Tutto iniziò con il film “Metropolis”

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Era il 10 gennaio del 1927 a Berlino… la sua prima proiezione mondiale di un film pur essendo muto… fece scalpore per il suo genere fantascienza e drammatico.

Il ruolo principale del film viene ricoperto dalla doppia parte interpretato da Brigitte Helm, figura centrale quella di Maria nei diciannove mesi di riprese del film di Fritz Lang cercando di unire le classi sociali… quella robotica creata per scatenare caos… dualità del solito conflitto tra il bene e il male!

Con l’avvento dei primi filmati prodotti da alcuni registi che iniziarono a interessarsi al genere Android, Cyborg e affini, sino a farli diventare quasi Umanoidi. Su questo filone cinematografico si perdono storie inventate e mai esaurite, spaventandoci o portandoci a riflettere su come il futuro si evolverà nei cento anni a venire, Troviamo tutto questo e altro ancora nel capolavoro non che capostipite del regista Lang con la sua opera visionaria apre una figura chiave del movimento espressionista, spaziando non solo sui robot, ma della fantascienza tout court nella storia del cinema di genere che porta sullo schermo una visione di questi Maschinenmensch (uomo macchina) in una dimensione futuribile con le sue sceneggiature di fantascienza e i primo horror provenienti dal profondo e inesplorato universo. Dal 1950 in poi, è stata una vera epoca d’oro per quanto riguarda la fantascienza in tutte le loro inclinazioni sino all’intelligenza artificiale… ricordate Hal 9000 della nave spaziale Discovery, scritto e diretto da Stanley Kubrick… sviluppando l’intelletto degli scrittori come Isaac Asimov, famoso per aver creato tre leggi sulla robotica, influenzando il campo dell’intelligenza artificiale aprendo le porte ad  ogni regista divertendosi nel cimentare storie più disparate, modificando col passare del tempo le sceneggiature rendendole sempre più morbide, in modo da compiacere e non spaventare i bambini, ricordando il simpatico droide R2 – D2 e il suo inseparabile compagno protocollare C-3PO di Guerre Stellari del regista George Lucas. Sempre più soft, con l’amabile figura di E.T. del regista Steven Spielberg, modificandone l’aspetto di questi Android o Cyborg che dirsi,

nella storia del cinema da non poterli distinguere tra umani e umanoidi, a meno che non laceri il sottile strato di materiale (Lattice) simile alla pelle che compone le fattezze umane… mostrando i meccanismi che fanno muovere il robot, basta ricordare la stupenda pellicola con l’attore Yul Brynner ne Il Mondo dei Robot del regista Michael Crichton.

Da quando l’era cinematografica è entrata nel nostro quotidiano è pur vero che il capoluogo piemontese ha perso moltissime Case Cinematografiche ricordando la prima proiezione cinematografica del 7 novembre 1896 a Torino nell’ex ospizio di Carità, organizzata da Vittorio Calcina agente dei fratelli Lumière per proseguire con lungimiranza legando un nome caro a Torino: Maria Adriana Prolo, la quale iniziò conservare e raccogliere documenti salvaguardando la storia del Cinema e Torino è grata per quanto fece, ma c’è da aggiungere un altro luogo poco conosciuto, situato in via Matilde Serao 8,  esiste la Bibliomediateca Mario Gromo, un archivio fornitissimo aperto al pubblico per quanto riguarda la ricerca.

È vero, c’è voluto del tempo per fare di Torino un punto fermo su quanto riguarda la cinematografia e chissà con il proseguire nel tempo cosa altro ci aspetta… noi saremo guardinghi per quanto riguardano gli sviluppi, pronti a tenervi informati!

Daniele Giordano

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