il metodo di indagine usato con Michelangelo Antonioni,ha indagato l’enigmatico cineasta attraverso la sua proiezione simbolica:Helmut Berger,da lei intervistato.
Questa tecnica investigativa della regista romana si è rivelata vincente con soggetti particolarmente complessi e criptici come Antonioni e Visconti,appunto.È una specie di “radiografia”, capace di rivelare la struttura interna di un mistero sfuggente.
Tutte le recensioni critiche sul maestro milanese sono concentrate sul primo livello di significato dei suoi film.Quello più evidente,più immediato.Forse perché quello messo in primo piano dal celebre regista:la decadenza della nobiltà,la fine di un’epoca.Alcuni critici sono arrivati al secondo livello del codice nascosto di Visconti:il tema della morte.Ma tutti questi slittamenti del piano tematico,in realtà,servono solo a nascondere il terzo livello del messaggio visconteo.È una tecnica da società segreta,effettivamente.Uno spostamento della gerarchia dei significati.Cose da società esoteriche.Da incappucciati.
E qui,davvero,la cronaca diventa romanzo.
Se fosse un film o un romanzo sarebbe Il Codice Da Vinci,di Dan Brown o Il Pendolo di Foucault,di Umberto Eco. Invece è la produzione cinematografica di Luchino Visconti.
Ecco,arriviamo ora al terzo livello di significato dei lavori del Re dell’enigma.Un livello nascosto.Ma perché?Non si sa.Una zona inesplorata che appare solo vagamente accennata da Helmut Berger.Almeno davanti alle telecamere.Perché poi,in privato,appaiono altri dettagli che confermano le conclusioni dell’inchiesta.
Visconti parla di famiglie e individui in disfacimento,di epoche alla fine del loro ciclo,
di aristocrazia che scompare,di morte e tragedie. Ma descrivendo queste situazioni e questi personaggi,in realtà,parla del rapporto nebuloso tra l’individuo e la Storia.Sono le forze storiche a plasmare gli eventi e le vite dei personaggi dei suoi film.È un destino di tipo particolare a decidere le vite degli uomini.
Non un destino di tipo mistico,metafisico,ma un oscuro genere di destino,di natura ignota.E il concetto di destino di Visconti resterà sempre mai chiarito del tutto.
È qualcosa di già prestabilito?È qualcosa di inevitabile?
E perché il maestro del grande schermo rimase sempre ambiguo in materia?Perché nascose il suo inquietante messaggio in una struttura a tre livelli?
Il suo messaggio era rivolto al grande pubblico,in generale o a qualcuno in particolare?
Più a fondo si esplora la questione e più ci si avvicina a qualcosa che somiglia al Codice Da Vinci.
Del resto stiamo parlando di un uomo la cui vita è stata un romanzo in se stessa,piena di colpi di scena,di dettagli incredibili,di personalità storiche e istituzioni di altissimo livello.
Conte appartenente alla famosa famiglia dei Visconti di Modrone,finanziatrice del Teatro della Scala,un loro antenato ispirò a Manzoni il personaggio dell’Innominato,
Arturo Toscanini era amico del padre.Il grande cineasta e nobile milanese aderì alla Resistenza e poi al PCI.Ebbe amicizie notevoli,da Jean Cocteau a Jean Renoir,regista figlio del celebre pittore Pierre-Auguste Renoir e a Togliatti.Relazioni importanti con Coco Chanel,Maria Callas,Romy Schneider,Clara Calamai e con l’attrice Maria Denis,la quale ebbe un ruolo importantissimo nella vita del
famoso regista.Maria Denis ha avuto una funzione centrale anche nell’inchiesta di Donatella,come informatrice al corrente dei segreti più inaccessibili riguardanti il maestro del Cinema Italiano.
Ecco,questa è la storia di Luchino Visconti,un mistero a vari livelli di profondità.Un mistero che ha richiesto la speciale tecnica di indagine cinematografica di Donatella,quella degli “attori proiezioni simboliche dei registi”.Metodo dimostratosi molto efficace,nonostante la strana reticenza di Berger ad approfondire queste enigmatiche aree oscure del maestro.Almeno davanti alla macchina da presa.Perché,in privato,la nostra indagatrice ha conosciuto tanti segreti dell’illustre artista lombardo,a lei confidati dal celebre attore austriaco,oltre a quelli raccontati da Maria Denis.Quali fatti oscuri e fondamentali su Luchino Visconti conosce Donatella?Resteranno a Cinecittà o saranno da lei rivelati al mondo intero?
Stefano Battaglia, regista



