“Senza senso”: un film che è il grido cinematografico della regista Roberta Mucci contro la deriva giovanile

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Il 2 settembre scorso La regista Roberta Mucci ha portato a Lido di Venezia all’evento dell’Italian Pavilion un film denuncia, potente e viscerale sull’uso di sostanze stupefacenti tra i giovani. Il film diventa simbolo di un’urgenza sociale che non può più essere ignorata.
Ambientato in Toscana, tra Buggiano, Montecatini Terme e Pistoia,
‘Senza senso’ segue le vite intrecciate di tre giovani studenti —
Luca, Sharon e Leonardo — che cercano nel fine settimana una
via di fuga dalla solitudine, dalla pressione sociale e dai traumi familiari. La droga diventa rifugio, rito di passaggio, ma anche trappola. Roberta Mucci non giudica: osserva, ascolta, e ci costringe a guardare in faccia una realtà che spesso preferiamo ignorare.
“I giovani sono il futuro di questa società. Se non li ascoltiamo, se non li proteggiamo, stiamo
tradendo il nostro domani.” —
La regista Roberta Mucci è anche sceneggiatrice, autrice e consulente dei programmi TV RAI adesso al rientro da Venezia è pronta ad essere la madrina del Festival ‘Estrobilia’ che si terrà a Larciano (PT), dove torna la magia, dal 12 al 14 settembre con musica, spettacoli e giochi. Una tre giorni di festa e tradizione.

La regista Mucci al rientro dal Festival cinematografico di Venezia82 ci ha gentilmente concesso una breve intervista:
D: Qual è il messaggio centrale del film?
R: “Senza senso” è un grido d’allarme. Denuncia la normalizzazione dell’uso di droghe tra i
giovani, non solo per “sballarsi”, ma come risposta a problemi irrisolti, vuoti affettivi e pressioni
invisibili.
D: Come ha reagito il pubblico?
R: Con emozione. Alle varie proiezioni che sono state fatte, molti spettatori sono rimasti in sala
anche dopo i titoli di coda, visibilmente colpiti. Alcuni hanno definito il film “uno specchio
doloroso ma necessario”.
D: Perché il titolo “Senza senso”?
R: Il titolo riflette la percezione di vuoto che vivono i protagonisti. È anche una provocazione: cosa ha senso oggi per un giovane che non trova ascolto, direzione, né speranza?
D: Il film propone soluzioni?
R: Non in modo diretto. Ma invita al dialogo, alla responsabilità collettiva, e alla necessità di creare spazi sicuri dove i giovani possano esprimersi senza paura.
D: Come nasce il film?
R: Il film nasce da testimonianze reali, raccolte con rispetto e sensibilità.
Dopo la prima visione a dicembre a Montecatini Terme, la Magistrata J.Monica Magi del tribunale di Pistoia ha annunciato
l’intenzione di promuovere il film nelle scuole superiori come strumento educativo, insieme
all’associazione Avvocati con a capo l’avvocato Nicola Caldarulo e Maurizio Caldarulo. Abbiamo
iniziato dalla provincia di Pistoia per espanderci ad altre province. Diverse associazioni hanno
lodato l’opera come “catalizzatore di consapevolezza”.
D: Il finale è aperto o risolutivo?
R: Il finale non offre soluzioni, ma lascia spazio alla riflessione.
D: Il film ha avuto una distribuzione internazionale?
R: Ha avuto una distribuzione Internazionale nei Festival grazie al Misff Irs il cui Presidente è
Marcello Zeppi.
D: Roberta dove possiamo vedere il film?
R: Verrà proiettato il 18 settembre nella sala giardino d’inverno della prestigiosa Villa Bertelli a
Forte dei Marmi.

Bruno Grillo

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