Debby Love e Mistress Godiva, da sempre, non hanno paura di sperimentare e mettersi in gioco. Così recentemente hanno preso parte al film La maschera velata, girato a San Giorgio Canavese con la regia di H. Cassini, un progetto che le ha portate lontano dagli stereotipi legati al mondo a tinte rosse e dentro un contesto cinematografico inaspettato. Per entrambe è stata un’esperienza di crescita, un’occasione per interpretare un personaggio diverso da sé stesse e misurarsi con un set professionale. Tra cinema, BDSM e nuove sfide, ci raccontano la loro visione senza filtri.
Partiamo dal film: com’è nata la vostra partecipazione a La maschera velata?
È stata un’occasione che ci ha subito incuriosite. Il film è stato girato vicino a Ivrea, a San Giorgio Canavese, ed è un progetto ideato dalla regista H. Cassini. Per noi è stato qualcosa di diverso, un’esperienza alternativa che ci ha permesso di misurarci con un mondo nuovo.
Il titolo e il vostro background potevano far pensare a un film di altro genere. Come avete vissuto questa percezione?
È vero: se dici che giri un film e appartieni al settore erotico, la mente di molti va subito al porno. Invece no: questo è un thriller che tocca un argomento molto attuale. Non possiamo svelare di più, ma non c’entra nulla con quel mondo.
Com’è stato recitare, vestire i panni di qualcun altro?
Bellissimo. Interpretare un personaggio che non siamo noi è stata una sfida. Abbiamo cercato di creare empatia con i ruoli, di immaginare cosa potessero dire o pensare, calandoci il più possibile nella parte. La regista ci ha guidate molto bene, con idee davvero geniali.
Il film parteciperà a un concorso al Festival del Cinema di Torino. Che aspettative avete?
Già l’esperienza in sé è stata preziosa e ci ha lasciato tanto. Se poi arriveranno riconoscimenti, sarà solo un valore aggiunto.
Parliamo invece di voi, del vostro mondo: il BDSM continua a essere centrale nelle vostre vite?
Sì, assolutamente. È un ambito che pratichiamo con passione, sempre con idee nuove. Lavoriamo sia nel virtuale che in dungeon super attrezzati. Per noi è una continua ricerca di stimoli, di nuove modalità per rendere le sessioni coinvolgenti e autentiche.
Cosa bolle in pentola per il futuro?
Stiamo lavorando per rendere le sessioni ancora più intense. Ci piace sperimentare e non fermarci mai: il futuro, per noi, significa sempre nuove sfide e nuove possibilità di esprimerci.
Manuele Pereira

